Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Trattasi di una ex chiesa edificata nella seconda metà del '400 grazie all'Ordine dei Celestini, il cui primo nucleo - un oratorio dedicato a S.Anna - viene concesso a Pietro da Morrone (Papa Celestino V), per ospitarvi i suoi monaci. Questo luogo di culto diventa successivamente la cappella di S.Anna all'interno della chiesa di S.Cristoforo; dal secondo decennio del '400 è documentata anche la presenza di un ospedale all'interno del complesso e degli anni immediatamente successivi viene datata la prima ricostruzione della chiesa. La facciata gotica presenta un caratteristico saliente centrale, unico esempio di questo tipo a Mantova, la quale contrasta infatti con gli esempi locali di architettura tardo-gotica ancora esistenti, che presentano facciata a capanna. Lungo tutto l'esterno della chiesa sono presenti archetti pensili trilobati, con mensole fortemente sgusciate e, nei peducci, una decorazione fitomorfa. L'esterno ci appare tuttora con lo stesso aspetto con cui si presentava nel XV secolo, nonostante la modifica di alcune finestre - tipologicamente settecentesche - e la copertura con intonaco del parato laterizio originale. Quanto al campanile, parzialmente abbattuto nel 1839, presenta una base databile come il corpo di fabbrica. Del 1536 è il muro che definisce il claustro del giardino, posto sul fianco della chiesa e che ospitava all'epoca l'orto dei monaci. Nel 1775 i Celestini cedono la chiesa di San Cristoforo agli Olivetani, che viene quindi ristrutturata verso la fine del secolo, su progetto di Paolo Pozzo, concretamente poi realizzato da Antonio Colonna, il quale si occuperà anche del progetto della facciata del convento su via Giulio Romano. Sempre nel XVIII secolo anche l'interno della chiesa viene ampiamente restaurato: un primo restauro per volontà dei Celestini agli inizi del Settecento. Gli interventi settecenteschi non hanno cancellato la struttura architettonica del tempio, che si presenta a tre navate, con le minori ribassate, separate da archi a tutto sesto su pilastri della navata centrale. La decorazaione interna, della quale rimangono ancora tracce, oscilla invece tra il Cinquecento e il Neoclassicismo. Delle decorazioni orginali rimangono solo tenui tracce di affresci sulle pareti, riferibili a finte architetture, mentre predomina l'aspetto tardo-barocco e neoclassico predomina nelle decorazioni a stucco e negli affreschi superstiti sulle pareti del presbiterio. Il declino di S.Cristoforo inizia attorno al 1800. Poco dopo le ristrutturazioni neoclassiche, la chiesa è occupata dalle benedettine di S.Giovanni delle Carrette, ma in breve viene chiusa al culto: i dipinti e le pale d'altare lì contenuti vengono così venduti come il resto dell'arredo. In seguito la fabbrica della chiesa verrà convertita in deposito militare dagli austriaci - i quali chiudono il portale principale e aprono due portoni sulle facciate laterali - e nel Novecento verrà adoperata come officina, laboratorio e bottega.
Informazioni sullo stato della conservazione
Il bene versa in condizioni di forte degrado. Sono in corso i restauri dell'apparato decorativo del presbiterio, gli stucchi sono ammalorati, così come gli intonaci originali. E' necessario intervenire sulle coperture, pesantemente ammalorate, e sulle facciate.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Attualmente la chiesa è sottoposta a lavori di restauro dell'apparato decorativo settecentesco degli interni e non prevede l'apertura al pubblico se non con visite programmate o durante gli eventi che si svolgono all'interno del complesso, che comprende chiesa, giardino e un appartamento al primo piano all'interno dell'ex convento e da cui si accede dal giardino.

