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Attività principali dell'istituzione

Il percorso del museo valorizza in particolare il periodo storico-artistico più importante della città di Massa Marittima, quello che va dal '300 al '400, con l'esposizione di opere realizzate da illustri artisti di quel periodo che hanno lavorato per la Cattedrale di San Cerbone e le altre chiese cittadine. Nelle sale del museo è possibile osservare da vicino, tra le varie opere, anche il Crocifisso ligneo di Giovanni Piasano e le sculture che lo stesso Giovanni Pisano, scultore e architetto, aveva realizzato per la facciata della Cattedrale di San Cerbone, le statue degli Apostoli e dei Profeti di Gano di Fazio, il Crocifisso di Pietro Lorenzetti, un Angelo annunziante, opera di Stefano di Giovanni detto il Sassetta e l'importante Maestà di Ambrogio Lorenzetti, una delle opere più celebri del grande artista senese.

Il museo è il centro di numerose attività destinate a vari tipi di pubblico: dalle attività educative per i piccoli e le scuole, alle conferenze e alle visite guidate, alle mostre di arte antica e contemporanea, ma anche concerti e cene a tema. Il Museo fa parte della rete "Musei di Maremma" partecipando così a progetti culturali che vengono sviluppati tra gli oltre 50 musei che compongono la rete,  ed è inoltre tra i primi musei che ha aderito alla Rete dei Musei Toscani per l'Alzheimer, grazie alla quale sta sviluppando progetti di accessibilità e di inclusione specifici per pubblici speciali.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

IMPORTO 70.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il sito archeologico in località Canonica, situato a pochi chilometri di distanza da Montieri (GR) è stato oggetto di più campagne di scavo in regime di concessione ministeriale al Comune stesso.  Le indagini archeologiche sono state dirette dalla prof.ssa Giovanna Bianchi (Università di Siena) e hanno compreso, oltre allo scavo del sito, anche campagne di survey multidisciplinari nel territorio circostante, volte alla comprensione dei paesaggi minerari medievali.

Lo scavo archeologico ha riportato in luce un consistente complesso architettonico composto da una chiesa e relativo ambiente annesso, contenente una sepoltura di sesso maschile; da una serie di adiacenti ambienti che definivano un vasto spazio aperto delimitati da un recinto murario in pietra e da altri ambienti posti al di fuori dello stesso recinto.

Le sequenze di scavo confermano la costruzione della chiesa e del suo annesso come prima operazione finalizzata ad includere la preesistente sepoltura all’interno delle architetture religiose. Tali eventi si sarebbero verificati a cavallo tra il  X e l’XI secolo. A partire dall’XI secolo avanzato una serie di sepolture furono effettuate negli spazi esterni alla chiesa. Solo nel corso del XII secolo furono edificate le architetture da identificare come le strutture della Canonica, citata nei documenti a partire dal 1137, come un ente legato al vescovo di Volterra.

Il complesso, vissuto per buona parte del Basso Medioevo, fu abbandonato nel corso del XIV secolo.

 

La mostra intende ripercorrere l’iniziale e singolare storia del complesso religioso, di cui non rimane nessuna menzione documentaria. Attraverso i dati desunti da una intensa ricerca multidisciplinare si vuole narrare la storia della sepoltura a cui si legherebbe la costruzione della chiesa, avvenuta in tempi di poco successivi alla morte dell’individuo.

Di quest’ultimo la ricerca antropologica è stata in grado di delineare le caratteristiche fisiche, le paleopatologie, e in generale lo stile di vita, consentendo di ipotizzarlo come un possibile eremita vissuto negli ultimi anni della sua vita in un riparo in prossimità del luogo dove fu sepolto e in cui fu poi costruita la stessa chiesa.

All’edificio religioso si lega poi l’altra complessa storia del sito. La chiesa, infatti, presenta una particolare tipologia architettonica corrispondente ad una pianta centrale provvista di sei absidi. Tale impianto planimetrico databile, in base ai dati di scavo archeologico, tra la fine del X secolo e i primi decenni dell’XI secolo, è al momento un unicum nel panorama nazionale.

 

L’importanza della chiesa è sottolineata dal rito di fondazione che comportò l’inserimento di un prezioso gioiello come dono augurale. Si tratta di una spilla di rilevanti dimensioni, un oggetto molto in voga nell’abbigliamento maschile e femminile nei decenni a cavallo del X e dell’XI secolo. La spilla, donata forse dalla committenza, è un esempio unico di oreficeria del tempo che ha pochi confronti in tutta Europa.

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 160.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Comune di Massa Marittima, unitamente all’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, alla Diocesi di Massa Marittima-Piombino, alla Pinacoteca Nazionale di Siena, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo e all’Università degli Studi di Siena, sta organizzando una mostra sul pittore senese Stefano di Giovanni detto il Sassetta:

 

Il Sassetta. Uno sguardo all’arte tardogotica senese

Museo di San Pietro all’Orto

14 Marzo-15 luglio 2024

 

Nel museo è conservata una preziosa pittura del Sassetta: si tratta di una piccola tavola, che un tempo era collocata fra le cuspidi di una pala d’altare. Vi è rappresentato l’Arcangelo Gabriele, che stava in rapporto con una Vergine annunciata, oggi conservata nella Yale University Art Gallery a New Haven.

Questo progetto si configura come l’occasione per presentare, accanto all’Angelo annunciante di Massa Marittima, un gruppo di opere dello stesso Sassetta e di  alcuni altri pittori e scultori a lui coevi, per ricostruire il contesto artistico senese del Quattrocento senese. Fra queste opere ha particolare spicco una nuova Madonna col Bambino del Sassetta, proveniente dalla pieve di San Giovanni Battista a Molli (Sovicille), che è stata recuperata alcuni anni fa sotto una completa ridipintura seicentesca, che verrà, presentata al pubblico per la prima volta.

Il prgetto scientifico della mostra è stato redatto dal prof. Alessandro Bagnoli, già ispettore della Soprinndedenza Archeologia Arti e paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, e ora docentre all'Università di Siena.

La mostra sarà corredata da un catalogo scientifico in cui saranno raccolti tutti gli ultimi studi sugli artisti presenti in mostra, e da supporti alla visita che guideranno i visitatori tra le opere esposte. Sono in programma attività educative rivolte alle scuole, condferenze ed attività divulgative rivolte a tutte le categorie di pubblico.


NOTE Intervento archiviato