Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
I beni oggetto dell’intervento sono un astrolabio planisferico bizantino del 1062 d.c. e sette orologi conservati presso i Musei Civici di Brescia: orologio a pendolo con tre quadranti (SS48), orologio con due quadranti a cupola traforata (SS50), orologio con quadrante inciso con figure simboliche e paesaggio e suo sostegno (SS51), orologio astronomico con Atlante (SS52), orologio luni-solare orizzontale (con cassa decorata a rilievo, SS53), orologio orizzontale (con cassa decorata a bulino, SS54), orologio in forma di crocetta (SS87).
L’astrolabio, realizzato in ottone, è un raffinato calcolatore analogico per stabilire l’ora ed eseguire operazioni astronomiche e di rilevamento terrestre; è l’unico astrolabio planisferico medievale oggi noto con iscrizioni in lingua greca. Queste indicano la sua costruzione nel luglio 1062 per il persiano Sergios, un membro del senato bizantino, e permettono di individuare la sua produzione nel cuore dell’impero di Bisanzio. Richiama nell’aspetto gli astrolabi coevi realizzati nel Vicino Oriente, ma è caratterizzato dalla presenza di un indicatore zoomorfo: la stella Vega è indicata dal becco di una colomba, che reinterpreta la tradizione arabo-islamica adattandola alla religiosità bizantina.
Tra gli orologi, il più rappresentativo e singolare è l’Orologio astronomico con Atlante (SS52), realizzato nel 1667 circa e appartenente alla tipologia degli orologi “a specchio” o “a ostensorio”, dove movimento, astronomia e decorazione concorrono a rappresentare il cosmo. Il grande quadrante centrale, sostenuto da Atlante, riunisce più sistemi di misurazione: un calendario annuale, la scala di misurazione del tempo e al centro un astrolabio planisferico meccanizzato, per mostrare i moti del cielo e la durata variabile del giorno e della notte. La parte superiore contiene un piccolo quadrante destinato alla sveglia.
Informazioni sullo stato della conservazione
- Astrolabio: si riscontra uno spiacevole effetto sintetico sulla superfice dell’intero manufatto, con ogni probabilità dovuto ad un intervento di restauro non ottimale che ha lasciato una spessa patina di una resina sintetica.
- Orologio SS48: presenta patine e depositi superficiali sulla superficie esterna ma non si notano fenomeni di corrosione attiva. Il fregio superiore a sinistra rispetto al quadrante è dissaldato.
- Orologio SS50: presenta patine e depositi superficiali sulla superficie esterna ma non si notano fenomeni di corrosione attiva. Nel quadrante presente sul retro, e in minor misura anche nel quadrante frontale, la doratura è venuta meno nelle zone dove lo scorrere delle lancette ha avuto un’azione meccanica di attrito. L’ottone così scoperto ha formato una patina che risulta stabile anche se più scura e opaca rispetto alla doratura.
- Orologio SS51: presenta patine e depositi superficiali sulla superficie esterna ma non si notano fenomeni di corrosione attiva. La cassa esterna ha perso quasi la totalità della doratura lasciando esposto l’ottone. Le superfici in ottone sono interessate da una leggera patina stabile.
- Orologio SS52: presenta patine e depositi superficiali sulla superficie esterna ma non si notano fenomeni di corrosione attiva. Particolarmente impattante è la patina formata sull’argentatura dei alcuni dei quadranti, che in alcuni casi ha reso difficilmente leggibili le cifre riportate. Alcune componenti in ferro sono state trattate con la tecnica del bluing, ma in alcuni casi questa protezione sta venendo meno e si evidenzia la formazione di prodotti di corrosione (ruggine).
- Orologio luni-solare orizzontale SS53: presenta patine e depositi superficiali sulla superficie esterna ma non si notano fenomeni di corrosione attiva. L’andamento delle lancette nel tempo ha abraso la superfice della mostra, rimuovendo in alcuni casi la sua doratura. Questo fenomeno è molto evidente nel quadrante delle ore in cifre arabe e in minor misura anche nel quadrante delle ore in cifre romane e nel quadrante dei mesi. L’ottone privato della doratura ha formato una spessa patina stabile che crea una netta differenza cromatica con la doratura.
- Orologio SS54: presenta patine e depositi superficiali sulla superficie esterna ma non si notano fenomeni di corrosione attiva.
- Orologio SS87: presenta patine e depositi superficiali sulla superficie esterna ma non si notano fenomeni di corrosione attiva.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Al termine del restauro, l'astrolabio e gli orologi verranno esposti alla mostra “Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani. 1826 | 2026”, che si terrà al Museo di Santa Giulia (Brescia) dal 04 novembre 2026 al 22 agosto 2027 negli ordinari orari di apertura del Museo. Al termine dell'esposizione, sarnno collocato in deposito, a disposizione per studiosi e richieste di prestito.

