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Attività principali dell'istituzione

L’istituto “Parchi archeologici della Maremma” è un’istituzione permanente senza fini di lucro, al servizio della comunità, aperta al pubblico, che conserva, valorizza e promuove lo studio e la conoscenza del proprio patrimonio culturale con le finalità di tutelare e conservare le aree assegnate, aumentandone la consistenza, la conoscenza, la promozione, la diffusione e la fruizione, nel rispetto dei principi di imparzialità, buon andamento, trasparenza, pubblicità e responsabilità di rendiconto. In attuazione dei principi di cui agli artt. 2, 3, 9, 33 e 42 della Costituzione, l’attività dei Parchi è finalizzata alla fruizione pubblica delle aree archeologiche di Roselle, Vetulonia e Cosa e del patrimonio culturale, materiale ed immateriale, ad esso affidato, mediante la sua tutela, conservazione, valorizzazione, e alla promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica.
La missione dei Parchi viene assicurata mediante: la programmazione, il coordinamento e il monitoraggio di tutte le attività istituzionali e culturali, ivi inclusi lo studio, la conservazione la valorizzazione, la comunicazione e la promozione del patrimonio di competenza; iniziative mirate a rendere i Parchi un luogo attivo, vitale e inclusivo, capace di promuovere la valorizzazione e la fruizione del patrimonio, lo sviluppo della cultura, soprattutto presso le tipologie di utenza più deboli o disagiate, nonché la promozione della diversità culturale.

Il Parco archeologico di Vetulonia fa parte dei Parchi archeologici della Maremma, istituto autonomo del Ministero della Cultura (DPCM n. 57 del 15/03/2024) ed è uno dei più importanti complessi archeologici etruschi della Toscana. Il sito conserva le testimonianze monumentali dell’antica città di Vetulonia, uno dei principali centri dell’Etruria tra il IX e il VI secolo a.C., strettamente legato ai traffici commerciali e allo sfruttamento delle risorse metallifere dell’area maremmana. L’area comprende importanti complessi funerari monumentali, tra cui la celebre "Tomba della Pietrera", significativo esempio di architettura funeraria etrusca a thòlos, e la Tomba del Diavolino, inserite lungo la cosiddetta “Via dei Sepolcri”.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 10.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

All'interno della Tomba della Pietrera (Parco archeologico di Vetulonia) sono stati rinvenuti due frammenti (testa e busto) distinti di statue di "Piangenti", datate intorno al 630 a.C., che rappresentano uno dei più importanti esempi di statuaria etrusca dell'età orientalizzante. Si tratta di due frammenti scolpiti in pietra arenaria grigia, che fanno parte di un più ampio gruppo scultoreo che originariamente comprendeva otto busti raffiguranti quattro uomini e quattro donne, modellate in dimensioni pari a circa tre quarti del naturale.

L'Istituto dei Parchi archeologici della Maremma intende progettare tre ricostruzioni tridimensionali dei frammenti di statue, custoditi oggi al Museo archeologico nazionale di Firenze. La ricostruzione sarà disponibile in visione al pubblico e sarà inserita in una delle due celle laterali antistanti la camera funeraria. Con l'integrazione di questa ricostruzione nel percorso di visita della Tomba dell Pietrera si intende arricchire l'esperienza dei visitatori e fornire una migliore comprensione del contesto archeologico dell'area. Oltre alla riproduzione inserita nella Tomba della Pietrera, altre due riproduzioni sarannao esposte presso il Museo archeologico nazionale di Firenze e presso il Museo archeologico di civico "Isidoro Falchi" di Vetulonia", ai sensi dell'accordo di collaborazione tra i tre enti. Il progetto si propone, quindi, di rafforzare il collegamento tra i tre luoghi coinvolti, uniti dalla conservazione della storia millenaria della Maremma, superando la loro distanza geografica e promuovendo una fruizione integrata del patrimonio archeologico.

Il progetto ha l'obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico etrusco di Vetulonia attraverso l'impiego di tecnologie digitali innovative, migliorandone la fruizione e la comprensione. In particolare, si intende rendere il sito e i suoi contenuti maggiormente accessibili contribuendo all'abbattimento delle barriere sociali che limitano l'accesso alla cultura. La ricostruzione tridimensionale sarà utilizzata come strumento di mediazione inclusiva, capace di facilitare l'apprendimetno esperienziale e la lettura del contesto archeologico anche da parte di pubblici non specialistici. La ricostruzione sarà infatti un supporto tattile fondamentale per attività educative volte ad aumentare la partecipazione di pubblici con disabilità visive ed uditive di persone con difficoltà cognitive (ad esempio, affette da autismo o Alzheimer) per le quali l'esperienza tattile è altamente formativa.