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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Mappa acquarellata del 1753 del Canale Naviglio Zanelli
Il Naviglio Zanelli è un canale artificiale che ha origine da una derivazione del fiume Lamone e trova il suo sbocco nel Canale di Bonifica Destra Reno dopo aver attraversato i territori dei Comuni di Faenza, Cotignola, Bagnacavallo e Alfonsine.
Nel XVII secolo nacque l’idea, quasi visionaria, di unire con un sistema di idrovie e percorsi terrestri il Tirreno con il mare Adriatico: nel 1682 il matematico ed astronomo faentino Pietro Maria Cavina pubblicò uno studio che mirava a collegare il porto di Livorno con il mare Adriatico. L’ambizioso proposito non ebbe nessun seguito, sia per il costo elevato che per le difficoltà tecniche, ma nel Settecento riprese piede l’idea di un’idrovia tra Faenza e il mare su proposta del conte Scipione Zanelli.
Il Conte nel 1754 presentò al Consiglio Generale faentino un nuovo progetto di canale navigabile a firma del ferrarese Romoaldo Bertaglia, capace di congiungere Faenza al mar Adriatico attraverso il Po di Primaro (l’attuale corso finale del Fiume Reno). Costruito in tempo di record, completamente finanziato dal nobile faentino, venne inaugurato nel 1788.
È un'opera idraulica ingegnosa, fatta di un complicato sistema di chiuse per superare i dislivelli, magazzini e darsene e infine mulini per sfruttarne la forza idraulica. Unico canale navigabile della Romagna, rimane oggi un bene culturale inestimabile dal valore paesaggistico e naturalistico unico.
Informazioni sullo stato della conservazione
Mappa arrotolata con margini laceri e lacunosi. Al verso precedenti riparazioni con tracce di adesivi; residui legnosi in diversi punti.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Fruibile durante gli orari di apertura della sede.
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA
RACCOLTA FONDI
Raccolta aperta
FASE ATTUATIVA
Raccolta fondi
IMPORTO 4.444,46 €
DESCRIZIONE INTERVENTO
L’intervento mira a restaurare il bene e a renderlo fruibile in tutta sicurezza attraverso un attento ricondizionamento e alla creazione di un supporto che ne minimizzi i rischi di danneggiamento.
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Acquisizione digitale ad alta risoluzione.
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Depolveratura con pennello a setole morbide e asportazione dello sporco più tenace con gomme latex free.
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Prove di pH e di solubilità sulle mediazioni grafiche.
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Spianamento tramite umidificazione con membrana (Sympatex) e tensionamento con magneti. Eventuale deacidificazione delle parti per tuta nebulizzazione con soluzione alcolica (calcio propionato in alcol etilico 3,5-5 g/litro).
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Rinsaldo delle lacerazioni con velo orientale Vangerow 25502 (Tengujo Kashmir, 10 g/mq) e risarcimento delle lacune con carta orientale di adeguato spessore intonata cromaticamente con colori ad acquerello della ditta Winsor & Newton.
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Rifilatura dei restauri in eccesso seguendo le dimensioni originali.
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Condizionamento in contenitore a sezione quadrata con coperchio removibile in cartone Klug da 3 mm. e adesivo Evacon-R™. La mappa sarà arrotolata su un tubo di polistirolo con diametro di 200 mm, rivestito in carta barriera.
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Creazione di una cornice su misura e di supporti riutilizzabili che ne permettano la fruizione e la consultabilità da parte degli utenti e del pubblico, ma riducendo al minimo gli stress e i rischi di danneggiamento.