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Attività principali dell'istituzione

Fondata nel 1972, Gli Ipocriti è una delle realtà storiche del teatro cooperativistico italiano nato negli anni Settanta. Fin dai primi anni di attività la compagnia si è distinta a livello nazionale per la qualità artistica e culturale delle sue produzioni, contribuendo alla diffusione della tradizione teatrale italiana e napoletana con uno sguardo sempre aperto alle nuove drammaturgie, senza dimenticare i grandi classici e gli autori stranieri. Riconosciuta dal Ministero della Cultura, è tra le compagnie con la più lunga storia nel panorama teatrale italiano e ha realizzato numerose tournée in Italia e all’estero.

Nel suo percorso artistico, lungo oltre cinquant’anni, la compagnia ha collaborato con registi e interpreti di grande prestigio, tra cui Maurizio Scaparro, Ugo Gregoretti, Armando Pugliese, Antonio Calenda, Roberto Andò, Isa Danieli, Massimo Ranieri, Giulio Scarpati, Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino, Vittoria Puccini, Anna Foglietta e molti altri. Il valore del lavoro svolto è testimoniato dai numerosi riconoscimenti ottenuti, tra cui i Biglietti d’Oro AGIS, il Premio UBU, il Premio Eleonora Duse, il Premio Flaiano, gli Olimpici del Teatro e Le Maschere del Teatro.

Dal 2018 la compagnia porta il nome Gli Ipocriti Melina Balsamo in omaggio a Melina Balsamo, figura fondamentale nella sua storia. Direttrice artistica e organizzativa per molti anni, ha rappresentato un esempio di passione, dedizione e professionalità. Con discrezione e determinazione ha ideato e realizzato numerosi progetti e tournée, contribuendo alla crescita della compagnia e promuovendo una visione del teatro come autentico progetto culturale, attento alla drammaturgia napoletana ma anche a quella nazionale e internazionale.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

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FASE ATTUATIVA

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IMPORTO 230.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

LE STRAVAGANTI DIS-AVVENTURE DI KIM SPARROW, testo della drammaturga statunitense Julia May Jonas, tradotto in italiano da Marta Salaroli, è una dark comedy contemporanea che indaga con ironia e sguardo critico le contraddizioni della società urbana contemporanea. Lo spettacolo, diretto da Cristina Spina, è una coproduzione Gli Ipocriti Melina Balsamo e TSV – Teatro Stabile del Veneto e rappresenta un progetto artistico volto a portare sulla scena italiana una delle voci più originali della nuova drammaturgia americana.

Protagonista dello spettacolo è Paola Minaccioni, affiancata in scena da Monica Nappo e Valentina Spaletta Tavella, tre interpreti che danno vita a un intenso e dinamico lavoro corale. La pièce segue le vicende di tre donne eccentriche e marginali che, intrappolate in una spirale di frustrazione e desiderio di riscatto, tentano di cambiare il proprio destino attraverso un piano tanto improbabile quanto disperato: rubare abiti di alta moda per costruirsi una nuova opportunità di vita.

Kim, manager quarantenne di un negozio vintage, diventa mentore della giovane aspirante fashion designer non binaria Tussie, mentre la loro fragile alleanza viene messa alla prova dall’arrivo di Blatta, amica di lunga data e ladra di professione. Quella che inizialmente appare come una commedia degli errori si trasforma progressivamente in una riflessione più profonda sui rapporti di potere, sull’identità e sulle conseguenze delle scelte individuali.

Attraverso una scrittura brillante, ironica e provocatoria, Julia May Jonas costruisce una storia che mette al centro temi estremamente attuali come le relazioni intergenerazionali, l’ossessione per la giovinezza, le disuguaglianze sociali e la ricerca di riconoscimento in una società sempre più competitiva. La pièce diventa così uno sguardo lucido sulle dinamiche del mondo contemporaneo, sulle tensioni tra successo e fallimento e sul bisogno umano di riscatto.

La regia di Cristina Spina valorizza il ritmo della dark comedy e la complessità dei personaggi, restituendo un racconto teatrale capace di alternare ironia e tensione drammatica. L’allestimento si avvale delle scene di Marco Rossi e Francesca Sgariboldi, dei costumi di Alessandro Lai, delle luci di Luigi Biondi e delle musiche originali di Rossano Baldini, contribuendo a costruire uno spazio scenico dinamico che accompagna il pubblico nel mondo delle protagoniste.

Il progetto contribuisce alla diffusione in Italia della drammaturgia internazionale contemporanea e alla valorizzazione del teatro come luogo di confronto culturale e riflessione sociale, offrendo al pubblico uno spettacolo che unisce intrattenimento, provocazione e profondità tematica.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

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FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 300.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

PEOPLE, PLACES & THINGS, (COSE, POSTI E PERSONE), testo del drammaturgo britannico Duncan Macmillan tradotto in italiano da Monica Capuani, rappresenta uno dei lavori più significativi della drammaturgia contemporanea europea. La realizzazione di questo progetto nasce da un forte desiderio artistico di Pierfrancesco Favino, che ne cura la regia e promuove una nuova produzione teatrale italiana con l’obiettivo di portare al pubblico del nostro Paese un’opera di grande intensità emotiva e rilevanza culturale.

Al centro della vicenda c’è Emma, attrice di talento la cui esistenza si incrina improvvisamente durante una rappresentazione del Gabbiano di Anton Čechov, quando il confine tra finzione scenica e realtà personale si dissolve. Da quel momento prende avvio un percorso complesso e doloroso che la conduce in un centro di recupero, dove dovrà confrontarsi con le proprie dipendenze e con le fragilità più profonde della propria identità. Attraverso una scrittura teatrale lucida e penetrante, Duncan Macmillan esplora con grande acutezza temi universali e attualissimi come l’alienazione, la vulnerabilità umana e il difficile cammino verso la consapevolezza e la rinascita.

Protagonista dello spettacolo è Anna Ferzetti, che interpreta Emma restituendone tutta la complessità emotiva e psicologica. Accanto a lei un cast di interpreti di grande esperienza composto da Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi e Totò Onnis, insieme a Luca Massaro, Maria Giulia Toscano, Giorgio Stefani, Sofia Capo, Gabriele Badaglialacqua e Marta Virginia Morgavi, che contribuiscono a costruire un intenso lavoro corale capace di dare voce ai molteplici livelli della vicenda.

La regia di Pierfrancesco Favino accompagna lo spettatore dentro la percezione frammentata della protagonista, costruendo un dispositivo teatrale capace di restituire con precisione e sensibilità le tensioni emotive e psicologiche del racconto. L’allestimento si avvale delle scene di Luigi Ferrigno, dei costumi di Roberto Chiocchi e delle luci di Bianca Peruzzi, elementi che contribuiscono a creare uno spazio scenico dinamico e suggestivo al servizio della narrazione.

Prodotto da Gli Ipocriti Melina Balsamo, lo spettacolo ha debuttato l’8 febbraio 2026 al Teatro Comunale di Todi e proseguirà nel corso del 2026 con una tournée nei principali teatri italiani. Il progetto contribuisce alla diffusione della drammaturgia contemporanea internazionale nel panorama teatrale italiano e alla valorizzazione del teatro come luogo di confronto culturale, riflessione sociale e incontro tra artisti e pubblico.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

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FASE ATTUATIVA

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IMPORTO 151.670,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

PREDATORI DI PIANURA è una nuova opera teatrale scritta da Andrea Pennacchi a partire da una libera ispirazione da Bilora di Angelo Beolco, detto Ruzante, uno dei testi più feroci e moderni del teatro del Cinquecento. Il progetto nasce dal desiderio di confrontarsi con la potenza tragica e popolare di quella scrittura, riportandola nel presente attraverso una drammaturgia originale capace di interrogare il nostro tempo.

Nel testo di Ruzante la vicenda è semplice e brutale: un uomo torna dalla guerra per ritrovare la propria vita distrutta, la propria casa perduta e la donna amata sottratta da chi ha più potere e denaro. È una storia di sopruso, di rabbia sociale, di disperazione e di vendetta. Una storia antica che continua a parlarci con inquietante precisione.

Andrea Pennacchi raccoglie quell’eredità e la rilegge attraverso uno sguardo contemporaneo, costruendo un nuovo racconto in cui la figura del “predatore” diventa simbolo dei meccanismi di dominio che attraversano ogni epoca: economici, sociali, affettivi. La scrittura mantiene l’energia popolare e la forza linguistica del modello ruzantiano, ma la trasforma in una drammaturgia capace di risuonare nel presente.

La regia è affidata a Gabriele Vacis, uno dei maestri del teatro italiano contemporaneo, che da anni lavora sul rapporto tra parola, comunità e attore. Il suo sguardo scenico accompagnerà la nuova drammaturgia di Pennacchi in un percorso capace di unire tradizione e contemporaneità, radicamento territoriale e riflessione universale.

Il progetto si inserisce in un dialogo ideale con la grande tradizione teatrale veneta, riportando al centro una delle figure fondative della nostra scena — Ruzante — e riattivandone la forza critica e poetica per il pubblico di oggi.

L’allestimento dello spettacolo è previsto tra ottobre e novembre 2026. Il debutto è programmato per il 14 novembre 2026 in Veneto, in un territorio che rappresenta il naturale luogo di nascita di questo progetto e della tradizione teatrale a cui si ispira.

PREDATORI DI PIANURA si propone come un’opera capace di parlare al presente attraverso la memoria del teatro, interrogando le dinamiche di potere, marginalità e violenza che attraversano la nostra società. Un progetto che unisce due importanti voci del teatro contemporaneo italiano in un dialogo vivo con una delle radici più profonde della nostra cultura scenica.