Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Il monumento a San Francesco d’Assisi (Assisi 1181/1182 – Assisi 1226) in piazza di Porta San Giovanni è costituito da un gruppo bronzeo raffigurante il Santo con cinque frati, i suoi primi compagni che nel 1210 lo seguirono nel viaggio da Assisi a Roma per il riconoscimento della prima Regola da parte di papa Innocenzo III (1198-1216).
Le sculture sono sistemate su un largo basamento in blocchi di tufo digradante verso l’alto. Sul punto più elevato si trova la figura stante del Santo, rappresentato con le braccia levate in preghiera e con i palmi delle mani rivolti verso la basilica di San Giovanni in Laterano. Le statue dei confratelli, in posizione arretrata, sono invece distribuite su livelli diversi, ciascuna colta in una differente postura. Sul fronte principale del podio è posta l’epigrafe dedicatoria (A San Francesco d’Assisi/Roma – L’Italia – Il Mondo/MCCXXVI MCMXXVI), mentre sugli altri lati corrono le iscrizioni con i versi di Dante, celebranti il Santo nell’XI canto del Paradiso. Sul prospetto sud, al disotto del frate con il bordone, corre la firma dell’autore: Tonnini/scultore Roma/1927.
Il monumento fu inaugurato il 26 maggio 1927, con un anno di ritardo rispetto alle cerimonie previste nel 1926, in occasione del VII centenario della morte del Santo. L’opera, voluta dal Comitato per le onoranze francescane, fu affidata per incarico diretto allo scultore marchigiano Giuseppe Tonnini (Loreto 1875 – Roma 1954), al tempo già noto per la partecipazione ai lavori del Monumento a Vittorio Emanuele II e per l’esecuzione del Monumento ai Caduti di Camerino.
Per gentile concessione dell’Amministrazione comunale, il Comitato ottenne di poter erigere la memoria francescana nelle vicinanze della basilica lateranense, nello spazio posto tra le Basiliche di S. Croce in Gerusalemme e San Giovanni, in prossimità dei nuovi giardini di via Carlo Felice, sistemati su progetto dell’architetto Raffaele De Vico (1881-1969).
L’opera, nella sua forma definitiva, fu realizzata sulla base del secondo bozzetto elaborato da Tonnini, sottoposto all’approvazione di Pio XI (1922-1939) nel 1925. Il consenso del pontefice segnò l’avvio dei lavori, che si protrassero più a lungo del previsto, verosimilmente anche a causa di disquisizioni sorte sulla tipologia dell’abito con cui dovevano essere ritratti i frati. Nel 1926, infatti, il gruppo scultoreo risultava ancora in fusione presso le Officine Laganà a Napoli e solo l’anno successivo avvenne la consegna ufficiale dell’opera al Governatorato di Roma da parte del Comitato.
Informazioni sullo stato della conservazione
Basamento
L’alto podio mostra uno stato conservativo mediocre principalmente per la mancanza delle stuccature di giunto tra i conci di tufo e per l’alterazione cromatica di quelle residue. Le superfici lapidee in generale sono interessate da lieve decoesione, piccole fessurazioni, mancanze di materiale, patina microbiologica e vegetazione infestante, quest’ultima localizzata soprattutto negli interstizi tra i blocchi di tufo.
Gruppo scultoreo in bronzo
Le superfici bronzee del gruppo scultoreo hanno un aspetto disomogeneo e risultano fortemente compromesse a causa della prolungata esposizione agli agenti atmosferici, al particolato inquinante e all’azione acida prodotta dai depositi di guano.
I segni del forte degrado si ravvisano in particolare nella diffusa presenza di patine di corrosione di diversa natura ed entità, percolazioni di sali di rame, croste nere, numerose mancanze/discontinuità nel materiale (in qualche caso dovute a difetti di fusione che hanno perduto l’originaria sigillatura) di varia criticità, che favoriscono fenomeni di infiltrazione e ristagno dell’acqua piovana, disallineamento per deformazione dei giunti tra le sculture.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Liberamente accessibile senza limite di orario

