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Attività principali dell'istituzione

 

CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

Fondato nel 1978, il CSS di Udine dal 1984 è riconosciuto dal Ministero per i beni e attività culturali e da gennaio 2000 è il Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, una realtà culturale e occupazionale di particolare rilievo che riunisce, in un’impresa cooperativa, una ventina di soci lavoratori e dipendenti, cui si aggiungono ogni stagione oltre duecento persone coinvolte e scritturate nell'attività, fra attori, registi, scenografi, costumisti, collaboratori artistici e personale tecnico.

Per il triennio 2015-2017 il CSS è stato annoverato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo come Centro di produzione teatrale.

L’attività del CSS, sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Udine, si sviluppa sul territorio regionale, nazionale e, per alcuni progetti, anche in ambito internazionale attraverso una diversificata attività di produzione, programmazione, formazione e ospitalità teatrale.

 

VISIONE

Sogniamo un mondo dove l’arte, la cultura siano elementi costitutivi dell’essere cittadini e dove il teatro continui a svolgere la sua funzione sociale. Necessaria, vitale, insostituibile.

 

MISSIONE

Lavoriamo per sviluppare e diffondere la creatività e la produzione contemporanea fra gli artisti e i pubblici del Nuovo Millennio. La nostra vocazione ci spinge a intercettare il nuovo e a prendere parte ai processi di cambiamento e trasformazione nella cultura e nelle arti, in particolare quelle performative.

Siamo nati convinti del potente contributo che la cultura può dare al progresso della società e ci siamo inventati un modello di lavoro e di relazioni originale che continuiamo a sviluppare. Abbiamo percorso l’esperienza del teatro di ricerca, scoperto, stimolato e accompagnato la nostra e le successive generazioni di artisti e compagnie, dialogato e progettato con entusiasmo assieme ad altri Teatri, organizzatori e partner istituzionali.

 Oggi come Teatro stabile di innovazione siamo un incubatore di progetti di produzione, formazione avanzata, programmazione e di eventi. Siamo orgogliosi di essere diventati un riferimento professionale e di competenze per le comunità, le reti artistiche e i partenariati italiani ed internazionali.  Ci sentiamo pienamente parte di un’Europa multiculturale e delle differenze, responsabile e sostenibile, dinamica, accogliente, creativa e in costante evoluzione, grazie al contributo insostituibile della cultura e dell’arte.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 50.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Sostegno dell'attività di produzione, ospitalità di ricerca e promozione teatrale  del CSS teatro stabile di innovazione per la stagione 2019/2020


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 15.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

I Misteri della Luce 1.0 è uno spettacolo a carattere didattico-educativo oltre che di intrattenimento, che nasce da ricerche in didattica della fisica a livello internazionale per l’individuazione di nodi concettuali sulla comprensione dei fenomeni ottici, delle immagini luminose e della natura della luce.

Lo spettacolo, che sarà proposto anche al più vasto pubblico come opportunità di divulgazione scientifica, costituirà il primo kit di un modulo didattico che verrà successivamente proposto alle scuole superiori con l’intento di testare sul campo l’efficacia della Virtual Reality intesa come ulteriore strumento a disposizione della didattica contemporanea.

Il progetto si avvale di ricerche sulle strategie di comprensione di fenomeni ottici impostando la regia della proposta su modalità di inquiry based education.

Una ricerca, intrapresa nel 2018, ha permesso di acquisire competenze sulle diverse modalità di realizzare teatro scientifico e sui più recenti lavori di teatro basato sulla Virtual Reality.

La personalizzazione e l’interattività sono al centro di un percorso che propone l’ingresso in un mondo ove sia possibile provare l’esperienza diretta degli effetti che produce la luce, indagando la sua essenza e l’impatto nella materia che incontra.

L’esperienza proporrà allo spettatore un percorso nel mistero della natura della luce e del suo modo di propagarsi: dalla visione di riflessioni e immagini riflesse, alla ricerca delle caratteristiche delle immagini e di come la luce le produca.

Si affronteranno nodi concettuali scelti tra la propagazione della luce, la riflessione e la rifrazione, la diffrazione, la spettroscopia, l’esistenza degli atomi, l’effetto Doppler, la formazione dei colori, i quanti di luce.

L’esperienza spettacolo sarà estremamente agile, e per la sua realizzazione prevediamo la sola disponibilità di uno spazio di dimensioni di circa 5 metri X 5 metri.

Dopo il debutto, I Misteri della luce 1.0 verrà inserito nella programmazione del TIG Teatro per le nuove generazione e proposto alle scuole di Udine, della Bassa Friulana e di tutta la regione.

Per promuovere l’iniziativa a livello regionale stiamo prevedendo appositi incontri di approfondimento con gli insegnanti di fisica delle scuole superiori della regione.

Per la diffusione del progetto a livello internazionale contiamo sulla collaborazione del GIREP International Research Group on Physics Teaching, il cui partenariato è finalizzato a questo scopo, e la rete di teatri con cui il CSS collabora annualmente.

Lo spettacolo gode del sostgno della Regione Friuli Venezia Giulia, del patrocinio di Esof 2020 e del partenariato di VIRTEW-Virtual Reality Productions, Università degli Studi di Udine – Didattica della Fisica, GIREP-International Research Group on Physics Teaching, Comune di Udine, Fondazione Friuli, Teatro Pasolini


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 120.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Le scelte produttive del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia si pongono come obiettivi, oltre alla creazione di nuove opportunità produttive aperte alle collaborazioni nazionali ed internazionali, la valorizzazione della drammaturgia contemporanea e l’innovazione delle forme e dei linguaggi della scena contemporanea, con una forte attenzione alle proposte delle nuove generazioni di artisti.

Le produzioni coinvolgeranno artisti affermati come Fabrizio Arcuri, Rita Maffei, Virgilio Sieni, Marta Cuscunà, Fabrizio Pallara, Roberto Anglisani, e giovani attori, registi e drammaturghi come Ksenija Martinovic, Giulia Bean, Francesco Collavino, Giuliano Scarpinato e i giovani musicisti dell’Orchestra Filarmonici Friulani con cui il CSS rinnova una collaborazione organica tramite il progetto Orchestre in residenza.

L’offerta produttiva del 2020 si compone di 22 produzioni, di cui 15 nuovi allestimenti:Fabrizio Arcuri riprende Un intervento di Mike Bartlett;

Rita Maffei, con gli strumenti del teatro partecipato, realizza opere in cui la scrittura scenica è condivisa con i partecipanti, in Storie di persone in viaggio con i rifugiati e nel progetto Gli altri ispirato all’opera di Peter Handke;

Marta Cuscunà riprenderà Il canto della caduta con i pupazzi realizzati in animatronica;

il collettivo catalano Agrupaciòn Señor Serrano incrocia i linguaggi del cinema conil live editing, innovando la scena contemporanea internazionale, con la ripresa di Kingdom e il nuovo The Mountain;

la giovane attrice Ksenija Martinovic scrive con Federico Bellini Mileva, dedicato alla scienziata serba Mileva Marić, un dialogo fra parola e danza;

Virgilio Sieni coinvolge cittadini e danzatori in Mondo novo, un progetto dedicato all’opera dei Tiepolo;

Francesco Collavino e Giulia Bean portano in scena progetti di danza contemporanea, con Catastrofe, Bassilla e Cabe, a VHS Elegy;

Fabrizio Pallara riprende due lavori di teatro multimediale su testi originali: Auschwitz, una storia di vento e Kafka e la bambola viaggiatrice;

Giuliano Scarpinato, con A + A Storia di una prima volta, indaga le prime relazioni di coppia degli adolescenti, con una drammaturgia originale per un progetto multimediale;

Roberto Anglisani, lavora sulla drammaturgia originale di Gaetano Colella Il Minotauro;

il Teatro Incerto, che crea testi originali in lingua friulana, sta scrivendo con Angelo Floramo un lavoro su Guarnerio D’Artegna;

il giovane regista Valentino Mannias mette in scena l’Orestea ricercandone la profondità nella relazione della parola con il canto a tenore dei Sòtziu Tenore Nugoresu;

Nicoletta Oscuro porta in scena una nuova proposta di teatro canzone dedicata alla fotografa tedesca Gerda Taro.

Inoltre le produzioni del repertorio di Accademia degli Artefatti: di Fabrizio Arcuri: Storia del teatro in volumi, Max Gericke di Manfred Karge, La chiave dell'ascensore di Ágota Kristóf, e Fiordipisello di Tim Crouch;


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO Non definito (Sostegno generico)

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

Questo intervento consentirà di sostenere il lavoro creativo di Nicoletta Oscuro e di Matteo Sgobino che stanno sviluppando un percorso molto importante riguardante il Teatro Canzone e che in questi mesi aveva in previsione diversi appuntamenti che per le note ragioni si sono interrotti. In particolare, entreranno in cantiere 2 progetti futuri: 2 ritratti dedicati a Gabriella Ferri e Luigi Tenco.

Nicoletta Oscuro e Matteo Sgobino, cantante/attrice lei, chitarrista/cantante lui, collaborano dal 2016 in un percorso di teatro canzone composto da numerosi progetti. Una ricerca accurata dove improvvisazione, ascolto e scambio sono motori di una creazione poetica, di forte impatto emotivo. Lavorano in duo, declinando le potenzialità del canto a due voci e chitarra in registri poetici, ironici e drammatici e collaborano con musicisti, attori, autori e registi del panorama italiano e internazionale. Il loro progetto artistico ha visto nascere spettacoli dedicati a Tina Modotti, Gerda Taro, Fernanda Pivano, Fabrizio De André.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

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Raccolta chiusa

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Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO Non definito (Sostegno generico)

DESCRIZIONE INTERVENTO

Restiamo a casa, ma con gli artisti. E diventiamo tutti mecenati culturali per sostenerli.Primi appuntamenti in diretta dalla pagina Facebook del CSS, sabato 14 marzo (ore 21) #iorestoacasa con Nicoletta Oscuro (attrice e cantante) e Matteo Sgobino (chitarrista), martedì 17 marzo ore 21 con Marta Cuscunà e giovedì 19 marzo ore 21 con Teho Teardo con la voce di Elio Germano.

Parteciperanno all’iniziativa Teatro Incerto / Claudio Moretti, Fabiano Fantini, Elvio Scruzzi (21 marzo), Ksenija Martinovic (24 marzo), Roberto Anglisani (26 marzo), Fabrizio Arcuri (28 marzo), Claudio Moretti (31 marzo), Teatrino del Rifo / Manuel Buttus e Roberta Colacino (2 aprile), Nicoletta Tari con Filippo Ieraci (4 aprile), Paolo Fagiolo con Alan Malusà Magno e Federico Petrei (9 aprile), Matteo Bevilacqua (11 aprile), Francesco Collavino, Giuliano Scarpinato, Gabriele Benedetti, Rita Maffei, Fabrizio Pallara, Massimo Somaglino e molti altri se ne aggiungeranno nelle prossime ore.


I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

Le donazioni raccolte per questo intervento verranno equamente distribuite tra tutti gli artisti citati che parteciperanno all'iniziativa #iosonomecenate - #iorestoacasacon... Le donazioni saranno corrisposte sotto forma di giornate lavorative necessarie agli artisti per portare avanti i loro progetti e la loro professione.


RACCOLTA FONDI

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Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO Non definito (Sostegno generico)

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DESCRIZIONE INTERVENTO

I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

Questo intervento andrà a sostegno della nuova creazione di Marta Cuscunà: Earthbound - ovvero le storie delle Camille.

Si tratta di uno spettacolo di fantascienza che esplora un futuro prossimo nel quale la manipolazione del genoma umano riporta la vita in aree del pianeta danneggiate dall’uomo.
Essere sull’orlo dell’estinzione non è più una metafora.
Per uscire dall’atteggiamento distruttivo del GAME OVER che ci potrebbe cogliere, la filosofa Donna Haraway scrive Staying with the trouble, un saggio speculativo di eco-femminismo che include storie di fantascienza: esempi di futuri possibili in cui la specie umana unisce le forze ad altre specie per salvare il nostro pianeta e prendersene di nuovo (e meglio) cura.
Partendo da questo spunto, lo spettacolo mostra una piccola colonia di individui migrati in aree danneggiate dallo sfruttamento umano, per risanarle grazie alla collaborazione con partner non-umani. Sono gli |Earthbound|. Umani a cui sono stati impiantati i geni di creature in via d’estinzione con il duplice scopo di conservarne la specie e favorire una nuova prospettiva per l’adattamento dell’uomo con l’ambiente naturale grazie alla simbiosi con il suo doppio animale.
Consapevoli che nessuna specie agisce da sola, nemmeno quella umana e che non sia possibile distinguere organismo da ambiente, per fronteggiare l’esaurimento delle risorse naturali ormai quasi prosciugate, gli |Earthbound| mirano alla drastica riduzione della presenza umana sulla Terra.
“Fate legàmi, non bambini” è il primo comandamento di una politica di controllo delle nascite basata sulla sostituzione parziale dei legami di sangue con quelli di cura.
Per gli |Earthbound|, la nascita di un bambino è una scelta collettiva, rara e preziosa, di cui l’intera comunità è responsabile.
Per questo, a ogni bambino vengono assegnati almeno tre genitori.


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I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

Il sostegno che riceveremo per questo intervento verrà interamente consegnato a Teho Teardo che ci scrive:

"Giovedì 19 Marzo alle 21 suonerò in diretta sulla pagina Facebook del CSS. 

Il CSS mi ha commissionato un intervento live, suonerò dal vivo alcuni brani nuovi in diretta per voi. 

Una commissione significa un lavoro pagato e, in questo momento è importante ricordare che il nostro è un lavoro con cui viviamo. 
Grazie al CSS per fare attenzione al lavoro degli artisti. 

Il mio compenso verrà devoluto a Lorena Fornasir e all’associazione Linea d’ombra che continua a aiutare i profughi della rotta balcanica nonostante il virus. 
Profughi che fuggono da lontano, subiscono violenze, torture ed atrocità per arrivare da noi e ricominciare una vita. 
Anche voi potrete fare delle donazioni per il mio live e saranno tutte devolute a Linea d’Ombra. 

Per voi suonerò dei brani inediti dal vivo nel mio studio. A farmi compagnia ci saranno due cari amici che da casa mi hanno inviato le registrazioni delle loro voci, si tratta di Elio Germano e Daniele della Vedova che leggeranno rispettivamente in italiano e friulano una poesia di Pasolini che mi è molto cara, Cjiant da li ciampanis, perché al momento giusto dice: non avere paura. 
Pasolini la scrisse in Friuli, il CSS è a Udine, Linea d’ombra aiuta i profughi che arrivano in Italia entrando dal Friuli.
È tutto collegato anche se siamo in quarantena".


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DESCRIZIONE INTERVENTO

I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

La raccolta fondi per questo intervento verrà interamente devoluta al Teatro Incerto che la destinerà alla sua prossima produzione:

Il Prosciutto di Guarnerio

Nel 1443 Guarnerio d’Artegna (nato a Portogruaro o Zoppola nel 1410 e morto a San Daniele del Friuli nel 1466) viene nominato vicario patriarcale; il Patriarca (solo religioso) è Lodovico Trevisan, voluto dal Doge.
Il Patriarcato di Aquileia e le sue lotte nobiliari non ci sono più dal 1420, anno di dedizione di molti territori friulani alla Serenissima Repubblica di Venezia.

Il Teatro Incerto prende spunto dal testo “Guarnerio d’Artegna. Il suo tempo, la sua biblioteca” di Elio Varutti e Angelo Floramo per raccontare la figura del vicario patriarcale, ed in particolare una delle sue missioni diplomatiche a Venezia, datata 1461. In quella missione, nata per derimere certe liti, Guarnerio porta con sé a Venezia ben 13 chili di prosciutti.
Attraverso questa vicenda si vuole far luce su quell’importante periodo storico, mettendo in scena aspetti politici e sociali che, dopo la caduta del patriarcato, porteranno alle rivolte contadine del 1511.

Lo spettacolo, pensato come racconto storico, alterna e fonde assieme scene teatrali e momenti didattici o didascalici per ancorarsi, da un lato, alla verità della storia, dall’altro per muoversi liberamente e fantasiosamente nel gioco del teatro.
Per questo, oltre agli attori del Teatro Incerto, verrà coinvolto in scena lo storico e scrittore Angelo Floramo, che collaborerà anche alla drammaturgia.

Il Teatro Incerto, dopo il grande successo de “I mosaiciscj” (commedia sui mosaici di Aquileia), torna a uno spettacolo storico per analizzare, con leggerezza e ironia, un periodo apparentemente lontano dal nostro, ma che ci può dare utili spunti di lettura per capire il nostro tempo.


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COSTO COMPLESSIVO Non definito (Sostegno generico)

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DESCRIZIONE INTERVENTO

I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

La raccolta fondi di questo intervento sarà dedicata al lavoro di creazione e ricerca di Fabrizio Pallara, che qui di seguito ci scrive:

Io racconto storie, fiabe, per tutti e tutte, per bambini, bambine e per adulti.

Le racconto con la voce, con le mani, con il corpo, danzando, con oggetti piccolissimi o grandi, con gli elementi naturali, con i costumi, con la luce, con immagini di luce e ombre, disegni, scenografie, musiche, con tutto quello che possa renderle vive, vere, presenti e future. Lo faccio da 20 anni da solo e con cari compagni e compagne di viaggio che insieme a me hanno voluto sognare e credere che tutto questo raccontarsi abbia un senso vitale.

Al centro di tutto ciò l'essere umano, la sua infinita fragilità e la sua capacità di provare emozioni.

Questo è il mio progetto per il futuro, in qualsiasi direzione si andrà. Raccontare l’umanità, le storie nella Storia, dappertutto, nelle scuole, nei teatri, per le strade o attraverso gli schermi.

E come diceva qualcuno "le fiabe non dicono che i mostri esistono ma che si possono sconfiggere". E mai come in questo tempo strano, dobbiamo ricordarlo e non smettere di allenare i nostri sguardi, i nostri cuori, i nostri corpi dentro la vita.

Fabrizio Pallara


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Ecco due progetti futuri che Kenija Martinovic ci indica come scopo della raccolta fondi:

BOILER ROOM

Il mio nuovo progetto teatrale nasce dal desiderio di analizzare quello che comporta l'idea e lo stare all'interno di uno spazio circoscritto come può essere la Boiler Room. Un luogo di svago che rappresenta la metafora di quello che è stata la nostra società negli ultimi dieci anni.

La Boiler Room nasce nel 2010 da un’idea di Blaise Bellville, editor della rivista indipendente Platform. La prima location per registrare un mixtape era un locale di caldaiedismesso risalente al 1930. Blaise davanti ad un piccolo pubblico di amici registra il mixtape, riprendendosi con una webcam che venne condiviso in rete.

Il lavoro sarà la metafora di un mondo in cui la condivisione non esiste (forse), e l'esperienza è per pochi eletti (sicuramente). L'artista è in una condizione di quasi isolamento, libero di poter creare; allo stesso tempo il mondo fuori, connesso virtualmente, si sente parte integrante dell'evento pur non partecipando fisicamente.

Il mondo della musica elettronica appartiene alla mia biografia sia in senso generazionale che in senso geografico avendo trascorso gli anni dell’adolescenza nei club della Belgrado Underground.

Insieme ad un sound designer cercherò di ricreare l'atmosfera di una Boiler Room all'interno della quale il pubblico- Boilerista assisterà ad una performance che indaga il contesto sociale di cui la mia generazione fa parte.

Giochi di Famiglia | di Biljana Srbljanovic

"Tutti i personaggi di questo dramma sono bambini. Però a tratti invecchiano, o ringiovaniscono, e occasionalmente cambiano sesso. Nessuno se ne meravigli. Gli attori invece non sono bambini. Sono adulti che interpretano parti di bambini che a loro volta giocano a fare gli adulti. Anche questo non dovrebbe stupire nessuno. Ci sono ben altre cose di cui stupirsi." (B.S.)

Le mie origini serbe mi portano ad esplorare testi o personaggi storici che mi permettono di creare un ponte con la mia terra d'origine.

Per il nuovo progetto ho scelto il testo teatrale "Giochi di famiglia" di Biljana Srbljanovic poiché emerge con forza il tema universale della famiglia e soprattutto dell’aggressività che può scatenarsi all'interno di quel microcosmo quando vengono a mancare valori etici e morali.

La partitura drammaturgica del testo affronta lo spaesamento e la perdita d’identità conseguente al periodo storico dei bombardamenti Nato. La mia intenzione è quella di riportare quello stesso sentimento decontestualizzato però da quella che è la storia serba. I protagonisti hanno imparato a muoversi in contesti di violenza che per loro non sono altro che giochi, strumenti attraverso i quali viene letta la realtà che li circonda. Il mio interesse è quello di approfondire le dinamiche di violenza all'interno di determinati contesti sociali.


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DESCRIZIONE INTERVENTO

I fondi raccolti tramite questo intervento verranno utilizzati da Roberto Anglisani per portare a termine il progetto:

"Il Minotauro"

Testo Gaetano Colella

regia Maria Maglietta

interpreti Roberto Anglisani

musiche Mirto Baliani

“Il progetto che Maria Maglietta ed io abbiamo sviluppato, con l’intervento musicale di Mirto Baliani, nasce dall’intento di affrontare il tema della diversità.
Abbiamo innanzitutto cercato di non restringere questo tema ad una diversità specifica, ma abbiamo deciso di parlare della diversità in una forma archetipa.
Per questo ci siamo rivolti a una figura mitologica come il Minotauro.

Anni addietro ero stato colpito dalla lettura de Il Minotauro di Dürrenmatt, dove viene messa in evidenza la solitudine del diverso e il suo desiderio di incontrare l’altro.
Dürrenmatt rinchiude il Minotauro in un labirinto di specchi creando così per lui una finta moltitudine di minotauri che lo circondano, ma che non sono altro che immagini rispecchiate di lui stesso.
I minotauri specchiati danno al Minotauro la sensazione di non essere solo, ma sono così uguali a lui che lo fanno sentire ancora più solo.
Quando arriva Teseo travestito da Minotauro, allora il Minotauro si accorge di avere davanti un diverso da sé. E per la felicità comincia a danzare, e danza la danza della fratellanza, la danza dell’amicizia, e quando si butta a braccia aperte verso Teseo e lo abbraccia, proprio in quel momento Teseo lo pugnala alle spalle.

Un altro testo che ha ispirato il nostro lavoro è il racconto di BorgesAsterione. In questo racconto Borges ci descrive la reazione della gente alla vista del Minotauro che è uscito dal labirinto e cammina nel paese. Le reazioni sono così violente e discriminanti che il Minotauro torna a rifugiarsi nella sua prigione, Il labirinto, creato per difendere gli uomini dal Minotauro e per difendere il Minotauro dagli uomini.
E il labirinto è il centro della nostra creazione.

Il drammaturgo Gaetano Colella ha immaginato un incontro tra il Minotauro e Icaro ragazzino.
I due si incontrano grazie ad un pallone lanciato per sbaglio nel labirinto da Icaro che andrà a recuperarlo e lì vedrà per la prima volta “Il Mostro” di cui tutti hanno paura. Ma Icaro non fugge e piano piano conosce quell’essere rinchiuso, ascolta i suoi racconti e ne diventa amico fino a tentare di difenderlo da Teseo che è venuto per ucciderlo. Non ci riuscirà e non gli resterà altro che difendere il suo amico in un discorso alla città di Creta che non ha saputo ascoltare e quindi non ha potuto conoscere e di conseguenza amare uno dei suoi figli: il Minotauro”.


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DESCRIZIONE INTERVENTO

Claudio Moretti ci propone un nuovo progetto dedicato al mondo dell'infazia e la gioventù ispirato ad alcuni racconti di Angelo Floramo.

Qui di seguito l'incipit del progetto: 

Stelle gialle cadono dal cielo del Friuli.

Progetto di e con Claudio Moretti e Angelo Floramo.

Il 1938 sembra essere una sintesi tragica che segna anche il destino di tanti ebrei friulani, discendenti di famiglie che vivono in queste terre da centinaia di anni. Si tratta di comunità che prosperano a Udine a San Daniele, a San Vito a Gorizia.

Medici, avvocati, finanzieri, professori, ma anche negozianti, operai, impiegati, gente povera o ricca come tutti gli altri. Né più né meno di quanto si trova in tutto il consorzio umano. Anche loro certamente autarchici in tempo di crisi, si prestano vicendevolmente con gli altri friulani, quelli cristiani, la pentola per fare la polenta (cjalderie), dal momento che quello è cibo che non contravviene in nulla la legge di Mosè. La polenta è indiscutibilmente Kosher. Pienamente inseriti nella vita friulana gli ebrei del Friuli parlano in friulano, anzi rubano alla lingua anche qualche parola che finisce in quel calderone musicale e meraviglioso dello yiddish, la lingua dell’esilio.

Qualcuno gode anche di un nome prestigioso, come il barone Elio Morpurgo, classe 1858. Sindaco di Udine dal 1889 al 1895, deputato per il collegio di Cividale fino al 1919 e senatore del Regno nel 1920. A nulla gli servirà l’iscrizione al Partito Nazionale Fascista, dato che nel 1938 perderà ogni diritto di uomo libero e di cittadino. Più tardi, nel 1944, all’età di ottantacinque anni, trascinato a forza giù dalla sedia a rotelle nell’ospedale di Udine in cui era ricoverato per essere gettato dentro un vagone piombato… Il suo corpo senza vita, gettato dal treno in corsa, non sarà nemmeno mai recuperato. E tutti gli altri? Sono in tanti, gente normale per lo più, senza particolare rinomanza o fama: di loro restano le scarpe, gli occhiali, i libri, le borsette, le valigie e i capelli accumulati in qualche mucchio, da qualche parte. Il resto diventerà cenere raccolta dall’aria cattiva che tormenta il cielo dell’Europa di quegli anni………..

 Anche la famiglia Szörényi aveva trovato ospitalità a San Daniele del Friuli, scappando dall’Ungheria delle frecce uncinate, dove i fascisti erano particolarmente spietati. Il cimitero ebraico di San Daniele, costruito presso il lago fin dal XVIII secolo, la bella sinagoga in piazza, la buona nomea del paese, avevano fatto ben sparare la famiglia in un ricovero sicuro. Ma qualcuno fece la spia, facendo valere quelle leggi del ’38. Traditi. Deportati nel 1944 ad Auschwitz. Sono tornati soltanto in due dei nove che partirono: Alessandro e Arianna. Due bambini friulani ebrei scampati all’orrore per ricordarci che contro il male e la presunzione della razza non esiste né vaccino né cura.


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La raccolta fondi per questo intervento sarà indirizzata alla realizzazione dei seguente progetto prpostoci da Nicoletta Taricani:

Per terre e per mari “Un viaggio non pianificato porta a scelte davvero difficili ed i suoi imprevisti sono sfide talvolta inaccettabili”

Il progetto nasce da una serie interviste che Nicoletta Taricani ha personalmente fatto in un centro accoglienza a Roma, il centro MEDU, e presso una comunità africana di Udine. Dalle parole, dalle toccanti storie e dal contatto diretto con le persone sono nate delle musiche raccolte in una suite, volta a raccontare il viaggio verso l’Europa. Le musiche seguono il percorso e lo spettatore dovrà lasciarsi andare con la mente e con il cuore.

L’obiettivo del progetto è sensibilizzare all’ascolto dell’altro.

La proposta vuole estendersi non solo ai teatri, ma anche alle scuole e alle università. Agli istituti si propone anche un piccolo laboratorio di musica dopo il concerto dal vivo, con i musicisti coinvolti nel progetto; il laboratorio, con l’aiuto di una persona che ha affrontato il viaggio, aiuterà a scoprire canzoni e costumi di un’altra tradizione. Si propone inoltre l’installazione di un breve video-arte realizzato da Nicoletta Taricani con la preziosissima collaborazione di Giacomo Vidoni, Nicola Tirelli, Alessio Zoratto e Francesco De Luisa.

Le interviste devono continuare. Si approfitta del canale di diffusione del CSS per arrivare ad altri centri nei quali è possibile un dialogo diretto con i migranti, anche sotto la supervisione di un esperto. Si svolgono in forma autonoma e chi lo desidera, può firmare una liberatoria per consentire la ripresa.


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La raccolta fondi relativa a questo intervento verrà indirizzata al sostegno della produzione teatrale del Teatrino del Rifo.

Manuel Buttus ci inoltra le prime suggestioni del nuovo progetto: 

È UN MONDO DIFFICILE...

E' un mondo difficile... è un’opera prima di Alessandro Dalla Mora, autore emergente che rivela un grande talento come conoscitore dell’animo umano, in storie piene di humor e sensibilità. Dalla Mora è uno dei più quotati manager del vino della nostra Regione e riversa nel suo testo teatrale la sua conoscenza del mondo, i continui viaggi e i mille incontri.

Uno spettacolo di cabaret interpretato da Manuel Buttus, dall’ironia caustica e irriverente, adatto ad una serata di divertente evasione per sorridere dei nostri difetti e delle nostre frenesie.


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I fondi raccolti per questo intervento verranno investiti per la realizzazione della nuova crazione della compagnia Agrupación Señor Serrano  che sarà prodotta da GREC Festival de Barcelona, Teatre Lliure, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Zona K, Groningen Grand Theatre, Monty Kultuurfaktori

LA MONTAGNA

creazione Àlex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal, interpretiperformance Àlex Serrano, Pau Palacios, David Muñiz Lola Bellesproduzioneproduzione GREC Festival de Barcelona, Teatre Lliure, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Zona K, Groningen Grand Theatre, Monty Kultuurfaktorij

“Hai avuto di recente un incontro ravvicinato –
un incontro ravvicinato con qualcosa di molto insolito?”
(Incontri ravvicinati del terzo tipo)

Il 30 ottobre 1938 una nave aliena sbarcò a Grover’s Mill, una città nel New Jersey. Senza dire una parola, i marziani iniziarono ad attaccare con i loro raggi laser la popolazione locale e i primi plotoni dell’esercito che offrirono resistenza. A poco a poco le navi marziane si spostarono verso New York, dove seminarono il panico…
Qualche anno prima, dopo un periodo di forti piogge, una nave si incagliò sulla cima di una montagna. Da essa uscì una schiera di specie colonizzatrici disposte a ripopolare il mondo. Struzzi, formiche, ippopotami e la famiglia di Noè…

Qual è la differenza tra una narrativa fittizia e una narrativa fattuale? Perché sappiamo che una narrazione racconta “fatti reali” e non inventati? Come è costruita “la verità”? Esiste “la verità”? Se non esiste, allora tutti i racconti sono semplici versioni della stessa menzogna?

Quando Mosè scrive di Noè, lo fa copiando il modello delle storie orali del tempo, il veicolo comunicativo che portava la verità e le notizie del momento.

Quando Orson Welles inventò la sua versione radiofonica de “La guerra dei mondi”, lo fece con l’intenzione di allertare gli ascoltatori che la radio, il veicolo campione della verità e della veridicità nel suo tempo, poteva essere convenientemente usata per far passare fatti falsi come fossero veri, per manipolare l’ascoltatore.

Quando Putin sovvenziona il canale televisivo Russia Today, gli hacker Snake APT o imposta un esercito di falsi account Twitter, lo fa per seminare il caos e il dubbio all’interno della narrativa egemonica delle democrazie liberali occidentali e della loro “missione di pace” nel mondo, e quindi per mettere in dubbio “la verità” a beneficio del ruolo della Russia e della
sua politica estera (per far pensare all’annessione della Crimea come inevitabile, ad esempio).

Lavori in corso!


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I fondi che verranno raccolti per questo intervento saranno destinati al lavoro di Paolo Fagiolo, Alan Malusà Magno e Federico Petrei che sarà rivolto al seguente progetto:

AFRO BASALDELLA (una realtà decantata)

Il nostro progetto si impernia intorno alla figura di Afro Basaldella. Uno fra i massimi esponenti dell’avanguardia pittorica italiana ed esposto nei più importanti musei del mondo. Figura elegante, ma anticonformista e poco “social” preferiva parlare attraverso la sua arte. Vissuto nel periodo più difficile del XX secolo (I guerra mondiale, fascismo, II guerra mondiale, guerra fredda), ci ha interessato oltre che per la poetica creativa, anche per la sua biografia. Spunti per affrontare e sviluppare alcuni concetti che ci stanno a cuore: il rapporto fra arte e autonomia di pensiero e quello, sempre delicato, fra artista e potere.

Oltre che come singoli artisti, la nostra ricerca si inscrive all’interno di un più ampio collettivo di attori, musicisti, videomaker e visual designer che si prefiggono di far interagire le discipline di provenienza, con particolare attenzione all’introduzione e utilizzo di nuove tecnologie in campo teatrale e performativo.

In questo progetto specifico musica, parole e azioni sceniche interagiranno con immagini proiettate che tramite l’utilizzo di appositi sensori si modificheranno in relazione ai suoni e ai movimenti scenici


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I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

La raccolta fondi dedicata a questo intervento verrà interamente dedicata al lavoro necessario alla preparazione delle prossime competizioni pianistiche internazionali,  di ricerca, perfezionamento degli studi musicali di Matteo Bevilacqua.

In particolare, i fondi serviranno a coprire i costi di iscrizione e di trasferta dei numerosi concorsi internazionali previsti dal piano di lavoro 2020 (con l'auspicio che si possano svolgere a partire dal prossimo mese di fina maggio).

Inoltre le risorse raccolte verranno investite per la partecipazione a master di specializzazione con maestri di fama internazionale.


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I fondi che verranno raccolti per questo intervento verranno investiti inel lavoro creativo di Massimo Somaglino, che in particolare scrive:

Il progetto che presento a #iosonomecenate e per cui ho bisogno di uno o più mecenati è un progetto fortemente friulano. Consiste in una inconsueta formula scenica, in bilico tra narrazione, reading poetico e guida turistica, nella quale un attore / narratore, accompagnato da un musicista, guida il pubblico in un ‘tour’ che potremmo definire un ‘anello poetico’, nella migliore tradizione dei sentieri montani, che ha per tappe i sepolcri di alcuni tra i maggiori poeti friulani del ‘900. Partenza ed arrivo, dopo 270 chilometri idealmente percorsi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, al cimitero di Casarsa. Tappe: Santa Marizza, Varmo, Chiusaforte, Maranzanis, Navarons, Andreis e di nuovo Casarsa a chiudere il cerchio. Un pellegrinaggio scandito dai ‘genius loci’, i poeti ed il loro rapporto con la terra che li ha prodotti e che oggi li custodisce, che incontrerà paesaggi, paesi, lingue, castelli, trattorie e curiosità, compiuto lasciando un fiore su ogni tomba, ricordando con una poesia ognuna delle straordinarie figure che hanno accompagnato il secolo da poco trascorso nella nostra regione. Un viaggio anche alla ricerca di una possibile ‘identità friulana’, sempre evocata ma forse mai definita esattamente. Verranno recitate poesie in friulano di Pier Paolo Pasolini, Elio Bartolini, Amedeo Giacomini, Pierluigi Cappello, Leonardo Zanier, Novella Cantarutti, Federico Tavan. Un agilissimo allestimento, da portare in ogni sala, in ogni piazza, in ogni scuola, in ogni casa. ‘Poesie, alla fine’. Di e con Massimo Somaglino.


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I fondi raccolti per questo intervento verranno interamente destinati a 

CALL ME WHEN YOU’RE HOME - il nuovo progetto del coreografo e danzatore Francesco Collavino.

La sua cifra stilistica di questo artista friulano si basa sulla multimedialità di sistemi che trova nella “traduzione” il proprio metodo compositivo. Questo approccio gli permette di creare un’azione meno formale, dove l’aspetto morfologico viene sostituito da una fluidità di significati, intesi come sintesi di interazione disciplinare.

L’idea di questo spettacolo di danza contemporanea è quella di utilizzare l’immagine degli astronauti e delle loro esplorazioni come metafora di un rapporto intimo e personale che si realizza nella spazio di una separazione.

In quel momento si avverte il vuoto, la paura della perdita, ma in quel saluto c’è la speranza di giungere in un tempo e in un luogo dove ritrovarsi ancora insieme.

Il titolo infatti è una frase che viene detta sulla soglia del distacco, della partenza, è una formula di protezione che ci accompagna per tutto il viaggio come una grande dichiarazione d’amore. Questo lavoro nasce dal mio desiderio di poter sperimentare in prima persona il training che gli astronauti compiono prima del volo e durante il loro soggiorno spaziale nel tentativo di tradurlo in un ambito coreografico.

Per esaudire questo mio sogno mi sono rivolto al fisico nucleare e biofisico Mario Benassai, che da anni lavora nel settore areospaziale. Benassai ha curato diversi esperimenti scientifici realizzati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e precedentemente, sullo Spacelab, ha partecipo al design ed utilizzo di apparecchiature sperimentali.

Grazie al suo aiuto ho iniziato ad esplorare le condizioni alle quali il corpo viene esposto durante la preparazione e le missioni, ma sopratutto ho iniziato a scorgere quei sentimenti che ci fanno alzare lo sguardo di notte verso il cielo.

La mia osservazione è diventata quindi più romantica e si è spostata da un aspetto più analitico del movimento verso una dimensione più poetica, in particolare su quel vuoto che ci mette in relazione e dove la scelta invita assumere una nuova distanza.

Vedere le cose da lontano, prendere le distanze, non solo ci consente di osservare la totalità del fenomeno (reale e artistico), ma attraverso quella esperienza possiamo anche comprenderlo.

A livello pratico in scena saranno presenti due interpreti tra i quali non ci sarà una vera e propria interazione, se non la relazione che si viene a creare tra i loro corpi sospesi in uno spazio comune. Il lavoro è impostato come fossero due soli distinti, ma che muovendosi possano creare un’unica opera d’insieme. E magari questo porterà anche a un incontro.


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 I fondi raccolti per questo intervento verranno desitnati al prossimo progetto di Rita Maffei, in merito al quale, ci scrive:

Gli altri è uno spettacolo che prende forma da un percorso laboratoriale guidato dalla regista Rita Maffei che impegnerà i cittadini partecipanti – oltre 60 persone - per un anno intero.

 

Abbiamo iniziato nell’autunno 2019 con incontri, ogni quindici giorni, ma il percorso laboratoriale è stato interrotto il 23 febbraio 2020 per l’emergenza sanitaria ed è in attesa di venire ripreso appena sarà possibile, per poi poter entrare in una vera e propria fase di prove più strutturate in vista del debutto, che è previsto durante l’inverno 2020_2021, per la stagione di Teatro Contatto 2020_2021.

Fin dai primi incontri, abbiamo delimitato un ampio campo di indagine e dichiarato una fortissima ispirazione: Gli altri si nutre e ha come imprescindibili punti di riferimento tematici, stilistici, espressivi, alcuni testi dello scrittore, drammaturgo e sceneggiatore austriaco Peter Handke, insignito del Premio Nobel per la letteratura 2019.

 

Ma chi sono, per noi, Gli altri?

A chi abbiamo pensato, chi abbiamo cercato di evocare a ogni nostro incontro, chi ci siamo allenati a mettere in gioco?

Gli altri sono tutti coloro che sono altro da noi, che non rientrano nella ristretta cerchia del nostro mondi di affetti, relazioni, conoscenze, frequentazioni. Non sono i nostri amici, i nostri parenti, i colleghi, i nostri amori.

Con loro condividiamo sempre qualcosa del nostro mondo.

Gli altri non rientrano mai in questi insiemi.

Gli altri ci sono estranei, ci sfiorano, a volte senza che ce ne accorgiamo, altre volte ci colpiscono perché ci irritano, ci invadono, non vogliamo che ci avvicinino.

Gli altri, purtroppo, sono sempre di più le persone con cui non sappiamo relazionarci, se non in negativo. E ci mettono in crisi, perché mostrano una parte di noi che non siamo pronti a vedere e a riconoscere.

E’ un tempo di conflitti, di opposizioni, di intolleranze, quello in cui siamo immersi. E gli altri sono i soggetti verso cui indirizziamo le nostre chiusure, le nostre paure, diffidenze, che si sono a poco a poco trasformate in risentimento, odio, violenza.

Il teatro può essere il luogo dove trasformare questo sentire tipico del nostro tempo storico, può essere la dimensione da cui lanciare una proposta che può sembrare addirittura provocatoria: gli altri ci possono portare in un altrove dove riscoprirsi, dove trovare aprirci al nuovo, a qualcosa che ha valore e porta speranza.

Inevitabilmente il periodo confuso, complesso e drammatico che stiamo vivendo ci sta facendo rileggere il tema del nostro lavoro, facendoci riscoprire la relazione di ognuno di noi con l’altro, in una nuova consapevolezza di comunità.


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I fondi raccolti per questo intervento verranno interamente destinati all'attività creativa di Luigina Tusini, che ci scrive:

Analizzare lo spazio che ci circonda o che viviamo nella realtà o nella finzione scenica teatrale è un argomento che mi ha sempre affascinato perchè non si tratta solo di geometria, disegno o fisica ma è insieme anche soggettività, apparenza, distorsione, inganno, percezione visiva diversa, esigenza soggettiva della psiche.

L'esperienza teatrale degli ultimi 25 anni assieme a quella pittorica degli ultimi 30 mi hanno portato a pensare che ogni giorno abbiamo una diversa concezione dello spazio dipendente da mille fattori come l'esperienza, la volontà di vedere o non vedere le cose, il punto di vista (geometrico e della psiche), l'esigenza della dimensione piccola o grande dello spazio, la visione soggettiva del concetto di vuoto e pieno.

Un percorso su questo argomento ho avuto modo di esercitarlo in varie situazioni come allestimenti, scenografie, laboratori per insegnanti e per alunni e nelle Case Circondariali di Gorizia e Udine ed è stata un'esperienza sempre diversa perchè appunto diverse erano le persone e diversi erano gli spazi nei quali operavamo.

Questo progetto ha lo scopo di realizzare 10 video documentativi (2 per 5 argomenti) del lavoro scenografico/pittorico sul tema dello spazio:

1) spazio pieno/vuoto

2) spazio reale/mentale

3) micro/macro spazio

4) fuori/dentro lo spazio, (concetto di confine)

5) relazione tra mutamento dello spazio nello scorrere del tempo


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I fondi raccolti per questo intervento verranno interamente assegnati a Giuliano Scarpinato, Emanuele Del Castillo e Beatrice Casiroli a sostegno del loro lavoro creativo indirizzato in particolare alla prossima produzione:

A + A. Storia di una prima volta

ideazione, regia, costumi_Giuliano Scarpinato; drammaturgia_Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori; con_Emanuele del Castillo e Beatrice Casiroli; dance dramaturg_Gaia Clotilde Chernetich; progetto video_Daniele Salaris; scene_Diana Ciufo; luci, suono_Giacomo Agnifili; produzione_CSS / Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Istituto Italiano di Cultura Parigi

“Angèl
non è come gli altri
non sa come si fa a scambiarsi la pelle, togliersi la buccia
spremere la polpa
un bacio, non lo sa cos’è.
Angèl non sa dove finisce il suo corpo, ha un ciuffo fuori posto
e la camicia stropicciata, sempre.
Angèl è suo e di nessun altro.”

A. e A. hanno 15 e 17 anni. Sono una ragazza e un ragazzo come tanti, vivono le proprie vite dividendosi tra la scuola, una comune passione per la musica, lo sport e tutto il resto. Sono pieni di sogni, incertezze, dubbi e aspirazioni. E non hanno ancora fatto l’amore.
In classe invece non si parla d’altro; i compagni raccontano di imprese eroiche, sembrano esperti e sicuri di sé, pare conoscano a menadito ogni dettaglio di quello che succede sotto le lenzuola. Ma dove hanno imparato, si chiedono A. e A.?
In famiglia è praticamente impossibile affrontare l’argomento, davvero imbarazzante, e a scuola si parla solo, ogni tanto, di malattie e gravidanze indesiderate. Ma cos’è allora, veramente, il sesso tra due persone? È quello che ogni tanto A. e A. hanno intravisto nei video pornografici, sul telefono di qualcuno all’ora di educazione fisica o nel cortile dopo scuola?
Bisognerà davvero fare quelle cose assurde, quando si rimane soli in una stanza? Ed essere così “giusti” sotto le magliette, così perfetti, e così pronti negli occhi e nelle parole? Ma poi quali parole, quali dire?
Angèl è il viaggio di due adolescenti come tanti alla scoperta dell’intimità; un viaggio avventuroso e pieno di sorprese, in cui A. e A. dovranno destreggiarsi tra falsi miti, “sentito dire”, paure ed ansie da prestazione, per giungere insieme a qualcosa di nuovo, unico, speciale ed irripetibile.

Per ulteriori info: http://www.cssudine.it/produzioni/1201/a-a.-storia-di-una-prima-volta


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I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

I fondi raccolti per questo intervento verranno interamente devoluti all'Attore Gabriele Benedetti per la sua attività creativa e di ricerca.

Qui di seguito Gabirele Benedetti scrive: 

Perché io dovrei esser finanziato da possibili, novelli, mecenati? Ma forse perché già in tempi normali sono poco finanziato (figuratevi adesso), mi sembra la ragione più giusta. Mi è difficile rispondere, perché la cosa che mi è più ostica, in questo periodo, è proprio lavorare per i progetti futuri che avevo oramai nel passato. Infatti in questo isolamento non mi fa fatica leggere libri, studiare, guardare film o spicciare casa, no, mi fa fatica appena mi metto a lavorare su un progetto, mi blocco quasi subito, butto giù qualche frase e basta, sì, magari più volte al giorno, ma non riesco a procedere metodicamente ed organicamente. Non credo di esser l’unico creativo a trovarsi in questa situazione.

Comunque un progettino c’è, giocoforza in fieri, per quanto appena detto.

La prima, per cercare il prima possibile, di ritornare al teatro, quello vero, potrebbe essere fare uno spettacolo tutti bardati a norma, da capo a piè, attori e spettatori, così finalmente potremmo di nuovo stare vicini l’uno all’altro e magari persino abbracciarci, ritrovando la comunicazione vera del teatro, che non può vivere virtualmente, perché è strutturalmente un’altra cosa.


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I teatri sono chiusi, ma il contributo dell’Arte in tutte le sue forme deve continuare a essere forte e presente, un punto di riferimento per la società. Un motore che la mantiene viva, civile, responsabile, solidale e creativa.

Il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG ritiene prioritario impegnarsi per dare subito una risposta che possa contribuire a superare responsabilmente lo stato di forte crisi che investe i lavoratori dello spettacolo, gli artisti, registi, attori, musicisti, tutte le figure di collaboratori artistici e i tecnici del settore che non possono più andare in scena dal vivo.

Nasce così #iosonoMecenate, un’iniziativa che darà la possibilità al CSS, come centro di produzione teatrale, ma anche a comuni cittadini, a privati, aziende, associazioni, di dare un importante contributo: affrontare l’emergenza che stiamo vivendo pensando anche alla categoria più fragile e direttamente colpita del mondo dello spettacolo, sostenendo il lavoro degli artisti, sia creativo che in termini economici.

I fondi raccolti per questo saranno interamente destinati al Coro Popolare della Resistenza