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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il trono, elemento distintivo dell'omonima sala, è opera dell'ebanista piemontese Gabriele Capello detto Moncalvo (Moncalvo, 1806/ Torino, 1877).
Carlo Luigi Ferrero, che ricopriva l’incarico di ispettore responsabile del palazzo, affidò la realizzazione di gran parte degli intagli in legno della Sala del trono a Gabriele Capello detto Moncalvo, che aveva lavorato già per il pavimento in legni intarsiati del Bagno del Re. Capello si occupò di realizzare l'ossatura della cupola del trono, oltre che le due colonne laterali, il “seggiolone”, le due cornici dei quadri di Giordano, e altro ancora. Il tutto fu realizzato nel suo laboratorio torinese del borgo Vanchiglia e trasferito e montato in loco nell'agosto del 1847, con l'aiuto del falegname Giuseppe Muratore. Per il trono, che ripropone nei braccioli un tema caro a Carlo Alberto, il leone con cimiero che tiene una serpe fra gli artigli, desunto dal sigillo di Amedeo VI, il «Conte Verde», Capello si affidò molto probabilmente ai disegni di Michele Canzio.

Il trono, in essenza di noce, è riccamente scolpito e dorato. Ha quattro gambe massicce a voluta arricciata al piede, ornate da intagli a voluta e foglia d’acanto, che corrono anche sulla fascia frontale parzialmente traforata a giorno. Grifi sabaudi ai bracciali che con le zampe schiacciano una serpe. Targa ovale arricchita da grosse foglie di alloro. Stemma sabaudo e corona alla cimasa da cui si dipartono lateralmente due cascate di foglie d’acanto che si arricciano a un tratto per far fuoriuscire al di sotto un cespo di foglie e fiori.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il trono si presenta in buone condizioni di conservazione. Le parti intagliate, soprattutto quelle sotto squadra, risultano molto sporche per la concentrazione di polveri e particolarmente nella parte inferiore si evidenziano tracce di cere e bitume. Nelle varie parti che assemblano il trono, soprattutto negli elementi strutturali (gambe, frontale, traversi laterali ecc.) si possono notare le classiche fessurazioni causate dalla differenza di dilatazione del gesso rispetto al naturale movimento dell’essenza lignea. Si rilevano piccole cadute di gesso e, soprattutto sui braccioli, la normale usura della foglia d’oro causata dallo sfregamento. Nella parte posteriore dello schienale manca una foglia e, nella parte tra la giunzione dello schienale con la seduta, lato destro, si nota una pellaccia posticcia realizzata in maniera grossolana. Limitata presenza di parassiti xilofagi.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Palazzo Reale è aperto al pubblico nei seguenti giorni e orari:

Lunedì: chiuso

Martedì: 13.30 – 19.00

Mercoledì-sabato: 9.00 – 19.00

Domenica e festivi: chiuso (aperto la prima domenica del mese con ingresso gratuito 13.30 – 19.00)

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 3.665,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento da eseguire consiste nell’asportare il grosso della polvere con pennelli morbidi e aspiratore per poi intervenire alla vera e propria pulitura e fissatura eseguita con colla di coniglio (colletta) in proporzione del 10-12 %. Si provvederà alla rimozione dei residui di bitume tramite tamponi e solventi idonei. Verrà valutato col committente lo stato dei precedenti interventi (che si evidenzieranno dopo la pulitura) e per i quali si concorderà la tipologia di restauro. Le parti da incollare saranno fissate utilizzando colla animale e la foglia mancante (nella parte alta dello schienale) sarà realizzata in essenza di noce coeva e scolpita a mano. La stuccatura delle fessurazioni sarà effettuata con Balsite che, essendo molto elastica, limita la possibilità di eventuali distaccamenti. Dopo la gessatura delle piccole cadute di materiale, effettuata con gesso di Bologna, si provvederà alla brasivatura tramite retina di ottone. Successivamente alla lavatura delle stuccature si eseguiranno i ritocchi a acquerello. Trattamento antitarlo tramite iniezioni di permetar (permetrina).