Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Il Monumento si trova in Piazza della Vittoria, adiacente la Chiesa di Santa Maria della Fontana, e ricade all’interno del perimetro del centro storico, in zona A1. Il Monumento ai Caduti è un bene che riveste caratteri di interesse culturale, ope legis, di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004 e s.m. Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ed è inoltre soggetto alle disposizioni della L. 7 marzo 2001, n.78 Tutela del patrimonio storico della I guerra mondiale. La collocazione del monumento rispondeva alle esigenze di massima visibilità e rappresentatività: il luogo prescelto era generalmente la piazza principale del paese oppure un luogo frequentato anche dai viaggiatori di passaggio, come la piazza della stazione o i giardini pubblici. A Petralia Sottana fu scelta una delle piazze più frequentate del paese, la Piazza Fontana, luogo dove la storia di uomini e popoli ha da sempre lasciato la sua impronta, con miti leggende, tradizioni e un bene fondamentale: la presenza di acqua di sorgente. In una esedra erano collocate due vasche, ognuna corredata da due mascheroni, da dove sgorgava copiosa acqua di sorgente, fontana che era conosciuta come “i quattru cannola”. A Petralia Sottana il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale fu inaugurato il 21 giugno 1926 in presenza del Principe Umberto di Savoia. Il Monumento ai Caduti di Petralia Sottana è a forma di obelisco rivestito di marmo e decori in bronzo, alla cui sommità si erge una statua raffigurante un soldato che solleva la bandiera dell’Italia, bronzo opera di Francesco Sorgi del 1925, come le medaglie e i decori. Egli ha il piede sinistro in avanti, ed il volto girato verso sinistra per guardare la bandiera. Sul monumento vi sono delle iscrizioni in memoria dei combattenti della guerra; sulla parte inferiore vi è una ghirlanda d’alloro in segno di vittoria, una targa bronzea che ricorda il generale Eugenio Di Maria, Medaglia d’Oro e, al di sotto, i nomi di coloro che meritarono le medaglie d’argento e di bronzo; sulla parte inferiore del basamento, sia a sinistra che a destra, sono presenti due teste di leone in bronzo, uno per lato, ognuno di essi sormontato da un fascio con scure e lancia. Alla base, all’interno della cancellata che lo racchiude, è circondato da quattro bombe di rame. Il monumento è delimitato da una recinzione in ferro battuto in buono stato di conservazione, che delimita un piccolo spazio verde poco curato, al cui interno troviamo 5 Lapidi commemorative. Sul cornicione del muro retrostante il monumento, troviamo dieci vasi ornamentali in pietra naturale, tipo calcareo, i quali presentano una forma classica a coppa, con vasca emisferica modanata, poggiante su fusto centrale rastremato a base sagomata, tipiche degli arredi monumentali dell’epoca.
Informazioni sullo stato della conservazione
L’analisi visiva ravvicinata, eseguita in condizioni di luce naturale e con ausilio di ingrandimenti puntuali, ha permesso di individuare i principali quadri di degrado riconducibili a fenomeni di natura biologica, chimico-fisica e meccanica. La distribuzione dei degradi risulta condizionata dall’esposizione agli agenti atmosferici, dalle zone di ristagno/colatura, dalla differente natura dei materiali (marmo, pietra calcarea, intonaci, bronzo, ferro) e dalla presenza di depositi coerenti/incoerenti. Degrado biologico: tutta la superficie del monumento è colonizzata, verosimilmente, da agenti biodeteriogeni eterotrofi e anche autotrofi. La diffusa colonizzazione di microrganismi ha prodotto principalmente un danno di tipo estetico, causato dall'alterazione cromatica della pietra. I microrganismi, trovandosi in condizioni estreme, hanno prodotto una pigmentazione scura, di colore grigio nero, per proteggersi dalla luce ultravioletta. La loro cospicua crescita, produce inoltre un degrado di tipo fisico, ma quest'ultimo è del tutto irrilevante, poiché interessa solo pochi micron dello strato superficiale della pietra, con un degrado pressoché impercettibile. Degrado chimico: diversi sono i processi di natura chimica che agiscono sul degrado del materiale, ma sempre tra loro concomitanti e correlati all'ambiente circostante. Il principale fenomeno di degrado chimico è la formazione di concrezioni e croste nere, è un problema ormai caratteristico delle atmosfere inquinate urbane. Il degrado è causato dall'azione di piogge acide cariche d'inquinanti in sospensione o soluzione e che sono particolarmente aggressivi per il carbonato di calcio che si trasforma in materia solubile, bicarbonato di calcio. I Sali soluti per successiva evaporazione, riprecipitano sulla superficie lapidea, e nei punti più riparati, determinano la formazione di croste calcaree di ricristallizzazione che. avendo in molte parti inglobato il particellato atmosferico inquinante, assumono una colorazione nerastra. Degrado fisico: tra le diverse cause di degrado, quelle più rilevanti, sono le alterazioni di tipo fisico del materiale. Un ruolo importante nella manifestazione di questo fenomeno ha la forte escursione termica tra il giorno e la notte, specie in particolari condizioni e stagioni. Le continue dilatazioni del materiale oltre che per effetto dell'escursione termica, sono anche accentuate dal tipo di materiale. formato da diversi minerali con coefficienti di dilatazione differenti tra loro e, in modo particolare se vi è anche la presenza di acqua interstiziale che ha un coefficiente di dilatazione superiore rispetto a quello della pietra. Il continuo movimento ciclico del materiale ha provocato lo scollamento dei suoi granuli, con effetti di fessurazioni, in altri casi di distacco repentino del materiale, in forma di scaglie o di sfarinamento del suo strato superficiale.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Il monumeto, al centro del tessuto urbano, è un luogo comunitario di Petralia Sottana fruito tutto il giorno. Non è solo il luogo delle cerimonie ma una piazza che si innesta nella vita quotidiana dei cittadini.

