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Attività principali dell'istituzione

Ospitato all’interno della cinquecentesca dimora di Giorgio Vasari, il Museo è caratterizzato soprattutto dalla presenza delle notevoli pitture murali sulle pareti e sulle volte e dai dipinti su tavola che l’artista aretino realizzò a più riprese per decorare la propria abitazione. Nel 1911 – in occasione del quarto centenario della nascita del Vasari – la dimora venne acquistata dallo Stato italiano per destinarla a museo, ma solo negli anni Cinquanta del Novecento assunse l'aspetto attuale, con l’eliminazione degli arredi in stile e l’allestimento di una piccola Quadreria con opere del Vasari stesso, dei suoi collaboratori e di altri pittori toscani. I dipinti esposti provengono per la maggior parte dalle collezioni delle Gallerie Fiorentine e costituiscono una vera e propria rassegna di pittori cinquecenteschi, riferibile in particolare ai cosiddetti “pittori dello studiolo”, ossia gli artisti che intorno al 1570 collaborarono insieme a Vasari alla decorazione dello Studiolo di Francesco I de’ Medici in Palazzo Vecchio, tra cui Jacopo Zucchi, Carlo Portelli, Mirabello Cavalori, Francesco Morandini, Alessandro Allori, Perin del Vaga, Giovanni Stradano, Maso da San Friano, Santi di Tito ed altri di ambito aretino e fiorentino. Sono poche le opere appartenenti all’arredo originale della casa: la Venere in gesso attribuita a Bartolomeo Amannati, posta a coronamento del camino nella Sala del Trionfo della Virtù e la terracotta policroma invetriata raffigurante l’imperatore romano Galba di profilo, attribuita ad Andrea Sansovino ed esposta nel cosiddetto Stanzino vasariano. Nel 2011, in occasione del quinto centenario della nascita di Giorgio Vasari, il Museo di Arezzo è stato oggetto di un intervento di completa ristrutturazione, con l’ampliamento degli spazi dedicati ai servizi aggiuntivi mediante il recupero dei locali di deposito al piano terra, la realizzazione dei nuovi servizi igienici e l'installazione di un ascensore con l'eliminazione delle barriere architettoniche. E’ stato quindi predisposto un nuovo ingresso accessibile, che immette direttamente nella biglietteria- bookshop dalla quale inizia l'attuale percorso di visita. Casa Vasari si qualifica inoltre per la presenza del prezioso Archivio vasariano, contenente la corrispondenza del poliedrico artista e documenti quali le Ricordanze e lo Zibaldone, conservato al suo interno.

Nell’ambito della programmazione del 2018 si segnala l’importante mostra "Giorgio Vasari fra Venezia ed Arezzo. La Speranza ed altre storie dal Soffitto di Palazzo Corner Spinelli", per la quale si attiva questo intervento.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 35.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto di ricomposizione del soffitto veneziano eseguito su tavola da Giorgio Vasari nel 1542 per Palazzo Corner-Spinelli, che le Gallerie dell'Accademia di Venezia stanno portando a compimento - raccogliendo gli sforzi che lo Stato ha intrapreso, sin dagli anni '80 del secolo scorso, per acquisire i dipinti facenti parte del complesso e andati dispersi sul mercato antiquario alla fine del XVIII secolo - prevede il rientro a Venezia anche della tavola raffigurante Il suicidio di Giuda del Museo di Casa Vasari di Arezzo – Polo Museale della Toscana, parte integrante della composizione e, nello specifico, dell'Allegoria della Speranza. Di fatto quest'allegoria al momento dello smembramento del soffitto era stata manomessa per ricavarne due pannelli e quello con la figura della Virtù è stato l'ultimo a rientrare in Italia, agli inizi di ottobre 2017, grazie all'impegno finanziario del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, sostenuto da sponsor stranieri. Con l'occasione i due Musei hanno in animo di dare rilievo all'accordo di deposito a lungo termine riguardante la tavola aretina con un'iniziativa che prevede la presentazione dei due dipinti riuniti per la prima volta nella dimora dell'artista ad Arezzo, prima del loro ricongiungimento con il resto del soffitto a Venezia. L'esposizione potrà arricchirsi di altre due tavole del complesso raffiguranti le allegorie della Giustizia e della Pazienza, particolarmente esemplificative dei legami che intercorrono fra il soffitto veneziano e gli apparati decorativi di Casa Vasari, eseguiti sei anni dopo il soggiorno in laguna del pittore. Il ricongiungimento avverrà al termine del restauro della Speranza - fase conclusiva della campagna d'interventi condotta su tutte le tavole del soffitto, in vista dell'allestimento finale - che avrà luogo nei laboratori di restauro del Polo Museale in Arezzo, mentre contemporaneamente sarà già possibile ammirare le altre tavole restaurate, in attesa dell'evento conclusivo. Nella sala della Virtù, la prima del percorso, le tavole raffiguranti la Giustizia e la Pazienza saranno messe in relazione con le rispettive rappresentazioni eseguite a monocromo su parete; nella successiva sala di Abramo sarà collocata la tavola raffigurante Il Suicidio di Giuda nella contestualizzazione dell’allegoria della Speranza; infine, nella sala della Cucina, il visitatore sarà “immerso” nella ricostruzione virtuale del soffitto. A chiusura del  percorso museale saranno predisposti due touchscreen in una saletta dedicata con i contenuti di approfondimento.

La mostra rappresenta per Arezzo un’occasione di visibilità a livello internazionale, in quanto il SoffittoCorner - Spinelli è frutto straordinario di un particolare momento che vide coinvolti due illustri aretini in una città quale Venezia, all'epoca come oggi, di assoluto rilievo. Innegabile la ricaduta sull’insieme dell'offerta culturale cittadina, con la previsione anche di eventi collaterali all'esposizione.