DESCRIZIONE INTERVENTO
Il sito archeologico in località Canonica, situato a pochi chilometri di distanza da Montieri (GR) è stato oggetto di più campagne di scavo in regime di concessione ministeriale al Comune stesso. Le indagini archeologiche sono state dirette dalla prof.ssa Giovanna Bianchi (Università di Siena) e hanno compreso, oltre allo scavo del sito, anche campagne di survey multidisciplinari nel territorio circostante, volte alla comprensione dei paesaggi minerari medievali.
Lo scavo archeologico ha riportato in luce un consistente complesso architettonico composto da una chiesa e relativo ambiente annesso, contenente una sepoltura di sesso maschile; da una serie di adiacenti ambienti che definivano un vasto spazio aperto delimitati da un recinto murario in pietra e da altri ambienti posti al di fuori dello stesso recinto.
Le sequenze di scavo confermano la costruzione della chiesa e del suo annesso come prima operazione finalizzata ad includere la preesistente sepoltura all’interno delle architetture religiose. Tali eventi si sarebbero verificati a cavallo tra il X e l’XI secolo. A partire dall’XI secolo avanzato una serie di sepolture furono effettuate negli spazi esterni alla chiesa. Solo nel corso del XII secolo furono edificate le architetture da identificare come le strutture della Canonica, citata nei documenti a partire dal 1137, come un ente legato al vescovo di Volterra.
Il complesso, vissuto per buona parte del Basso Medioevo, fu abbandonato nel corso del XIV secolo.
La mostra intende ripercorrere l’iniziale e singolare storia del complesso religioso, di cui non rimane nessuna menzione documentaria. Attraverso i dati desunti da una intensa ricerca multidisciplinare si vuole narrare la storia della sepoltura a cui si legherebbe la costruzione della chiesa, avvenuta in tempi di poco successivi alla morte dell’individuo.
Di quest’ultimo la ricerca antropologica è stata in grado di delineare le caratteristiche fisiche, le paleopatologie, e in generale lo stile di vita, consentendo di ipotizzarlo come un possibile eremita vissuto negli ultimi anni della sua vita in un riparo in prossimità del luogo dove fu sepolto e in cui fu poi costruita la stessa chiesa.
All’edificio religioso si lega poi l’altra complessa storia del sito. La chiesa, infatti, presenta una particolare tipologia architettonica corrispondente ad una pianta centrale provvista di sei absidi. Tale impianto planimetrico databile, in base ai dati di scavo archeologico, tra la fine del X secolo e i primi decenni dell’XI secolo, è al momento un unicum nel panorama nazionale.
L’importanza della chiesa è sottolineata dal rito di fondazione che comportò l’inserimento di un prezioso gioiello come dono augurale. Si tratta di una spilla di rilevanti dimensioni, un oggetto molto in voga nell’abbigliamento maschile e femminile nei decenni a cavallo del X e dell’XI secolo. La spilla, donata forse dalla committenza, è un esempio unico di oreficeria del tempo che ha pochi confronti in tutta Europa.