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Attività principali dell'istituzione

Il Museo Ridola è stato istituito nel 1911 per volere del Senatore Domenico Ridola, da cui questa importante struttura prende il nome: Ridola, infatti, era un grande appassionato di archeologia ed effettuò numerose campagne di scavo in tutto il territorio materano e delle Murge, donando allo Stato le sue importanti collezioni archeologiche, ancora oggi ospitate presso il museo.

Insieme a Palazzo Lanfranchi e all’ex Ospedale San Rocco, il Museo Ridola è una dellesedi del Museo Nazionale di Matera.

Negli spazi espositivi, i reperti – che rappresentano importanti testimonianze archeologiche rinvenute a Matera e dintorni – seguono un ordine cronologico e topografico. Nella sezione preistorica i rinvenimenti più significativi riguardano i villaggi trincerati di età neolitica, che testimoniano – a partire dal VI millennio a.C. – l’introduzione dell’agricoltura e conseguentemente lo strutturarsi di insediamenti stabili, secondo modelli definiti nel Mediterraneo Orientale.

Per le fasi più recenti della preistoria e per la fase di VI-IV secolo a.C., la documentazione di maggior interesse è relativa a Timmari, frazione situata a pochi chilometri da Matera e rilevante sito archeologico: da questa località, infatti, provengono alcuni corredi funerari del IV secolo a.C. caratterizzati da armature in bronzo e monumentali vasi a figure rosse e numerose statuette votive, di pregevole fattura, rinvenute in un’area sacra.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 100.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto si propone di accrescere le potenzialità di fruizione del Museo, già oggetto di un complessivo riallestimento, realizzando all'interno del Visitor Center una teca orizzontale, di consistenti dimensioni (m. 10x2), dotata di supporti multimediali. Il supporto espositivo è immaginato non come elemento statico del museo, ma come occasione partecipativa per il visitatore. Disegnata come un'unica linea del tempo, la teca sarà capace di descrivere e di far percepire la consistenza del patrimonio delle collezioni del Museo, raccontandole in maniera integrata: da una parte, il visitatore potrà avere la percezione fisica degli oggetti esposti, installati all'interno di un unico elemento lineare, ma allo stesso tempo, potrà percepiene il valore culturale e immateriale, attraverso un sistema di animazioni create grazie ad un movimento interno degli oggetti, disposti su più piani, e contemporaneamente proiettati nella stanza, "esplosi" grazie all'utilizzo di strumenti e tecnologie digitali e sensoriali. La teca è progettata come un elemento architettonico semplice, che integri, tuttavia, gli apparati tecnologici. Il risultato sarà fornire al visitatore una piena accessibilità alla Collezione, fornendogli, fin dal suo primo ingresso all'interno del museo, una esperienza suggestiva, che gli consentirà di sentirsi parte integrante di esso e del suo racconto nel tempo. 

La progettazione della teca/tavolo supera le barriere percettive tradizionali e risponde al concetto di accessibilità piena al patrimonio culturale. Il visitatore potrà non solo vedere gli oggetti esposti, ma selezionare il suo personale modo di approcciarsi ad essi e di inquadrarli nel racconto complessivo della storia.