I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il Luogo della cultura destinatario delle erogazioni liberali rientra tra gli Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica, ai sensi dei commi 1, 2 e 3 dell' Art. 101 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Attività principali dell'istituzione

Il Museo Etnografico di Schilpario nasce nel 1986 all’interno dell’edificio, luogo polivalente di incontro e di intreccio tra attività essenziali nell’economia del Paese, che ospitava alcuni attrezzi, ancora visibili, quali un mulino dei cereali, una macina per la spremitura dei semi di lino, un torchio per la produzione dell’olio di lino ed altri di cui restano solo alcune testimonianze, tra cui una segheria, un frantoio, una forgia. Tutto era azionato con l’energia idrica che azionava la grande ruota esterna, tutt’oggi funzionante.

Il Museo si occupa di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale della Valle di Scalve in un percorso museale studiato per rappresentare le caratteristiche essenziali della società e dell’economia della Valle. Gli oggetti, i documenti, le immagini fotografiche e le testimonianze orali illustrano il lavoro incessante e faticoso che le condizioni strutturali e ambientali hanno imposto agli uomini e alle donne della Val di Scalve al fine di restituire alla popolazione un patrimonio storico e culturale essenziale alla conservazione della sua memoria storica.

Il percorso museale si divide in diverse aree tematiche quali la l’agricoltura e la silvicoltura, l’allevamento, la tessitura, l’emigrazione ed in particolare l’industria mineraria: l’economia del ferro ed altri metalli, dovuta alla presenza di ricchi giacimenti minerari, ha dato vita, nel corso dei secoli, alla storia mineraria della Val di Scalve, documentata a partire dal 1047 fino al 1972. Al museo, attraverso documenti storici, testimonianze e oggetti, si ricostruisce l’intero ciclo produttivo di lavorazione del ferro: dall’estrazione al trasporto all’esterno della miniera ed alla fusione, dapprima nei forni di torrefazione denominati reglane e poi nei forni fusori, prima della produzione finale di manufatti nelle fucine.

Il Museo non si limita alla semplice conservazione degli oggetti all'interno delle sale espositive. La mission è raccontare e far rivivere la memoria storica e le tradizioni identitarie della Val di Scalve attraverso percorsi didattici dedicati e laboratori esperienziali sia all’interno che all’esterno del museo, riscoprendo le architetture e i paesaggi del lavoro di un tempo. Il Museo collabora localmente con altre realtà quali ad esempio il Museo della Miniera e il Museo dell’illuminazione mineraria.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

IMPORTO 5.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Nel 2026 il Museo raggiunge il traguardo dei quarant’anni di apertura ininterrotta al pubblico. Il “cammino” di questa Istituzione è sempre stato orientato alla dinamicità ed apertura alle evoluzioni innovative. A tal fine, si propongono alcuni interventi volti alla valorizzazione del suo patrimonio e del percorso museale.

A partire dal pannello espositivo legato alla storia delle miniere e dei forni di torrefazione, si propone di migliorare l’esperienza di visita estesa a tutti i pannelli. Oggi il visitatore attraversa gli spazi senza un percorso precisamente definito e senza riferimenti chiari sugli oggetti esposti. Per superare tali lacune, si propone:

  • di realizzare dei cilindretti numerati da collocare accanto agli oggetti esposti: ad ogni numero è associata una descrizione, che richiama la scheda informativa relativa, utile come supporto al visitatore, funzionale anche in assenza di visita guidata;
  • di installare una segnaletica chiara ed immediatamente riconoscibile che orienti la visita, previa consegna, all’ingresso, di una mappa del percorso museale utile per l’esplorazione di spazi ed allestimenti;
  • di migliorare la leggibilità dei pannelli, prevedendo una grafica chiara, con il titolo della relativa sezione, e un testo introduttivo in italiano. Per alleggerire la quantità di testo, si prevede di inserire dei collegamenti con QR code, sia per la lettura in lingua inglese sia per rimandare ad altri contenuti digitali di supporto alla visita.

In aggiunta si mira a rendere nuovamente funzionante l’orologio a pendolo facente parte del patrimonio museale, i cui ingranaggi sono esposti nel percorso ed il cui quadrante è posto sulla parete sud esterna dell’edificio museale. Tale intervento è anche un modo per riflettere sul fattore del “tempo”, collegandosi allo slogan del museo “in cammino oltre il tempo”: il moto dell’orologio è infatti il simbolo del tempo che scorre ed al contempo rende il museo vivo e dinamico anche all’occhio di chi osserva dall’esterno il muoversi delle lancette.

Le attività saranno realizzate utilizzando l’importo di 5.000 €, che proviene da erogazioni non spese dell’intervento Opere di manutenzione e protezione del Forno, pubblicato nella pagina A REGLANA - Forno di torrefazione del minerale. Si segnala inoltre che il progetto può avere seguito anche grazie alla compartecipazione di alcune imprese locali, che offrono i loro servizi gratuitamente.

Di seguito il dettaglio dei lavori:

  • Sistemazione del meccanismo dell’orologio e rimessa in funzione (2.194 € IVA compresa);
  • Realizzazione e stampa di pannelli introduttivi, schede informative e mappe del percorso (1.220 € IVA compresa);
  • Realizzazione di piccoli cilindri numerati in legno per la segnaletica interna; restauro della ringhiera in legno della balconata e protezione del meccanismo dell’orologio (1.586 € IVA compresa).