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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La Fontana dei Tritoni di Piazza Giordano Bruno a San Biagio fu realizzata su progetto Eugenio Andronuzzi intorno agli anni ottanta del 1800. L'opera di pregevole fattura aveva già subito un primo intervento di restauro conservativo negli anni ottanta del secolo scorso e benchè non fosse attualmente alimentata, con la sua sola presenza caratterizzava in modo inequivocabile la piazza in cui è inserita rendendone unico e caratteristico l'impianto urbanistico. Il manufatto fu realizzato per incarico del sindaco dell'epoca, on. Rosario Cancellieri, per simboleggiare il risanamento del quartiere di San Biagio, dove era stata portata l'acqua in esubero dell'Acqua Nuova di Via dei Mille, nota anche come Fonte di Gari (per una donazione risalente al 1721), acqua che sgorgava sia dalla Fonte dei Tritoni sia dall'abbeveratoio di via San Martino.  

Informazioni sullo stato della conservazione

La notte dell'inizio del 2024, la Fontana ottocentesca di Piazza Giordano Bruno, nel quartiere di San Biagio, primo nucleo della città fondata nel 1607, è stata danneggiata a causa di alcuni atti vandalici. La vasca è stata spaccata in due, distrutti anche i quattro sostegni scolpiti con forma di serpente, danneggiando pure i bordi della vsca con alcune scritte. Nella mattina del 1° gennaio 2024 è stata fatta, da parte del comune, una ricognizione sui luoghi con una dettagliata documentazione fotografica e il trasporto dei reperti lapidei danneggiati (la conchiglia ed elementi scolpiti con forma di serpente) in un luogo sicuro. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Fruibile tutti i giorni, h24.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 15.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento di restauro prevede diverse fasi di lavorazione, così articolate:

  1. Lavaggio delle superfici lapidee: utilizzo di idropulitrice a bassa pressione per rimuovere alghe, muschi, licheni e altre impurità superficiali. Il lavaggio sarà ripetuto per rivelare e trattare successivamente gli elementi nocivi con biocidi specifici.

  2. Disinfestazione dai biodeteriogeni: applicazione ciclica di biocidi a spruzzo o pennello per eliminare alghe, muschi e licheni. Il trattamento sarà ripetuto fino alla completa scomparsa della micro-vegetazione, con lavaggio finale e rimozione dei residui anche con bisturi.

  3. Consolidamento del materiale lapideo: applicazione di silicato d’etile ad alta concentrazione per rinforzare le fratture del materiale lapideo, rendendolo più solido e pronto per i successivi interventi.

  4. Ricollocazione dei pezzi lapidei: riadesione dei frammenti tramite resina epossidica, utilizzando argani per garantire l’aderenza perfetta delle superfici. Le interfacce vengono pulite e preparate, e i perni in acciaio sono preparati per un perfetto accoppiamento.

  5. Ricollocazione dei sostegni scolpiti a forma di serpente: applicazione della resina epossidica, con l'uso di argani per garantire la perfetta adesione delle superfici, previa pulizia e preparazione delle interfacce.

  6. Pulitura aeroabrasiva: esecuzione di una pulitura di precisione delle superfici lapidee con polveri abrasive di durezza inferiore rispetto al materiale trattato. Il trattamento è eseguito a bassa pressione per non danneggiare le superfici originali, con adeguata protezione delle polveri nell’ambiente urbano.

  7. Stucco e microstucco su superfici lapidee: stuccatura con malta di calce idraulica, inerti carbonatici e terre naturali, simili per colore e granulometria al materiale lapideo. La malta sarà applicata in leggero sottoquadro rispetto alle superfici.

  8. Protezione delle superfici lapidee: applicazione di idrorepellenti polisilossano incolore a spruzzo, per rallentare il degrado senza alterare la cromia originale. Il trattamento sarà effettuato durante tutta la durata dei lavori.

  9. Impermeabilizzazione con malta cementizia osmotica: applicazione di una malta a base di cemento e resine sintetiche, conforme alle normative EN 1504-9 e D.M. 174/04, per impermeabilizzare strutture in muratura e calcestruzzo.

  10. Protezione anticarbonatante e impermeabilizzazione di vasche: applicazione di primer tricomponente a base di resine epossidiche e rivestimento bicomponente epossipoliamminico certificato per il contatto con alimenti, in due mani, per uno spessore di 300 micron.

  11. Ripristino del sistema della fontana: controllo e/o sostituzione degli ugelli per il corretto funzionamento scenografico dell’acqua.

Tutte le fasi saranno eseguite con precisione e secondo le migliori pratiche per garantire il restauro a regola d’arte.