DESCRIZIONE INTERVENTO
Uno spettacolo di danza ispirato alla musica e alla vita di Frédéric Chopin con le coreografie di Fredy Franzutti.
“Notturno Interiore” è un viaggio emozionale che attraversa le profondità dell’anima umana. Ispirato alla figura di Chopin, lo spettacolo intreccia elementi di danza per raccontare la genialità del compositore, la sua fragilità, la sua malinconia e il suo mondo interiore.
Le coreografie, si sviluppano sulle note dei suoi Notturni, Preludi e Ballate, trasformando la musica in gesto e rendendo visibile ciò che spesso resta nascosto: il tumulto dei sentimenti, l’amore, la solitudine, la memoria. Le sue musiche – intime, appassionate, tempestose – diventano il filo conduttore di uno spettacolo dove la partenza è segnata dalle Sylphides il capolavoro decadente di Michel Fokine.
In scena 16 danzatori accompagnati dalla musica dal vivo
Le prove vengono realizzate a partire da aprile 2026 presso la sede del Balletto del Sud.
Il debutto si terrà sabato 9 e 10 maggio 2026 presso il Teatro Apollo di Lecce con replica il 02 agosto 2026 presso il Chiostro dei Teatini di Lecce.
Lo spettacolo rientrerà nel repertorio della compagnia per i tour della prossima stagione.
Il 10 maggio, prima dello spettacolo, è prevista una conferenza sul tema tenuta dallo storico musicale Sandro Cappelletto
Budget complessivo € 42.000
Include compenso artisti, scheda tecnica e nolo pianoforte per debutto, realizzazione costumi, costi di utilizzo del Teatro Apollo, promozione
Quota che si intende finanziare con Art Bonus € 20.000
“Notturno Interiore” è un omaggio a un grande compositore e un’indagine sull’identità emotiva dell’essere umano.
L’esistenza di Chopin esistenza fu profondamente segnata dalla lontananza dalla patria: nato in Polonia, lasciò Varsavia ancora giovane, senza farvi più ritorno. L’esilio volontario a Parigi si trasformò in una condizione esistenziale permanente, alimentando quella nostalgia che penetra gran parte della sua musica, soprattutto nelle Mazurche e nei Polacchi, eco di una terra mai dimenticata.
La malattia accompagnò Chopin per tutta la vita, rendendo ancora più preziosa e urgente la sua espressione artistica. Eppure, anche nella sofferenza, la sua musica rimane sospesa, delicata, quasi sussurrata, come ricordava Sandro Cappelletto: uno “specchio emotivo” capace di riflettere l’interiorità di chi ascolta.
Emblematico e profondamente poetico è anche il destino del suo cuore: dopo la morte a Parigi, fu la sorella Ludwika Chopin a riportarlo in patria, custodendolo nella chiesa di Chiesa di Santa Croce a Varsavia. Un gesto che racchiude simbolicamente tutta la sua vita: il corpo lontano, ma il cuore eternamente legato alla sua terra.