Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Il dipinto, eseguito a tempera su tavola, raffigura un santo vescovo in trono tra angeli e due donatori ai piedi.
L'opera è attribuibile, con ampio margine di approssimazione, al pittore fiorentino Lorenzo di Bicci (Firenze, documentato dal 1370 al 1452), di cui costituirebbe uno dei più importanti e prestigiosi lavori, databile alla prima maturità del pittore, tra i secoli XIV e XV.
La centralità della figura del vescovo (il cui manto appare finemente decorato con figure e busti di santi), la presenza dei due donatori e le stesse notevoli dimensioni della tavola (cm 232x117) lascerebbero supporre un'originaria collocazione su un altare dedicato al santo e la probabile appartenenza a un polittico smembrato.
L'opera è stata recentemente acquisita dal Ministero della Cultura e, dunque, dall'Archivio di Stato di Prato ai sensi dell'art. 6 della legge 512/82, che prevede il pagamento dell'imposta di successione mediante cessione di beni culturali. È attualmente collocata al primo piano di Palazzo Datini, nella sala attigua a quella che fu la camera del mercante Francesco di Marco Datini (1335-1410) e della moglie Margherita Bandini (1360-1423) e che oggi ospita l'archivio di Datini. La contiguità tra il dipinto e le carte sarebbe non solo fisica, ma anche ideale qualora fosse accertata l'ipotesi suggestiva che identifica nei due donatori proprio il mercante pratese e la moglie.
Informazioni sullo stato della conservazione
Lo stato di conservazione del dipinto è compromesso da estese ridipinture, frutto di un intervento di restauro risalente ai primi anni 2000, nonché da frattura centrale lungo tutta la sua altezza, screpolature e abrasioni. Il supporto ligneo è assai deteriorato e reca i segni di un attacco microbiologico assai invasivo che ha sfibrato il legno rendendolo molto poroso.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
L'Archivio di Stato di Prato è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, in orario 8:30-17:25 (lun e mer) e 8:30-13:55 (mar, gio e ven).

