Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
La prima cinta di mura eretta tra fine del MII e gli inizi del XIV non era molto solida, forse realizzata in pali di legno e probabilmente con gli anni si indebolì ulteriormente, considerate le cronache che narrano dell'assalto di Castruccio Castracani avvenuto il 25 agosto 1328 riportano la notizia che a Paganico "non v'era mura".
Deve essere stato proprio questo episodio a convincere Siena che era necessaria realizzare una nuova cinta muraria, ultimata nel 1332. Le nuove mura inglobarono il cassero preesistente, di forma diversa da quella attuale,
Il quadrilatero della cinta muraria non è del tutto regolare a causa della particolare orografia con cui si doveva fare i conti lungo il lato meridionale, quello che si affacciava direttamente sull'ansa del fiume Ombrone. Infatti, il terreno doveva degradare in modo pronunciato verso il fiume ed il disegno concavo delle mura seguiva la linea del dislivello. La topografia era completamente differente da quella attuale, come testimoniato dal Catasto Leopoldino del 1823, in quanto il Gretano non passava sotto le mura, bensì confluiva nell'Ombrone qualche centinaio di metri a monte. Un'inondazione avvenuta dopo il 1823 modificò il corso del Gretano, mettendo in pericolo il versante sotto le mura.
L'andamento irregolare del perimetro si rifletteva sull'impianto difensivo.
Le due porte principali erano disposte lungo la strada Grosseto-Siena in posizione centrale rispetto ai lati corti; le altre due porte, di importanza secondaria, contrapposte tra loro, si trovavano invece in posizione decentrata molto vicine al lato occidentale della cinta muraria. Oltre alle quattro torri angolari erano state innalzate altre torri rompitratta a base rettangolare, tre disposte lungo il lato settentrionale ad est della Porta Gorella, due nel lato occidentale a sud della Porta Grossetana; una sola torre infine si trovava sul lato della Porta Fluminis, all'incirca a metà del tratto. Un'altra torre suddivideva il tratto tra il Cassero e l'angolo orientale.
La Porta Senese e la Porta Grossetana avevano entrambi un rivellino, antiporta murato a protezione dell'ingresso, oggi in parte demolito. Entrambe hanno lo stilema tipico senese del doppio arco sovrapposto, quello inferiore ribassato, quello superiore a sesto acuto, schema che nella Porta Senese assume una forma più dilatata.
Secondo uno schema assai ricorrente le mura erano coronate dai beccatelli formati da archeggiature poggianti su mensole in pietra; gli archetti erano formati da una doppia ghiera in mattoni e riprendevano quelli dell'architettura civile senese, utilizzati per esempio anche a Palazzo Pubblico.
Informazioni sullo stato della conservazione
La Porta Gorella ha paramento in pietra calcarea compatta sbozzata con alcuni interventi di mattoni. Ha subito pochi ma evidenti interventi di restauro; sull’esterno, l'arco acuto è stato rifatto utilizzando mattoni anziché pietre. Le principali forme di degrado sono dovute all'incoerenza o mancanza dei giunti di malta tra le pietre. Ciò, soprattutto nelle parti alte, ha favorito la crescita di vegetazione interstiziale che mette in pericolo soprattutto il lato esterno esponendolo al distacco e caduta delle pietre. Il pianerottolo risulta completamente invaso di vegetazione.
Sull’intero fronte, le principali patologie di degrado sono la crescita di piante, soprattutto rampicanti, che può produrre danni, insinuandosi nelle sconnessure fino a scalzare le pietre oltre gli alberi cresciuti a ridosso alle mura; il degrado della sommità; ostruzione delle buche pontaie; perdita dei giunti di malta.
Fino alla porta è conservata una parte degli archetti in mattoni. La porzione ha subito restauri in mattoni che hanno ripristinato gli spigoli. Il paramento murario originario è in buone condizioni e porzioni limitate con perdite di giunti di malta; le buche pontaie sono in parte ostruite. Su entrambi i lati ci sono manufatti privati: quasi nella totalità distaccati sul lato esterno, ma addossati sull’interno.
Fra Porta Gorella e la prima torre, le mura continuano ad essere nascoste per la presenza di vegetazione. Gli archetti in muratura sono conservati in gran parte. Su entrambi i lati ci sono edifici privati addossati che rendono non agevole l’intervento. La torre ha un buono stato conservativo sull’esterno e appare completa, l’interno è ceduto nei solai seppur sono rimasti intatti gli archi.
Il successivo tratto è quello fra due torri rompitratta. La prima è stata descritta prima, la seconda ha le stesse caratteristiche manutentive della precedente con l’incompletezza di uno spigolo terminale. E’ in buono stato manutentivo sull’esterno con alcuni manufatti e un edificio addossato. Una parte della sommità, in corrispondenza dell’edificio passante, è stato integrato con tegole. La torre esternamente è mancante di almeno un parziale livello; l’interno è svuotata dei solai.
Il penultimo tratto è libero da edifici sull’esterno. La sommità è corredata da tutti gli archetti e con pochi interventi di integrazione in mattoni. La vegetazione infestante è proveniente da terra. Nella parte interna ci sono diversi tratti con vegetazione in quota. La torre esternamente è in buono stato ma è mancante di almeno un parziale livello; l’interno è svuotato dei solai.
Tra l’ultima torre e la torre d'angolo, circa metà del tratto è già stato oggetto a intervento di restauro con la realizzazione del cupolino e parziale ripulitura del paramento, soprattutto su esterno. L’interno ha numerosa vegetazione in quota e alcuni arbusti in aderenza. La torre angolare è in buono stato conservativo sull’esterno, l’interno è completamente ceduto negli interpiani.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Il bene non ha orari di apertura al pubblico trattandosi di cinta muraria.

