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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Parco Ranghiasci è situato alle falde sud-occidentali del Monte Ingino, svolge funzione di raccordo tra l'ambiente agrario e naturale che è al di là delle mura e il centro storico. Il Parco, voluto e realizzato all'incirca a metà dell'800 dal Marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni e dalla moglie Matilde Hobhouse, è incuneato nel tessuto urbanistico della città e costituisce un'intersezione significativa tra lo spazio verde naturale delle vicine montagne, il centro storico e il verde urbano. L'architettura del giardino si sviluppa su più livelli collegati da una serie di viali che, tornante dopo tornante, proiettano lo sguardo in scorci sempre differenti. Il Parco ospita al suo interno alcuni edifici neoclassici come il Tempietto, il Villino e le opere d'arte della Biennale di scultura. Parco Ranghiasci è testimonianza delle molteplici modificazioni operate a metà Ottocento a Gubbio, città in cui non esistevano giardini antichi, ad eccezione del magnifico giardino pensile dei Duchi di Urbino, ma solo piccoli giardini e orti contigui ai palazzi nobiliari. Il grande giardino dei Ranghiasci costituisce dunque, a metà Ottocento, una magistrale innovazione, una pittoresca passeggiata tra la montagna sacra dell’Ingino e via della Ripa. La sua conformazione ed estensione è visibile dal Catasto Gregoriano ed ha una breve storia che va dal 1831 alla fine del 1849. L’area verde non è rielaborata su spazi preesistenti, ma nasce dalla volontà di ricreare in zone precedentemente occupate da orti e da manufatti, un giardino all’inglese, alla maniera di Goethe, con visuali e cannocchiali ottici, spaziando da S. Martino a piazza Grande attraverso la scansione delle torri medioevali tutt’oggi esistenti. La spinta alla realizzazione del giardino all’inglese fu data sicuramente dalla moglie inglese di Francesco, Matilde Hobhouse. Il marchese, ideatore del Parco, comprò infatti una serie di piccoli appezzamenti adibiti ad orti, mentre l’esistenza del vecchio convento di S. Luca, cui apparteneva la Torre, unico elemento rimasto in seguito alla demolizione degli edifici annessi, fa pensare che tra gli acquisti fosse presente anche un’area boschiva ex monasteriale, che quasi sicuramente venne del tutto o in parte sfruttata nella risistemazione ottocentesca. L’aggiunta di elementi estetici e architettonici (Villino, Scuderia, Tempietto, colonne, nicchie) nobilitò l’arredo verde nel suo complesso. La viabilità fu articolata su livelli altimetrici identificabili nelle cinque rampe carrozzabili dei viali che vanno dall’ingresso alla Torre e la oltrepassano. A queste principali, va aggiunto un viale pedonale che raccorda il Villino all’ingresso posteriore di Palazzo Ranghiasci. L’assestamento per scopi carrozzabili ebbe come conseguenza la sistemazione anche ambientale, che portò alla creazione di cinque livelli paesaggistici per buona parte sovrapponibili alle unità costruttive dei viali che venivano attuate man mano che l’impianto procedeva, soprannominate “rampe”. 

Informazioni sullo stato della conservazione

Allo stato attuale il Parco versa in uno stato di pericoloso degrado e abbandono, dovuto al crollo di alberi, ad alberi deperenti, sbrancamenti, vegetazione alloctona invasiva, e ancora, caduta di staccionate e cistonate, occlusione di griglie per lo smaltimento delle acque, caduta di pietre lungo i viali, danneggiamento di sedute, paletti bassi di illuminazione, cestini, anche di natura vandalica.Sono iniziati degli interventi di riqualificazione dell'immobile denominato "Villino" e sulle alberature (n. 35 abbattimenti e potature importanti). E' in corso anche la sistemazione dell'area dell'aiuola del tempietto grazie al co-finanziamento con il FAI.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il Parco ha due ingressi, uno da Via della Cattedrale e l'altro da Via Gabrielli. Entrambi sono gestiti da un'associazione per l'apertura e chiusura nei giorni feriali e festivi.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 50.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

L'idea progettuale di riqualificazione di Parco Ranghiasci mira a tutelare e valorizzare i diversi volti che caratterizzano il grande giardino all'inglese, dalla componente botanica a quella architettonica, scultorea e di accessibilità e fruizione. 

Gli interventi da eseguire saranno:

- Sistemazione dei Viali mediante realizzazione di una nuova pavimentazione in terra solida per una migliore accessibilità del parco e regimentazione delle acque;

- Restauro del verde e valorizzazione dei punti panoramici. L'azione di restauro verrà operata seguendo le linee Guida del Ministero della Cultura in modo da portare il giardino nell'elenco dei Parchi Storici regionali e nazionali;

- Sistemazione delle strutture esistenti per renderle fruibili ( Torre di San Luca, Ex Scuderia, Casino Camignano, ect..)

- Restauro delle opere scultoree della Biennale.

Il Comune di Gubbio si riserva di valutare l'ordine in cui eseguire tali interventi.