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Attività principali dell'istituzione

Fondato nel 1871 per tutelare e valorizzare l’identità culturale locale, il Museo Civico ha sede dal 1886 nel Palazzo dei Musei, complesso tardo-settecentesco che ospita i principali istituti culturali cittadini. Il suo percorso espositivo può essere considerato un unicum nel panorama museografico perché conserva tutto il fascino dell’allestimento ottocentesco, ma si propone oggi come un’istituzione moderna e innovativa che collabora costantemente con altri enti culturali e di ricerca e dialoga attivamente con differenti tipologie di pubblico nell’ottica di una sempre maggiore accessibilità e inclusione.

Espone raccolte archeologiche, etnologiche, d’arte e artigianato artistico, la cui apparente eterogeneità risponde al disegno originario di “accogliere e conservare tutto quanto potesse interessare l’intera popolazione” e registra un costante incremento del patrimonio, dovuto principalmente alle donazioni che ne confermano il ruolo di laboratorio dell’eredità culturale cittadina.

L’origine ottocentesca è stata valorizzata nell’attuale assetto espositivo del museo, risalente al 1990, che mantiene sostanzialmente intatti gli arredi del diciannovesimo secolo e recupera una testimonianza museografica di assoluto rilievo nel panorama italiano ed europeo.

Sede distaccata dell’istituto è il Parco Archeologico e museo all’aperto della Terramara di Montale, inaugurato nel 2005 e situato nel Comune di Castelnuovo Rangone.

Le sue sale espositive al terzo piano del Palazzo dei Musei, con la Gipsoteca Graziosi e il Lapidario romano al piano terra dello stesso complesso, accolgono ogni anno oltre 37.000 visitatori, mentre il Parco archeologico di Montale registra un afflusso annuo di quasi 14.000 visitatori.

Il Museo svolge un’intensa attività di studio e di ricerca in campo sia archeologico che artistico e propone regolarmente un variegato programma di iniziative e mostre temporanee allestite in ambienti dedicati  all’interno del suo percorso espositivo.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 40.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

In occasione della 26ª edizione del Festivalfilosofia ( 18 - 20 settembre 2026) e del bicentenario della nascita dell'autore di Pinocchio, Carlo Collodi (Firenze 1826-1890), inaugurerà nelle sale del Museo Civico la prima mostra completa dedicata a Giorgio Scapinelli (Modena 1926 – Bologna 1999),in arte “Scap”, autore di celebri fumetti ispirati a grandi classici della letteratura, Pinocchio, Don Chisciotte e il Barone di Münchhausen, che saranno al centro dell’esposizione.

Follia e gioco, umorismo e rottura delle regole, sete di giustizia e di libertà, si intrecciano nelle imprese dei loro protaginisti e il tema caos, cui è dedicata l’edizione 2026 del Festivalfilosofia, fornisce un'interessante chiave di lettura per interpretarli. I fumetti furono realizzati da Scapinelli negli anni Cinquanta e pubblicati sul giornale per ragazzi “Lo Scolaro”, diffuso nelle edicole di tutta Italia e in numerose scuole. La storica testata, fondata nel 1912 col titolo “Facciamo gli italiani”, si distinse per l'impronta educativa alla quale rispondono anche i fumetti umoristici e avventurosi, tratti dalla riduzione di celebri romanzi, biografie ed eventi storici. La fortuna internazionale dei tre romanzi, ha favorito una ricca produzione di edizioni illustrate, ma anche di adattamenti teatrali, cinematografici e multimediali che continuano a definire il nostro immaginario contemporaneo. Il Don Chisciotte di Cervantes (1605 - 1615), si immedesima fino ad impazzire nella letteratura cavalleresca, di cui cerca con ogni mezzo di attuarne gli ideali. Il Barone di Munchausen, militare tedesco realmente esistito nel Settecento, è uno sfrenato raccontatore di inverosimili avventure, poi radunate e accresciute da vari scrittori del suo tempo, metafora della memoria che abbandona la razionalità per sconfinare nel delirio dell’immaginazione. Infine le avventure di Pinocchio, scritte e pubblicate in volume nel 1883 da Carlo Collodi, rappresentano lo spirito di ribellione e la presa di coscienza, la lusinga, il tradimento e la bugia, lo sguardo verso un mondo reale dove i buoni sentimenti convivono con la miseria e la cattiveria degli uomini.

“Scap” non è stato tuttavia soltanto un illustratore per ragazzi, ma un artista completo e multiforme. La mostra presenterà quindi anche una ricca selezione delle sue opere raggruppate per ambiti tematici, dalla pittura al fumetto alla pubblicità, consentendo al pubblico di apprezzarne la versatilità.

L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo che ne illustrerà l’articolazione e includerà contributi di esperti del settore tra cui Daniela Marcheschi,docente universitaria e consigliere della Fondazione Collodi e conterrà un focus dedicato a Renato Bertacchini , critico letterario e insigne studioso dell’opera di Collodi.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 20.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Attraverso i più famosi personaggi del teatrino televisivo di Carosello, l'epopea del Fumetto in Tv con le trasmissioni Gulp! e Supergulp!, fino a Comix, il celebre "giornale dei fumetti" firmato da popolari attori, comici e artisti, la mostra offrirà uno spaccato inedito di storia locale e nazionale nel quale si riflettono le trasformazioni sociali e dei consumi connesse al boom economico e l'immaginario di almeno due generazioni di giovani. Mezzo secolo di divertimento attraverso più di trecento disegni originali provenienti da raccolte private e pubbliche (tra cui quella del Museo civico d’arte di Modena), filmati, pubblicazioni, attrezzature tecniche, fotografie e merchandising proposti in un allestimento dinamico e coinvolgente, capace di restituire l'importante ruolo assunto dalla città di Modena nel panorama del fumetto e dell'animazione italiana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, ma anche di fare comprendere e sperimentare ai visitatori i passaggi che intercorrono tra l'invenzione dei personaggi e la loro traduzione in fumetto, in “fumetto in tv” o in cartone animato. L'animazione, in particolare, sarà oggetto di un racconto realizzato grazzie all’esposizione di attrezzature originali, tra cui una moviola e una macchina per le riprese, così da trasmettere anche la dimensione artigianale che connotava l'attività delle case di produzione modenesi, dalla Paul film (una delle maggiori in Europa), alla Bignardi film, fino alla Playvision di Guido De Maria: realtà imprenditoriali che permettono di richiamare quel dialogo tra tecnica e creatività che costituì uno dei filoni d'interesse più significativi del Museo Civico fondato da Carlo Boni nel 1871.

 Il comico in tutte le sue sfaccettature costituirà il ‘fil rouge’ di tutta la mostra, costituendo la cifra della maggior parte delle opere esposte così come della stessa rivista “Comix” edita dalla Franco Cosimo Panini Editore e diretta da Guido De Maria e Beppe Cottafavi a cui partecipano artisti come Paolo Rossi, Aldo Giovanni e Giacomo, Daniele Luttazzi, David Riondino, Alessandro Bergonzoni, Fabio Fazio, Gene Gnocchi e cantanti come Francesco Guccini e Jovanotti.

Fra i personaggi pubblicitari presenti in mostra vi saranno l’Omino coi baffi, Angelino, Toto e Tata, Svanitella e Miguel-son-mì creati da Paul Campani e Max Massimino Garnier, le anarchiche Sturmtruppen di Bonvi, autore assieme a Guido De Maria del detective Nick Carter, quindi il leggendario Corto Maltese, l’eroe di Hugo Pratt adattato per la TV da Secondo Bignardi e Lupo Alberto di Silver.

 La mostra sarà corredata da un catalogo dotato di un ricco repertorio iconografico e pubblicato dalla Franco Cosimo Panini editore, con saggi di Luca Boschi, Daniele Pitteri, Luca Raffaelli.

 


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 5.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto mira a finanziare il

Catalogo della mostra ½ secolo nell’arte. Opere dalla raccolta Giorgio Giusti (Modena, Musei Civici, 14.12.2019 – 16.02.2020), Corsiero editore, pp. 136e fotografie a colori

A cura di Luciano Rivi e Cristina Stefani, il catalogo sarà caratterizzato da un'elegantre linea grafica e presenterà contributi di A.C. Quintavalle, Emilio Mazzoli, Elena Ferrari, Giorgio Giusti, Francesca Mora, Luciano Rivi

Dopo le mostre dedicate agli anni Cinquanta e Sessanta il  Museo Civico d’Arte prosegue con una mostra dedicata al collezionismo contemporaneo la sua attività espositiva sull’arte dal secondo dopoguerra a oggi e proponendo nelle sale espositive dei  Musei Civici un’esposizione dedicata alla raccolta Giorgio Giusti, collezionista modenese attento alle manifestazioni della contemporaneità lungo un percorso di vita e di cultura che dura da oltre cinquant’anni. Il progetto espositivo prende avvio dalla generosa donazione di tredici opere di artisti contemporanei mentre altre trentaquattro vengono accolte dal Museo in forma di comodato gratuito.

Una mostra che offre ai visitatori un percorso dagli anni Cinquanta ad oggi attraverso le opere giunte in museo e una selezione di altre opere tra quelle tuttora conservate dal collezionista. Partendo dagli esempi dell’Astrattismo degli anni Cinquanta, passando attraverso le esperienze sperimentali degli anni Sessanta, lungo il periodo di ritorno alla figurazione dei decenni successivi, si arriva a fornire esempi sul panorama degli ultimi decenni. Tra gli artisti in mostra: Perilli, Turcato, Crippa, Vautier, Beuys, Wilson, Manzoni, Pascali, Balestrini, Rotella, Schifano, Paladino, Cucchi, Anastasi, Franco Vaccari, Guerzoni e Wainer Vaccari. Tiene lo stesso collezionista in catalogo a precisare come nel corso degli anni non si sia sentito attratto da criteri estetici particolari o da singole correnti artistiche. In modo volutamente “disordinato”, con l’idea di rompere piuttosto e superare i troppi steccati che irrigidiscono il campo della critica d’arte, il collezionista ha inseguito la sua passione intrecciando interessi differenti, scegliendo le sue opere ora in riferimento alla dimensione del viaggio a lui cara, ora a quella dei miti della contemporaneità o, ancora, ad aspetti della vita di tutti i giorni. La raccolta di opere d’arte si intreccia nel percorso di Giorgio Giusti con la frequentazione di artisti. La sua vicenda si inserisce all’interno di un contesto non solo modenese, ma che a Modena ha trovato stimoli significativi: dalla storica esposizione Critica 70, promossa ormai cinquant’anni fa dalla Galleria civica, alla frequentazione dell’amico Emilio Mazzoli, gallerista di orizzonte internazionale.

 

 


NOTE Intervento archiviato