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Attività principali dell'istituzione

La città di Cosa, fondata dai romani nel 273 a.C., è racchiusa all’interno di poderose mura in opera poligonale con un perimetro di circa 1500 m., tre porte e numerose torri. Una seconda cinta muraria delimita lo spazio destinato all’acropoli, con un ulteriore apertura verso il porto. La posizione strategica e il carattere di fortezza sono da mettersi in rapporto sia con la minaccia della potenza navale cartaginese (la prima Guerra Punica cominciò nel 264 a.C.) sia con la necessità di tener sotto controllo i territori etruschi di recente conquista, ancora non definitivamente sottomessi. All’interno dello spazio urbano, suddiviso in isolati regolari da una fitta griglia di strade, si trovano l’acropoli, il foro, le terme e le abitazioni dei coloni latini (si calcolano almeno quattromila abitanti).

All'interno dell'area archeologica di Cosa, al di sopra delle strutture perimetrali di case romane  (ad esempio la domus di Quintus Fulvius, da iscrizione graffite sulla suppellettile rinvenuta) è stato costruito nel 1981 il Museo Nazionale di Cosa, frutto di una collaborazione tra lo Stato Italiano e l'American Academy in Rome, che ha eletto l'antica colonia latina di Cosa quale luogo privilegiato delle proprie attività di ricerca. Nel  museo sono esposti i reperti più significativi rinvenuti negli  scavi, provenienti principalmente dell'Arce, dal Foro, dalle abitazioni private, dai porti e dalle necropoli.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 10.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto intende incrementare l'offerta didattica del Museo Archeologico Nazionale di Cosa e più in generale dei Musei e aree archeologiche del Polo museale della Toscana, con riferimento sia ad un pubblico in età scolare (sezione Archeodidattica), sia alle famiglie, ai gruppi e ai single (sezione Archeoscoperte), sia all'accessibilità ampliata (sezione Archeopercezioni), senza trascurare gli apparati interattivi e multimediali.

Il Museo Archeologico Nazionale di Cosa e gli altri musei e aree archeologiche del Polo museale, ben inserito nella compagine territoriale e regionale, e a diretto contatto con Scuole, Associazioni, cittadini e turisti, che partecipano da anni alle attività proposte dai Servizi Educativi dei vari musei, non hanno tuttavia sviluppato in modo ottimale e con sistematicità le iniziative progettuali inerenti alla attività didattica.

Tali attività sono per lo più svolte in modo non del tutto continuo, con risorse strumentali, personali ed economiche inadeguate. Tuttavia la richiesta del pubblico è in continuo aumento, soprattutto è forte la richiesta di strumenti alternativi all'apprendimento scolare e tradizionale, che consentano una più immediata comprensione del patrimonio culturale, anche attraverso forme leggere e ludiche o multimediali.

Il Museo Archeologico Nazionale di Cosa, in continuità con le attività dei Servizi Educativi della ex Soprintendenza Archeologia della Toscana, intende ampliare e migliorare la qualità dell'offerta formativa nell'ottica del raggiungimento degli obbiettivi di una ottimale valorizzazione del patrimonio archeologico, della sensibilizzazione al patrimonio stesso e secondo il principio dell'Educazione Permanente, nella consapevolezza che i beni culturali contribuiscono in modo determinante alla sviluppo sociale professionale e umano di una persona.

Gli obbiettivi generali di fruizione e valorizzazione, sensibilizzazione ed educazione permanente troveranno la loro realizzazione grazie agli obbiettivi specifici della creazione di un clima locale favorevole, attraverso i contatti con le singole scuole e associazioni, conferenze stampa, inaugurazioni, stampa manifesti/brochure/depliants, testi didattici, un'opera capillare di comunicazione dell'offerta formativa anche attraverso stampa, social, contatti  e percorsi personalizzati, condivisione ex ante, in itinere ed ex post  di obbiettivi generali con gli stakeholders regionali e comunali.

I risultati attesi sono un incremento e miglioramento  dell'offerta formativa e didattica, nonchè dell'apprezzamento e del coinvolgimento di pubblico nei confronti del patrimonio culturale.

Aspetti innovativi del progetto sono la predisposizione di un'offerta sistematica e programmata, la messa in rete di attività  e risorse per più musei con specifico riferimento ad  una accessibilità ampliata (archeopercezioni), ad attività interattive e multimediali e legate al social web e al blogging.