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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L'edificio fu ampliato e restaurato alla fine degli anni '80 del Cinquecento su progetto dell'architetto pontificio Ottaviano Mascarino. Il portale presenta simboli araldici scolpiti riconducibili ai Petrignani e alle famiglie imparentate. L'iscrizione «Bartholomeus Petrignanus MDLIII» coincide con l'anno del matrimonio di Bartolomeo, fratello dell'arcivescovo Fantino Petrignani, uomo di curia e diplomatico noto per aver ospitato il Caravaggio nei suoi esordi romani. La decorazione pittorica delle volte, distribuita in otto ambienti, fu eseguita in due fasi tra l'ultimo decennio del Cinquecento e il primo del Seicento. Le prime sale furono affrescate da artisti di matrice romano-umbra — tra cui Tarquinio Racani e Giustino Episcopi — che si servirono di incisioni e repertori mitografici. La seconda fase fu affidata al pittore Marzio Ganassini (1607 ca.).

Salone dello Zodiaco: cornice aulica per cerimonie, con stemmi pontifici, grottesche e la scena centrale di Leone Magno che respinge Attila, ripresa da Raffaello. Nei sopraporta, vedute di Firenze, Roma, Bologna e Milano.

Sala di Costantino e Massenzio: celebra la vittoria della Roma cristiana sulla pagana; nelle pareti, vedute di Costantinopoli e Praga.

Sala dell'Albornoz: ricorda la riconquista di Amelia da parte del cardinale Albornoz; ricca decorazione a grottesche con episodi mitologici.

Sala di Eraclio: la vittoria dell'imperatore bizantino sui Turchi, ambientata a Ninive; nella parete, un'Annunciazione qualifica l'ambiente come stanza privata.

Sala dei Somaschi: raffigura la fondazione del collegio di Sant'Angelo ad Amelia (1601); stemmi vescovili di Fantino Petrignani e di monsignor Graziani.

Sala di Strigonia: camerino a tema militare con l'Assedio di Strigonia del 1595; bandiere pontificie contrapposte alle mezzelune turche; stemmi dei Farnese e dei Malatesta.

Informazioni sullo stato della conservazione

Palazzo Petrignani, capolavoro del tardo Rinascimento umbro attribuito ad Ottaviano Mascarino e già dimora di Monsignor Fantino Petrignani – Maestro di Casa di Papa Gregorio XIII – rappresenta uno dei complessi architettonici e decorativi di maggiore rilevanza dell'Umbria meridionale. Il piano nobile, con il suo straordinario ciclo di affreschi che si snoda attraverso il Salone dello Zodiaco, la Sala di Costantino e Massenzio, la Sala di Eraclio, la Sala dei Somaschi e la Sala di Strigonia, costituisce uno dei rari esempi di decorazione profana del primo Seicento conservati nel territorio regionale.

Nonostante l'eccezionale valore storico-artistico del bene, il piano nobile versa attualmente in uno stato di parziale inutilizzabilità. Gli ambienti si presentano spogli, privi di allestimento museale, di impianti di illuminazione adeguati e di impianti antincendio, con pavimentazioni in parte non originali e non coerenti con la qualità architettonica del monumento.

Sul piano strutturale, negli ambienti di valle sono presenti lesioni sulle volte e sui maschi murali, riconducibili principalmente alle sollecitazioni dinamiche generate dal trave diagonale del padiglione di copertura. Tali lesioni, pur non compromettendo la stabilità complessiva dell'edificio, richiedono interventi mirati e conservativi – tramite cuci-scuci con barre elicoidali in acciaio inox e iniezioni di malte a base di calce e pozzolana – eseguiti con metodologie reversibili e compatibili con le superfici affrescate.

Il ciclo pittorico, pur nella sua sostanziale integrità, necessita di interventi di restauro conservativo affidati a professionisti specializzati, al fine di arrestare i processi di degrado in atto e restituire leggibilità alle scene figurate.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

il Palazzo è parte integrante del Circuito Museale della Città di Amelia con orari fissi di apertura che variano al variare del periodo dell'anno 

ORARI DI APERTURA

1 APRILE – 15 GIUGNO / 16 SETTEMBRE – 31 OTTOBRE
Venerdì - 14:00 – 16:00 | Sabato, domenica e festivi - Visita guidata ore 10:00 e ore 15:00


16 GIUGNO – 15 SETTEMBRE
Lunedì, martedì, giovedì e venerdì - TREKKING URBANO “SU&GIÙ NELLA STORIA” Palazzo Petrignani e Cisterna Romana con partenza dal Museo Archeologico ore 10.30 e 16.00.
Sabato, domenica e festivi - 12.00 – 16.0
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1 NOVEMBRE – 31 MARZO
Sabato, domenica e festivi - Visita guidata ore 10:00 e ore 15:00

E' possibile la visita anche su prenotazione per gruppi o scolaresche.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 8.540,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La volta della Sala dei Somaschi di Palazzo Petrignani — sesta sala del piano nobile, attribuita alla Scuola Romana di Marzio Ganassini (1607 ca.) con il concorso del padre Cola Antonio, specializzato in grottesche — è un dipinto murale di circa 9,20 mq che raffigura uno dei principali episodi celebrativi della famiglia Petrignani: la fondazione del collegio di Sant'Angelo dei Chierici Regolari di Somasca ad Amelia. Nel riquadro centrale, Papa Clemente VIII è raffigurato sul trono nell'atto di consegnare il chirografo confermativo della fondazione, affiancato dagli stemmi vescovili dell'arcivescovo Fantino Petrignani e di monsignor Antonio Maria Graziani, presule amerino tra il 1592 e il 1611. Sulle vele, le personificazioni dell'Abbondanza e della Fortezza — con i simboli della cornucopia, del timone, del ramoscello d'ulivo e di rovere — completano un programma iconografico di grande raffinatezza, espressione del gusto tardo-manierista di ascendenza romana che caratterizza l'intera seconda fase decorativa del palazzo.

La relazione tecnica redatta dalla restauratrice Carla Mancini (CARMA srl, Perugia, settembre 2025) certifica un cattivo stato di conservazione dell'opera, con criticità diffuse su tutti gli strati costitutivi. Sul supporto murario si riscontrano lesioni attive e presenza di umidità. Gli strati preparatori presentano lesioni, fratture, deformazioni, difetti di coesione e adesione, efflorescenze e subflorescenze saline, alterazioni biologiche e lacune. La pellicola pittorica evidenzia difetti di adesione e coesione, lacune, efflorescenze saline, alterazioni biologiche e cromatiche significative. Nella zona centrale del riquadro principale si registrano ampie cadute di profondità che compromettono gravemente la leggibilità della scena figurata e la comprensione complessiva del testo pittorico. L'ambiente di collocazione — interno, confinato, privo di impianto di riscaldamento e dotato di sola illuminazione artificiale — ha contribuito ad aggravare nel tempo le condizioni conservative, in assenza di qualsiasi precedente intervento documentato.

Il progetto di restauro conservativo, redatto ai sensi dell'art. 8, comma 11-sexies della legge 109/1994, prevede un intervento articolato nelle seguenti fasi operative: pulitura e rimozione dei depositi superficiali incoerenti; consolidamento mediante ristabilimento dell'adesione della pellicola pittorica e del legame tra intonaco di supporto e muratura; stuccatura delle fessurazioni, fratturazioni e cadute degli strati di intonaco; velatura e reintegrazione ad acquarello delle lacune della pellicola pittorica. Tutte le operazioni saranno condotte con materiali e metodologie compatibili con il supporto storico, nel pieno rispetto dei principi di reversibilità, distinguibilità e minimo intervento prescritti dalla normativa vigente in materia di tutela dei beni culturali.