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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Giuseppe Dell'Orto divenne proprietario della Villa nel 1733 acquisendola all'asta e fu il nipote Domenico (1778-1838) a darle l'attuale impronta ottocentesca.

Alla morte di Domenico il fondo di Inzago fu assegnato al figlio Agostino la cui moglie, Rosalia Dassi, fece realizzare interventi edilizi in luogo di una vecchia scuderia. Successivamente i beni di Inzago furono ereditati dalla figlia Giovannina, che sposò l'avocato Tullio Maestri Appiani d'Aragona. Dall'unione nacque Tullia Maestri Appiani d'Aragona (1867-1913) che sposò il marchese Gerolamo Cornaggia Medici (1856-1928) dal quale ebbe Giovanni Maria detto Gino (1899-1979) che, privo di discendenza diretta, nel 1972 vendette la Villa al comune di Inzago per il prezzo di trentatré milioni.

Dall'analisi della cartografia storica, dai registri di proprietà, dai fondi archivistici a disposizione e da quanto emerso dai rilievi eseguiti, si può ipotizzare che la trasformazione neoclassica della Villa sia avvenuta prima del 1827.  Anche i rilievi geometrici dell'edificio sono parzialmente utili per la definizione di un'attendibile ipotesi evolutiva della Villa che appare come il frutto del radicale intervento di trasformazione di una preesistenza.

Dall'analisi dei materiali di finitura ricaviamo la certezza che nella prima metà del XX secolo la Villa sia stata interessata da un ulteriore intervento di ammodernamento e di riqualificazione. A questo secolo vanno infatti ascritte alcune opere murarie, nonché la realizzazione di pavimentazioni in marmette esagonali di cemento e di nuove decorazioni a tempera sui controsoffitti di due locali del piano nobile.

L'impiego delle marmette esagonali in cemento, di produzione industriale, ha inizio a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma la loro massima diffusione avvenne attorno agli anni Venti.

Interessanti i controsoffitti decorati presenti entrambi al piano superiore della Villa. Quello del locale minore è molto povero ed è ornato con motivi ricorrenti e con poche tonalità tendenti al bruno. All'interno di una cornice fitomorfa, è disposta una serie di medaglioni, tutti identici tra loro, affiancati da coppie di leoni alati. Al centro campeggia una biga portata da una figura maschile e trainata da una copia di cavalli, uno con le briglie sciolte e l'altro con il morso tirato. Si tratta del mito del Carro e dell'Auriga raccontato da Platone nel Fedro.

Di sapore decisamente diverso e opera di una ridipintura Novecentesca è invece il controsoffitto del salone. In due distinti riquadri, separati dalla trave ribassata che suddivide l'ambiente e all'interno di raffinate cornici Neoclassiche nei colori del bianco e del vermiglio, su uno sfondo neutro sono dipinte due coppie di putti alati; nel primo riquadro un putto suona un violino, nel secondo, un altro putto dispensa delle rose bianche. Al di sotto della tempera si intravede un fondo verde Lorena che potrebbe costituire la base della preesistente decorazione Neoclassica.

Informazioni sullo stato della conservazione

Attualmente in disuso. Si stanno realizzando i primi interventi di restauro.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Attuelmente non fruibile.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Procedure di Gara

IMPORTO 375.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto per il Recupero e la Rifunzionalizzazione di Villa Cornaggia Medici e del Parco di pertinenza prevede la riqualificazione dell’immobile e del parco ai fini della realizzazione di un centro culturale da destinare alle diverse associazioni attive sul territorio. Sostanzialmente il progetto prevede il restauro delle facciate monumentali, la riqualificazione del parco e la realizzazione di opere di arredo e di allestimento del piano terreno della Villa.

Le facciate non presentano caratteristiche stilistiche e materiche omogenee e rapportabili ad uno specifico periodo storico in quanto sono il frutto di un intervento di restyling complessivo attivato nella prima metà del XX secolo. Il progetto prevede che dagli intonaci vengano rimosse le integrazioni e le rasature realizzate con malte cementizie. Sulle vacuità che si creeranno verrà realizzato un rinzaffo con malte di calce per rendere complanari le superfici e verrà eseguita una nuova rasatura in malta di calce colorata in pasta. Le cornici che coronano le finestre sul fronte strada, realizzate in malta di cemento, verranno conservate e integrate laddove mancanti. Al piede verranno demolite le zoccolature sbruffate in malta di cemento e graniglia e verrà realizzata una nuova zoccolatura traspirante e antisale che permetterà il risanamento delle murature al piede poste a diretto contatto con il terreno. L’intervento verrà completato con il restauro dei serramenti esterni di origine Settecentesca e Ottocentesca e con la sostituzione di quelli realizzati nella seconda metà del XX secolo e delle persiane non più recuperabili.

Il progetto di sistemazione del parco di pertinenza prevede la realizzazione di una serie di opere allo scopo di arricchirlo di spazi adeguati allo svolgimento di piccole manifestazioni culturali incentrate sulle attività espositive in corso all’interno della Villa. In dettaglio, è prevista la realizzazione di un piccolo padiglione musicale, di vialetti e rampe in materiale naturale stabilizzato, necessari per l’abbattimento delle barriere architettoniche, di marciapiedi in beola attorno ai fronti est e sud e il riordino mediante espianti e nuove messe a dimora di alcune essenze arboree malate e/o non ragionevolmente conservabili. Il piccolo Padiglione Musicale è costituito da uno spazio circolare contornato da diciotto colonne vegetali, composte da una rete stirata e spianata all’interno delle quali verranno fatti crescere altrettanti Trachelospermum jasminoides. Il colonnato vegetale costituirà un contenitore, riparato e verde, che definirà lo spazio all’interno del quale si svolgeranno diversi riti culturali e sarà reso ancora più intimo ed espressivo da diciotto teli posti negli intercolumni e pendenti da una corona circolare che collegherà le diverse colonne. I teli potranno essere raccolti oppure, se necessario, potranno essere sciolti per definire una quinta chiusa che potrà ondeggiare sinuosamente se mossa dalle lingue d’aria che attraversano il Parco.