Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
L'edificazione della Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti, iniziata nel 1601 su disegno di Vincenzo Scamozzi, avvenne su un terreno paludoso bonificato dietro la Scuola Grande di San Marco, a Venezia. Doveva essere, assieme al complesso dei Mendicanti, un ricovero per i poveri mendicanti e per i malati infettivi dopo il trasferimento dall'isola di San Lazzaro. In questo luogo veniva data ospitalità anche a ragazze bisognose, alle quali si insegnava un mestiere mentre, a quelle più talentuose, veniva impartita un'educazione musicale d'eccellenza: la chiesa divenne infatti un centro molto importante per la musica dove si tenevano concerti.
La prima parte della Chiesa venne ultimata nel 1631 e consacrata nel 1636 sotto l'invocazione di San Lazzaro, ma assunse l'aspetto definitivo solamente nel 1673, con l'innalzamento del prospetto su Rio dei Mendicanti su disegno di Giuseppe Sardi. Costruita in un solo ordine, con colonne composite che si innalzano su alti piedistalli, la chiesa accoglie sul frontone triangolare tre statue. La controfacciata del vestibolo ospita il monumento dedicato al procuratore della Dalmazia Lorenzo Dolfin con opere dello scultore Melchior Barthel.
Chiuso l'Ospizio dei Mendicanti, e con lui la Chiesa, con l'arrivo di Napoleone e la conseguente caduta della Repubblica Serenissima, il compendio nel 1809 fu destinato a Ospedale militare insieme alla Scuola Grande di San Marco, alla Cappella della Pace e al convento di Ss. Giovanni e Paolo. Il complesso di questi edifici, e della chiesa al loro interno, riconsacrata poi nel 1826, costituirono nel 1819 l'Ospedale Civile di Venezia.
La Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti è costituita da una pianta a una sola navata, con un ampio vestibolo fra l'ingresso e l'interno della chiesa che permetteva di isolarla dai rumori esterni durante i concerti. In fondo presenta un grande presbiterio quadrato nel quale è presente l'altare maggiore dov'è rappresentata la Resurrezione di Lazzaro di Giovanni Bellini di Fino. La contro-facciata d'ingresso invece accoglie il monumento funebre, eseguito in stile barocco da Giuseppe Sardi, al Capitano da Mar Alvise Mocenigo, strenuo difensore di Candia dall'attacco dei turchi, morto nel 1654.
Sono presenti anche quattro altari laterali con quattro dipintidi assulto pregio: sul prospetto nord si trovano i dipinti di Jacopo Tintoretto Sant'Orsola e le undicimila Vergini e di Guercino Sant'Elena ritrova la vera Croce. Nei due altari del prospetto sud invece sono presenti i dipinti di Giuseppe Porta detto il Salviati Annunciazione e di Paolo Veronese Crocifissione. Oltre a questi dipinti di particolare spicco ci sono numerosi mezzi busti e statue, due delle quali di Giusto Le Court, la Fortezza e la Giustizia.
Oggi la Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti è la chiesa dell'Ospedale Civile di Venezia e un sito culturale di rilevanza storico-artistico-religiosa del compendio attribuito alla Fondazione Museo della Scuola Grande di San Marco e della Sanità.
Informazioni sullo stato della conservazione
I paramenti murali interni della Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti presentano i degradi tipici delle chiese veneziane imputabili prevalentemente alle caratteristiche dell'ambiente in cui si trova il manufatto e all'azione degli agenti atmosferici, unitamente alla presenza e all'accumulo di nero fumo dovuto nei secoli alla combustione delle candele. A queste criticità si sommano le più generali inefficienze e inadeguatezze degli impianti tecnologici.
Il degrado si manifesta, in primo luogo, attraverso le molteplici fratture-fessurazione presenti a metà navata, nella zona del controsoffitto e in corrispondenza degli archi, causate dagli assestamenti strutturali e del terreno. L'elevata umidità di risalita capillare e la presenza di sali ha favorito lo sviluppo di concrezioni saline nella parte in pietra basamentale delle statue all'ingresso della chiesa, seguita da disgregazioni della pietra e di elementi di intonaco.
La presenza di una grande infiltrazione, nella parte sommitale del prospetto nord, dovuta ad agenti atmosferici, ha causato innumerevoli distacchi di intonaco e macchie dovute al dilavamento e all'accumulo di umidità. L'azione combinata degli agenti atmosferici e degli agenti inquinanti ha portato alla formazione di patine e depositi superficiali, soprattutto nei sottosquadra, sulle modanature e sulle parti decorative.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
La chiesa è aperta tutte le mattine in occasione delle funzioni religiose e dal lunedì al sabato, dalle 13.00 alle 18.00 anche come luogo culturale-religioso inserito nel percorso di valorizzazione museale della Fondazione Museo della Scuola Grande di San Marco e della Sanità.

