Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Il Labirinto Borges, realizzato nell’area verde dell’Isola di San Giorgio Maggiore, costituisce una sorta di “terzo chiostro”, affiancandosi agli spazi monumentali storici dell’isola. Il percorso si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa un chilometro ed è definito da un articolato impianto di siepi di bosso, disposte secondo il disegno elaborato dall’architetto inglese Randoll Coate, autore di labirinti in ambito internazionale.
L’opera è stata realizzata nel 2011 in occasione del venticinquesimo anniversario della morte dello scrittore argentino Jorge Luis Borges, su iniziativa della vedova Maria Kodama, in collaborazione con la Fundación Internacional Jorge Luis Borges. La scelta di Venezia si lega al profondo rapporto dello scrittore con la città, da lui considerata un labirinto essa stessa, caratterizzato da una complessità spaziale e simbolica affine ai temi della sua produzione letteraria.
Il disegno del labirinto si ispira al racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano (1941), nel quale la struttura labirintica assume valore metaforico di una realtà molteplice e ramificata. Tale riferimento si traduce in un sistema di percorsi intrecciati e divergenti, che guidano il visitatore in un’esperienza di smarrimento e orientamento, arricchita dalla presenza di motivi simbolici riconducibili all’immaginario borgesiano.
Il Labirinto Borges si configura come un intervento di forte valore simbolico, in cui dimensione letteraria, progetto e paesaggio si integrano, rinnovando la tradizione contemplativa dell’isola.
Informazioni sullo stato della conservazione
Il Labirinto Borges è costituito da 3200 esemplari di Buxus sempervirens, selezionati per assicurare la precisione geometrica del disegno e la continuità della massa vegetale. La natura stessa del bosso, specie sempreverde a crescita lenta, richiede una manutenzione costante, fondata su interventi regolari di potatura, contenimento e rinnovo, indispensabili per preservare la compattezza delle siepi e la piena leggibilità del percorso.
Negli ultimi anni il complesso è stato interessato da alcune condizioni ambientali di particolare intensità, tra cui l’evento di acqua alta del novembre 2019, che ha comportato episodi temporanei di sommersione e stress idrico. Tali fattori, insieme all’evoluzione delle condizioni climatiche e alla fisiologica presenza di agenti patogeni specifici del bosso, hanno reso opportuno avviare interventi mirati di gestione fitosanitaria, ottimizzazione del drenaggio e reintegrazione selettiva degli esemplari meno vigorosi.
Le attività manutentive si configurano quindi come operazioni di gestione ordinaria evoluta, finalizzate alla conservazione dell’integrità formale e botanica del labirinto e alla continuità della sua funzione estetica, simbolica e culturale, attraverso trattamenti fitosanitari specifici per la protezione del bosso, potature di formazione e contenimento secondo i principi dell’ars topiaria, reintegri puntuali con esemplari selezionati per uniformità morfologica e resistenza, nonché un aggiornamento continuo delle pratiche manutentive in relazione alle condizioni climatiche in evoluzione.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
La Fondazione Giorgio Cini è aperta al pubblico secondo orari e modalità consultabili sul sito internet.

