Attività principali dell'istituzione
Il Museo Etnografico di Schilpario nasce nel 1986 all’interno dell’edificio, luogo polivalente di incontro e di intreccio tra attività essenziali nell’economia del Paese, che ospitava alcuni attrezzi, ancora visibili, quali un mulino dei cereali, una macina per la spremitura dei semi di lino, un torchio per la produzione dell’olio di lino ed altri di cui restano solo alcune testimonianze, tra cui una segheria, un frantoio, una forgia. Tutto era azionato con l’energia idrica che azionava la grande ruota esterna, tutt’oggi funzionante.
Il Museo si occupa di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale della Valle di Scalve in un percorso museale studiato per rappresentare le caratteristiche essenziali della società e dell’economia della Valle. Gli oggetti, i documenti, le immagini fotografiche e le testimonianze orali illustrano il lavoro incessante e faticoso che le condizioni strutturali e ambientali hanno imposto agli uomini e alle donne della Val di Scalve al fine di restituire alla popolazione un patrimonio storico e culturale essenziale alla conservazione della sua memoria storica.
Il percorso museale si divide in diverse aree tematiche quali la l’agricoltura e la silvicoltura, l’allevamento, la tessitura, l’emigrazione ed in particolare l’industria mineraria: l’economia del ferro ed altri metalli, dovuta alla presenza di ricchi giacimenti minerari, ha dato vita, nel corso dei secoli, alla storia mineraria della Val di Scalve, documentata a partire dal 1047 fino al 1972. Al museo, attraverso documenti storici, testimonianze e oggetti, si ricostruisce l’intero ciclo produttivo di lavorazione del ferro: dall’estrazione al trasporto all’esterno della miniera ed alla fusione, dapprima nei forni di torrefazione denominati reglane e poi nei forni fusori, prima della produzione finale di manufatti nelle fucine.
Il Museo non si limita alla semplice conservazione degli oggetti all'interno delle sale espositive. La mission è raccontare e far rivivere la memoria storica e le tradizioni identitarie della Val di Scalve attraverso percorsi didattici dedicati e laboratori esperienziali sia all’interno che all’esterno del museo, riscoprendo le architetture e i paesaggi del lavoro di un tempo. Il Museo collabora localmente con altre realtà quali ad esempio il Museo della Miniera e il Museo dell’illuminazione mineraria.

