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Attività principali dell'istituzione

Il Museo Minà Palumbo raccoglie, custodisce, studia ed espone collezioni sulla storia naturale delle Madonie, che comprendono reperti attinenti a flora, fauna, geologia, preistoria, archeologia industriale del medico naturalista ottocentesco Francesco Minà Palumbo, e diverse collezioni donate da altri naturalisti, in un percorso accessibile e interattivo, aperto alla tecnologia e al dialogo con linguaggi contemporanei.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 14.800,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento riguarda la messa in sicurezza, la conservazione e la valorizzazione dell’erbario storico di Francesco Minà Palumbo (Castelbuono, 1814-1899), medico, naturalista e illustratore scientifico, custodito presso il Museo Naturalistico a lui intitolato. La collezione è composta da una parte storica, realizzata dallo stesso Minà Palumbo tra il 1834 e il 1874, e da una parte moderna. In tutto conta circa 8.000 exsiccata suddivisi in 110 carpette e appartenenti a oltre 1.300 taxa. È un bene di rilievo nazionale e internazionale. Nell’Ottocento fu fonte diretta per i maggiori botanici italiani ed europei: Filippo Parlatore, a cui Minà Palumbo inviò oltre mille campioni per l’Erbario Centrale di Firenze, Giovanni Gussone, la scuola dell’Orto Botanico di Palermo e Gabriel Strobl, che su questo erbario fondò la sua “Flora der Nebroden”. Documenta la biodiversità di uno dei territori più ricchi del Mediterraneo, oggi Parco delle Madonie.

Oggi l’erbario è conservato in armadi non idonei, in un locale chiuso al pubblico per proteggerlo dal rischio di deterioramento e di contaminazione biologica. Il progetto prevede:

  1. la fornitura e l’installazione di un sistema di archiviazione compattabile a conservazione controllata, con sigillature parapolvere e un dispositivo di gestione dotato di sensori di temperatura e umidità relativa, capace di garantire nel tempo condizioni microclimatiche stabili e anti-deterioramento;
  2. il trasferimento della collezione al piano superiore, all’interno del percorso museale. Una vetrina espositiva con illuminazione LED a resa cromatica neutra e umidità relativa controllata tra il 30% e il 55% renderà visibili al pubblico i fogli di maggior pregio;
  3. la riconversione del locale liberato in “Herbarium Lab”, uno spazio per la didattica museale, la consultazione e la condivisione culturale. Sarà arredato con elementi modulari trasformabili in tavoli e pannelli espositivi, in collaborazione con l’associazione Social Green Hub;
  4. un percorso di co-progettazione con la comunità e le istituzioni scientifiche del territorio per definire le funzioni dello spazio, accompagnato da attività di divulgazione e da una programmazione culturale dedicata.

L’intervento si inserisce nella fase di rilancio del Museo, che accoglie oltre 3.500 visitatori l’anno, in costante crescita. Unisce la tutela della sua collezione più importante alla restituzione alla comunità di uno spazio oggi inaccessibile. Le erogazioni liberali raccolte sosterranno l’acquisto degli arredi conservativi, gli allestimenti dell’esposizione e dell’Herbarium Lab e le attività di comunicazione e valorizzazione del bene.