Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Fondata su una preesistente chiesa dedicata alla Vergine, la Basilica sorse, nel cuore di Città Alta di Bergamo, in un momento di profonda trasformazione della società comunale, assumendo un ruolo che andava oltre la funzione liturgica e configurandosi come espressione della comunità cittadina e del nascente potere civico.Nel 1133 le terre bergamasche furono colpite da una grave siccità, seguita da carestia e dalla peste.La popolazione di Bergamo invocò la Vergine e nel 1135, si deliberò di erigere una chiesa come voto di ringraziamento.Il costituito Consorzio della Fabbrica raccolse gli oboli dei cittadini e il 15 agosto 1137 il Vescovo Gregorio benedisse la prima pietra.In questo contesto si inserisce il legame storico con la Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo – MIA, sorta nel 1265 come sodalizio spirituale e caritativo per iniziativa del vescovo Erbordo e del beato Pinamonte da Brembate, autore della regola originaria.Nel 1449 il Consiglio della Città di Bergamo, riconoscendo la buona gestione del Consorzio, affidò in perpetuo alla MIA l’amministrazione di Santa Maria Maggiore.Decisione poi ratificata da Nicolo V, con una bolla papale nel 1454.La chiesa mantiene al suo esterno l’originale architettura romanica, mentre l’interno ha subito notevoli cambiamenti.La Basilica ha un tiburio ottagonale e pianta a croce greca arricchita da cinque absidi.Nel 1472 l’abside di N-O fu abbattuta su ordine di Bartolomeo Colleoni, per far costruire la propria cappella funeraria. Degli affreschi medievali originari sono tuttora visibili L’albero della vita e un gruppo di affreschi sulla parete opposta.Gli stucchi e le opere pittoriche che decorano l'interno risalgono alla fine del 1500 ed a tutto il 1600. La MIA chiamò artisti bergamaschi (Boselli, Cavagna, Lolmo, Salmeggia, Zucco), ma anche numerosi pittori esterni (Bassano, Procaccini, Storer, Frà Massimo da Verona, Liberi, Ferri, Zanchi, Cervelli, Giordano, Malinconico, Cocchi e altri). Nel tempo molte altre opere hanno arricchito il patrimonio artistico.Nella prima metà del 1500 il coro ligneo e le tarsie, eseguiti da Capoferri, su disegni di Lotto. Fra il 1583 e il 1586 arrivarono da Firenze 9 dei 25 arazzi presenti.Nel 1770 le pregevoli bussole realizzate da Alari con statue di Sanz;Nel 1855 il monumento funebre dedicato al musicista Gaetano Donizetti;Il monumento funebre di Giovanni Simone Mayr, maestro di Donizetti.Nel 1839 la tomba del cardinale Guglielmo Longo degli Alessandri, commissionata dal cardinale a Ugo da Campione nel 1330.Nel 1899 il confessionale realizzato da Andrea Fantoni. È anche per via dell’impegno profuso e delle risorse investite nella gestione della Basilica di Santa Maria Maggiore, riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, che nel 1978, dinnanzi alla soppressione di tutti gli Enti Comunali d’Assistenza, la MIA ha potuto portare avanti la propria attività che dal gennaio 2004 ha assunto la forma giuridica di Fondazione.
Informazioni sullo stato della conservazione
Nel 1599 furono iniziati i lavori che trasformarono Santa Maria Maggiore da Chiesa romanica a Monumento barocco. In particolare, internamente la struttura muraria della chiesa venne radicalmente modificata con l’applicazione degli stucchi ad alto rilievo e l’inserimento dei dipinti e di una ricca serie di opere.
Allo stato attuale, il presbiterio, l’abside e le due navatelle laterali presentano notevoli depositi superficiali incoerenti, accumulati nel tempo. Sono presenti, in particolare, sali localizzati, conseguenza di precedenti interventi manutentivi eseguiti con materiali non idonei, come cemento o gesso, che hanno interagito negativamente con la superficie originale.
Non mancano danni strutturali, tra cui fratture e crepe che indeboliscono la stabilità dell’opera, così come la presenza di pezzi distaccati e pericolanti, che rappresentano un rischio sia per la conservazione dell’opera stessa sia per la sicurezza dell’ambiente circostante. La decoesione degli stucchi è un altro fenomeno preoccupante, segno di degrado dei materiali decorativi. Dal punto di vista estetico, si notano ritocchi alterati, che hanno modificato l’armonia cromatica originale, compromettendo la lettura autentica dell’opera. Infine, le aree dipinte mostrano cadute e sollevamenti della pellicola pittorica.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Orario Visite:
da lunedì a sabato - 10.30 - 18.00
domenica e festivi - 9.30 - 10.30 | 13.30 - 18.00
Biglietto ingresso €. 5,00 a persona - ragazzi dai 14 ai 25 anni e adulti over 70 anni €. 2,00 a persona
Accesso libero: Residenti in Bergamo e Provincia - portatori di handicap ed accompagnatore - bambini e ragazzi fino a 14 anni - visite scolastiche fino a scuola secondaria - sacerdoti e suore - giornalisti - militari e forze dell'ordine.
L'ingresso per il culto è libero e gratuito

