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Attività principali dell'istituzione

La Certosa di Trisulti, complesso monastico fondato agli inizi del XIII secolo per volontà di papa Innocenzo III e situato nel bosco dei Monti Ernici, costituisce uno dei più significativi insediamenti monastici del Lazio. Affidata ai monaci certosini a partire dal 1208, ai quali subentrò nel 1947 la comunità cistercense, dichiarata monumento nazionale nel 1879, è oggi luogo della cultura del Ministero della cultura, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, e conserva un patrimonio architettonico e artistico stratificato nel tempo.

Tra gli edifici spicca la Farmacia settecentesca che testimonia l’attività principale della Certosa fino in epoca moderna, relativa alla produzione di medicamenti e liquori. L’interno conserva l’arredo ottocentesco, le vetrine con vasi da farmacia e gli armadi contenenti le scatole per le erbe. Nell’ingresso e nel salotto di attesa rifulge la raffinata decorazione del pittore napoletano Filippo Balbi.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 33.600,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

 

Il presente intervento riguarda il restauro di un complesso lapideo costituito da una scultura raffigurante un leone in pietra, dal pilastro decorato che lo sostiene e da un tratto di muretto in blocchi lapidei, collocato nella piazza antistante il Palazzo di Innocenzo III.

La scultura, databile alla prima metà del XIII secolo e riferibile ad ambito federiciano, era originariamente parte del protiro della chiesa di San Bartolomeo, demolito nel 1768 in occasione della realizzazione della nuova facciata su progetto di Paolo Posi.

Attualmente, l’insieme versa in uno stato di conservazione compromesso, caratterizzato da diffusi fenomeni di degrado quali colonizzazioni biologiche, depositi superficiali incoerenti e coerenti, erosione e disgregazione del materiale lapideo. La leggibilità formale risulta inoltre alterata dalla presenza di precedenti interventi eseguiti con materiali non compatibili, tra cui stuccature cementizie armate con rete metallica, oggi in parte affiorante a seguito della perdita delle malte di copertura. Si rilevano inoltre integrazioni realizzate con elementi lapidei eterogenei per natura, lavorazione e cromia.

L’intervento di restauro sarà finalizzato alla conservazione materica, alla stabilizzazione strutturale e al recupero della leggibilità complessiva del manufatto, nel rispetto dei principi di compatibilità, minimo intervento e reversibilità. Le operazioni avranno inizio con una documentazione fotografica e grafica dello stato di fatto e con una mappatura dei fenomeni di degrado.

Seguirà l’applicazione di trattamenti biocidi selettivi, differenziati in base alla tipologia di colonizzazione, e una fase di pulitura graduata mediante metodi meccanici e, ove necessario, chimici, al fine di rimuovere depositi e incrostazioni senza alterare la patina storica. Saranno quindi eseguiti interventi di consolidamento localizzato mediante prodotti compatibili, per ristabilire la coesione delle superfici decoese.

Particolare attenzione sarà riservata alla revisione delle integrazioni pregresse: le porzioni in malta cementizia e la rete metallica saranno oggetto di valutazione puntuale, con eventuale rimozione selettiva e sostituzione con materiali idonei. Ove necessario, si procederà al ripristino della continuità strutturale tramite l’inserimento di perni in materiali non ossidabili.

Le lacune e le discontinuità saranno trattate mediante stuccature e microstuccature con malte a base di leganti compatibili, opportunamente calibrate per granulometria e cromia. L’intervento si concluderà con una presentazione estetica mirata a ridurre l’impatto visivo delle disomogeneità, restituendo una corretta lettura unitaria del complesso.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 17.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Nel contesto del programma decorativo realizzato da Filippo Balbi tra il 1856 e il 1863 per la chiesa di San Bartolomeo, si colloca la tela ovale raffigurante santi certosini in meditazione davanti alla croce. La tela di notevoli dimensioni potrà recuperare pienamente la propria leggibilità e restituire l’effetto originario che si trova nell’impianto pittorico della navata, in corrispondenza della parete di controfacciata, solo attraverso un adeguato intervento conservativo.

Attualmente il dipinto versa in uno stato di conservazione gravemente compromesso, che rende necessario un intervento. La pellicola pittorica presenta estesi fenomeni di sollevamento, crettatura e decoesione, con diffuse aree in cui il colore risulta instabile e a rischio di distacco. La presenza di depositi superficiali, sia incoerenti che coerenti, unita all’alterazione degli strati protettivi, compromette in modo significativo la leggibilità dell’immagine. Anche il supporto tessile evidenzia criticità strutturali, con segni di cedimento che incidono sulla corretta tensione della tela.

Il progetto di restauro prevede un insieme articolato di operazioni tra loro integrate, finalizzate non solo al recupero estetico, ma soprattutto alla stabilizzazione e alla conservazione a lungo termine dell’opera.

Particolare attenzione sarà dedicata al consolidamento della pellicola pittorica, con l’obiettivo di arrestare i fenomeni di sollevamento e ristabilire la coesione tra gli strati. Successivamente si procederà alla rifoderatura della tela, valutando l’utilizzo di tecniche tradizionali oppure di sistemi innovativi basati su materiali sintetici, che offrono maggiore stabilità, resistenza nel tempo e minore suscettibilità alle variazioni ambientali.

Un ulteriore passaggio cruciale sarà la sostituzione del telaio, ormai non più idoneo, con uno nuovo in grado di garantire un corretto tensionamento e un adeguato supporto strutturale. La fase di pulitura verrà condotta con estrema cautela, attraverso test preliminari e metodologie selettive, per rimuovere i depositi e le sostanze alterate senza compromettere gli strati originali.

Il restauro proseguirà con la stuccatura delle lacune e la reintegrazione pittorica, eseguita secondo criteri di riconoscibilità e reversibilità, al fine di restituire continuità visiva all’immagine rispettandone l’autenticità storica. L’intero intervento sarà accompagnato da una documentazione fotografica sistematica e dalla redazione di una dettagliata relazione tecnica, che registrerà tutte le fasi operative, i materiali utilizzati e le metodologie adottate.

Questo intervento si configura come essenziale non solo per arrestare il degrado in atto, ma anche per restituire piena leggibilità all’opera, consentendone una corretta fruizione e valorizzazione nel suo contesto storico e artistico.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 201.500,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

A seguito dei risultati della raccolta promossa, si è determinato l'importo definitivo a disposizione per la realizzazione del progetto preliminare già predisposto.

L'intervento definitivo prevede il restauro della pregevole Sala capitolare; un ambiente completamente decorato, sulle cui pareti si ammiravano otto quadri dedicati al soggetto della Maddalena, probabile opera di Giacomo Manico, e dal prezioso pavimento ad intarsio sul fondo di noce scuro. La Sala, per il suo pessimo stato di conservazione, è ormai chiusa da anni, sottraendo alla visione ed alla pubblica fruibilità uno degli ambienti più prestigiosi del complesso monastico.

Si procederà quindi al restauro delle superfici decorate della volta e delle quattro pareti dell'ambiente, comportanti oltre al normale protocollo di intervento (consolidamenti provvisori della superficie pittorica, pulitura, reitegrazioni pittoriche, trattamento lacune, protezione superficiale delle superfici) anche un progetto di riqualificazione dell'apparato decorativo lacunoso e molto danneggiato, con il fine di raggiungere un livello di rpesentazione dell'opera che ne valorizzi le qualità

La riduzione del finanziamento a suo tempo ipotizzato, ha escluso la possibilità di realizzare gli interventi finalizzati alla visita autoassistita, ed agli apaprati didattici a servizio del complesso monumentale. Tale corpus di interventi rientreranno pertanto trazioni e interventi di valorizzazione di cui si farà carico l'Associazioen affidataria.


NOTE Intervento archiviato