Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Costruita a partire dal 1557 su disegno di Nanni di Baccio Bigio in seguito alladistruzione dell'antico quartiere di Sant'Apollinare da parte dei Lanzechenecchi, laPorta rappresenta uno dei principali punti di riferimento del profilo urbano dellacittà, tanto da essere rappresentata in diverse testimonianze figurative lasciate daiplenaristi di passaggio per il Grand Tour (tra cui William Turner). La porta ècostituita da un arco slanciato tra due pilastri realizzati in bugnato a guanciale esovrastati da una cornice su cui poggiava il frontale ora quasi interamentecrollato. Le pietre sono di natura calcarea, con uso prevalente di travertino locale,pietra “sponga”, pietra rosa del monte Ippolito e blocchetti di calcare compattogià di reimpiego e provenienti da costruzioni molto antiche, di epoca romana.Nella parte interna sono visibili i canali lungo i quali scorreva la porta asaracinesca, attribuita dall'Eroli al Vignola per la somiglianza con la porta diViterbo.
Informazioni sullo stato della conservazione
Nonostante una tecnica costruttiva di ottimo livello e l’impiego di materiali di buona qualità, Porta della Fiera risente dello stato di abbandono e dell’aggressione di vegetazione superiore che è riuscita ad insinuare le proprie radici tra le soluzioni di continuità delle pietre, esercitando nel tempo un’azione di dilatazione, disgregando al contempo la malta di muratura e scalzando tratti di opera muraria. Questo è più evidente nel tratto di muratura superiore che, per effetto delle infiltrazioni di acqua e la presenza di lesioni strutturali legate al progressivo degrado, mostra una massiccia aggressione da parte degli organismi vegetali, costituiti da parietaria, edera e veri e propri alberelli, che, benché più volte tagliati, hanno sempre ricacciato fino ad assumere la conformazione di nuclei fittamente ramificati, il cui corto tronco contorto appare saldamente ancorato al muro.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
libero accesso

