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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Nella Cappella dei Principi, mausoleo barocco dei granduchi Medici che fa parte del Museo delle Cappelle Medicee, sei delle otto pareti rivestite in marmi multicolori e pietre dure dalla “Galleria dei lavori” degli Uffizi ospitano al centro un sarcofago in granito. Ogni sarcofago è sormontato da una nicchia che secondo il progetto originale avrebbe dovuto ospitare ciascuna un ritratto colossale in bronzo dorato di uno dei granduchi, da Cosimo I a Cosimo III, i cui nomi sono intarsiati nel fregio che percorre il perimetro del mausoleo in corrispondenza dei rispettivi cenotafi.

Tuttavia, solo le statue di Ferdinando I (fondatore della Cappella) e di Cosimo II furono realizzate e collocate al loro posto.

L’incarico fu affidato a Pietro Tacca (1577–1640), succeduto al Giambologna come scultore granducale, che lavorò ai bronzi fra il 1626 e il 1634.

L’effigie di Cosimo II fu ultimata nel 1631, mentre la realizzazione di quella di Ferdinando I si prolungò oltre il 1634, quando l’artista ricevette l’incarico di occuparsi esclusivamente del monumento equestre di Filippo IV di Spagna per Madrid, che terminò poco prima di morire nel 1640, lasciando incompiuta la statua del granduca. Fu quindi portata a termine dal figlio, Ferdinando Tacca (1619-1686) nel 1646.

I due granduchi indossano gli abiti e le insegne ufficiali del loro rango: spada, corona granducale, scettro e un sontuoso mantello in stoffa operata a rilievo, il cui disegno è esaltato dalla doratura, foderato di pelliccia di ermellino come la corta mantellina sovrammessa. Le due sculture dominano dall’alto la sala, al di sopra dei cenotafi e degli stemmi in commesso di pietre dure che, distribuiti lungo il perimetro della fascia più bassa delle pareti, descrivono le città del regno.

Informazioni sullo stato della conservazione

Le statue in lega di rame dorato di Ferdinando I e Cosimo II de’ Medici, eseguite con la tecnica della fusione a cera persa, si presentano in uno stato di conservazione complessivamente buono, pur mostrando depositi superficiali polverulenti e alterazioni cromatiche dovute alla presenza di microinquinanti tipici degli ambienti museali chiusi. La presenza di polvere e umidità potrebbe aver favorito la formazione di patine di degrado e prodotti di corrosione, sebbene non siano attualmente evidenti problematiche strutturali o alterazioni significative della lega metallica. La documentazione storica relativa al restauro effettuato nel 1984, evidenzia la particolare tecnica costruttiva delle statue, realizzate in più elementi assemblati tramite incastri e una struttura di supporto.

 

La statua-ritratto di Cosimo II presenta almeno tre diverse tipologie di doratura: a fuoco, a foglia e a conchiglia, amalgamate tra loro da una verniciatura dal tono rossastro. L’intero corpo scultoreo è composto da numerosi elementi distinti, successivamente assemblati. Diverse aree del panneggio conservano tracce di doratura originale. Differentemente dal Ferdinando I, sono presenti documentazioni relative a diversi interventi di manutenzione e restauro che si sono susseguiti dal 1984 fino ad oggi. Nel 1984 da Nencetti e Burrini, in collaborazione con la Dott.ssa Callori depolverarono per intero la superficie, pulita poi a solvente e protetta con una mistura di cera d’api vergine e cera carnauba. Nel 2015 Nicola Salvioli rimuove dalla superficie lo strato protettivo steso durante il restauro precedente; è stato inoltre riposizionato correttamente lo scettro, e applicata una nuova protezione a base di reeswax al 2% in ligroina. La documentazione raccolta ha permesso di confermare la particolarità della finitura superficiale dell’opera, che unisce differenti tecniche decorative. I depositi incoerenti sono stati parzialmente rimossi nel 2023 nell'area compresa tra i piedi e l'attacco della mozzetta. 

 

Fatta eccezione per la documentazione relativa al restauro eseguito nel 1984, nel caso della statua monumentale di Ferdinando I, non è stata rinvenuta alcuna documentazione d’archivio relativa all’intervento di restauro del 2015. Tuttavia è possibile che tale intervento sia stato condotto in parallelo a quello della statua di Cosimo II, con l’adozione di metodologie affini o analoghe. Anche questa statua è stata sottoposta a parziale depolveratura nell'area tra i piedi e l'attacco della mozzetta nel 2023. Le porzioni superiori, corrispondenti a braccia, spalle, capo e corona, non risultano oggetto di recenti operazioni manutentive e mostrano un'evidente alterazione della tonalità. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

https://bargellomusei.it/musei/cappelle-medicee/

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 40.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento prevedede la rimozione dei depositi superficiali polverulenti presenti sulle superfici, la rimozione o assottigliamento della pellicola protettiva esistente (ove degradata) e la successiva applicazione di un nuovo strato protettivo.

L’opera verrà spolverata mediante l’impiego di pennelli a setola morbida o da trucco,

aspirando i depositi con aspiratori a filtrazione fine, coadiuvati, se necessario, da panni

in microfibra, spugnette cosmetiche e panni elettrostatici (Swiffer), adattando la

strumentazione alle esigenze morfologiche del modellato, in particolare per le porzioni

più profonde e difficilmente accessibili.

La rimozione preliminare della polvere costituisce una fase imprescindibile per la

corretta valutazione dello stato di conservazione del film protettivo preesistente, di cui

se ne auspica (solo se questo è ben conservato) la parziale rimozione. Quest’ultimo

sarà sottoposto a test di solubilità mediante applicazione di solventi su cotoncini.

Si ipotizza che il protettivo, verosimilmente di natura cerosa, risulti solubile in solventi

organici (ad alto valore di Fd), i quali verranno utilizzati nel rispetto delle norme di

sicurezza, con l’impiego di dispositivi di protezione individuale (DPI) da parte del

personale addetto.

Al termine della rimozione del vecchio protettivo, l’opera sarà sgrassata, al fine di

predisporre le superfici alla stesura di un nuovo protettivo ceroso. A questa fase seguirà lo spannaggio, ovvero la lucidatura e la tiratura del nuovo film protettivo, con l’obiettivo di ottenere un guscio continuo, compatto e coerente, capace di proteggere

efficacemente il materiale costitutivo dall’interazione con l’ambiente esterno.

Durante tutte le fasi dell’intervento, saranno monitorate eventuali criticità conservative non precedentemente rilevate, che saranno riportate su documentazione digitale di supporto