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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La raffinata scultura, recentemente entrata a far parte del patrimonio della Galleria Nazionale della Liguria tramite donazione, è una preziosa testimonianza della civiltà dell’abitare di cui Palazzo Spinola è prestigioso paradigma. La piccola statua era infatti probabilmente destinata in origine ad adornare l’altare di una cappella privata, elemento che nelle dimore aristocratiche non mancava mai, come comprovato dalla presenza di ben due di esse ai piani nobili della residenza che fu degli Spinola a Pellicceria.

Ascrivibile alla produzione genovese della fine del XVIII secolo, il manufatto in gesso dipinto e parzialmente dorato si presenta quale replica di una composizione ideata da Giovanni Domenico Olivieri (Carrara, 1708 – Madrid, 1762), scultore carrarese di origine, alunno di Francesco Maria Schiaffino, attivo poi a Torino alla corte di Carlo Emanuele III di Savoia e infine trapiantato in Spagna dove fu nominato “Primer Escultor del Rey”. Durante la permanenza iberica, Olivieri realizzò una scultura marmorea raffigurante l’Immacolata per la chiesa di San Miguel de Los Navarros a Saragozza. Da questa elegante figura, in cui si ravvedono echi del maestro genovese, vennero tratte diverse derivazioni, tra cui anche una versione del tutto identica nel modellato all’esemplare oggi di Palazzo Spinola, ma differente nella policromia, conservata presso il Museo di Saragozza e dubitativamente identificata come il modello per l’opera finita lapidea.

Oltre alle due statuine poc’anzi citate, ne sono note almeno altre due – anch’esse in gesso dipinto e contraddistinte da dimensioni molto simili - sul mercato antiquario a testimoniare l’ampia diffusione di questa composizione che evidentemente aveva riscontrato un notevole successo. Per le esigue misure e per il materiale relativamente leggero di cui era composto, tale genere di sculture si prestava d’altro canto assai bene alla devozione privata.

Informazioni sullo stato della conservazione

La scultura si presenta in uno stato conservativo non buono: oltre a uno spesso strato di sporcizia superficiale che compromette la lettura sia del modellato sia soprattutto della policromia, vi sono numerose lacune. Alcune porzioni mancanti, quali alcune dita della Madonna e una testina di cherubino della base, sono staccate e possono essere ricollocate, altre invece sono perdute.

La policromia originale è coperta da patine sovrapposte di bitume che con il tempo hanno subito alterazioni.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La scultura, per il precario stato conservativo, non è attualmente esposta al pubblico.

 

Il museo ha i seguenti orari di apertura:

 

Lunedì: chiuso

Martedì: 13.30 – 19.00

Mercoledì-sabato: 9.00 – 19.00

Domenica e festivi: chiuso (aperto la prima domenica del mese con ingresso gratuito 13.30 – 19.00)

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 4.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento che si vuole intraprendere prevede inizialmente la pulitura meccanica a bisturi e con solventi, al fine di poter riscoprire il più possibile l’originale cromia alleggerendone la superficie pittorica. Le diverse lacune saranno risarcite con stucco in pasta e polyfilla interior bianca. Le parti staccate saranno incollate con resina epossidica mentre la ripresa cromatica verrà effettuata con velature. Infine si provvederà alla stesura, a scopo protettivo, di cera microcristallina bianca, con lucidatura con panno morbido cotone.