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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il Parco Archeologico Culturale di Tuscolo conserva i resti dell'antica città latina di Tusculum e al suo interno si trovano i resti dell'anfiteatro, uno dei principali edifici per spettacoli della città antica.

La prima rappresentazione del monumento si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane che ne disegnò alcuni particolari mentre i primi scavi si datano agli inizi dell’Ottocento, quando furono portate alla luce parte delle strutture dell’edificio e rilevata la pianta. Questa iniziale stagione di studi vide come protagonisti A. Uggeri (1800-1828), A. Angelini, C. Fea (1828) e soprattutto L. Canina (1841, 1858). Tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo altri studiosi si approcciarono allo studio del monumento: l’architetto T. Garnier (1904), al quale si deve una nuova planimetria e due sezioni, G. Grossi Gondi (1908) e Th. Ashby (1910). Il più recente studio architettonico del monumento si deve a L. Quilici e S. Quilici Gigli (1997). Attraverso un nuovo rilievo diretto delle strutture superstiti, i due studiosi dimostrarono che molte delle ricostruzioni tradizionali necessitavano di una revisione sostanziale. Nel 2026 la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma.CSIC, che dal 1994 conduce un progetto di ricerca archeologica sul sito di Tusculum ha ripreso le indagini sul monumento che si propone di proseguire anche nei prossimi anni.

Situato al di fuori dell’abitato antico, l’anfiteatro di Tusculum fu realizzato sfruttando una valle naturale posta sul fianco del colle, che consentì di utilizzare il terreno come sostegno parziale dell’edificio.

L’edificio, lungo 72,5 m e largo 55 m circa, disponeva di due accessi posti alle estremità dell’asse maggiore e di una rete di scale e corridoi che consentiva la distribuzione del pubblico e del personale di servizio. La cavea era separata dall’arena (53x34 m circa) da un alto podio, dietro il quale correva un corridoio anulare di servizio. Al di sotto dell’arena era presente almeno una galleria destinata alle esigenze tecniche degli spettacoli. Le strutture oggi visibili sono realizzate attraverso l’impiego di diverse tecniche edilizie. Il podio, le scale e alcuni elementi monumentali erano realizzati in opera quadrata di peperino, mentre il muro perimetrale esterno e i setti radiali erano costruiti in opus caementicium con paramenti in opus reticulatum.

Dal punto di vista cronologico, si distinguono almeno due fasi costruttive: la costruzione intorno alla metà del II secolo d.C., datata grazie al rinvenimento di alcuni bolli laterizi e una seconda fase di interventi di restauro e trasformazione, testimoniati dai due contrafforti realizzati a ridosso della facciata Nord Est del monumento e da un’iscrizione in tre frammenti rinvenuta nel XIX secolo. Il testo, seppur lacunoso, avrebbe commemorato lavori di ristrutturazione o di monumentalizzazione accompagnati dall’organizzazione di spettacoli pubblici, forse promossi da T. Manlius Fuscus, console nel 225 d.C.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il monumento si trova all'interno di un bosco di castagno cresciuto negli ultimi 200 anni. Con il tempo la vegetazione del sottobosco ha completamente ricoperto le strutture archeologiche. Ad inizi 2026 è stata effettuata una prima campagna di bonifica delle strutture dalla vegetazione infestante che ha riguardato il settore nord occidentale e sud orientale del monumento. Resta da intervenire nella parte meridionale e nella zona centrale (arena). Dovrà inoltre essere effettuata una manutenzione straordinaria delle alberature.

Le strutture archeologiche si presentano in discrete condizioni di conservazione. Sono state rilevate alcune lesioni nelle strutture in opera quadrata del podio, nei vani scala e nelle cortine di alcune murature. Sarà quindi necessario effettuare uno studio dello stato di degrado generale del monumento e una valutazione statica delle volte in cementizio, al fine di predisporre puntuali conservativi.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il monumento non è attualmente aperto al pubblico

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 25.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, ente proprietario e gestore del Parco Archeologico Culturale all'interno del quale è inserito il monumento, intende attivare azioni volte alla salvaguardia delle strutture archeologiche dell'Anfiteatro al fine di preservarle, consentirne lo studio e renderle visitabili al pubblico.

In particolare, si prevede di realizzare interventi di bonifica dalla vegetazione infestante delle strutture archeologiche della parte meridionale e nella zona centrale (arena), che finora non sono state oggetto di interventi. Tali operazioni sono fondamentali sia per la salvaguardia delle strutture, che per consentirne un accurato rilievo da parte degli archeologi che potranno così riprendere ed aggiornare gli studi sull'edificio.

Al fine di mettere in sicurezza l'intera area, si prevedono anche interventi di manutenzione straordinaria delle alberature e la delimitazione di un percorso per i visitatori.

Si prevede infine di dotare il sito di una cartellonistica adeguata.