DESCRIZIONE INTERVENTO
Il 2026 segna un traguardo storico ed emotivo straordinario per la città di Lugo: la riapertura ufficiale del Teatro Gioacchino Rossini, prevista per il 19 e 20 ottobre, in concomitanza con il 40° anniversario dello storico restauro filologico del 1986 firmato dall'architetto Pier Luigi Cervellati. Dopo anni di doloroso silenzio – un cammino segnato da complessi adeguamenti normativi, dalla paralisi della pandemia e, da ultimo, dal devastante trauma ambientale dell'alluvione del maggio 2023 che ha sommerso la platea e distrutto la fossa orchestrale e i sistemi tecnologici – uno dei teatri più antichi dell'Emilia-Romagna rialza finalmente il proprio sipario.
In questi lunghi anni di forzata chiusura fisica dell'edificio monumentale, la Fondazione Teatro Rossini non ha mai interrotto la propria missione culturale e sociale. Attraverso il festival "Rossini Open", sostenuto dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV), la musica e l'arte hanno continuato a vivere in forma nomade, flessibile e capillare, invadendo chiese, oratori, piazze e persino spazi ospedalieri per ricucire il tessuto civile e mantenere intatta l'affezione del pubblico.
Oggi, con il monumentale cantiere di ricostruzione giunto al termine, la presente raccolta Art Bonus unisce l'anima artistica e progettuale del festival al suo storico e naturale contenitore scenico. Sotto la direzione del mezzosoprano Daniela Pini, il festival Rossini Open 2026 celebra il ritorno nel restaurato "Tempio acustico" di Galli Bibiena e Cervellati, trasformando la programmazione d'eccellenza in uno strumento di riappropriazione democratica e popolare dell'intero complesso.
I fondi raccolti tramite l'Art Bonus sosterranno un cartellone di respiro internazionale focalizzato su tre direttrici strategiche:
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Eccellenza esecutiva e valorizzazione acustica: l'ospitalità di grandi istituzioni e complessi d'élite per esaltare la purezza sonora della sala storica;
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Accessibilità e Audience Development: l'organizzazione di grandi concerti sinfonici totalmente aperti alla collettività subito dopo i protocolli istituzionali, per abbattere le barriere elitarie e trasformare la frustrazione della chiusura in senso di appartenenza;
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Creatività emergente e occupazione giovanile: il forte coinvolgimento di formazioni autonome, giovani artisti Under 35 e figure autoriali Under 40, offrendo loro tutele contrattuali professionali e un palcoscenico di rango mondiale.
Sostenere questo progetto significa investire nella resilienza culturale del territorio, legando il nome dei donatori privati e aziendali a un simbolo eterno di rinascita, bellezza e Responsabilità Sociale d'Impresa.