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Attività principali dell'istituzione

La Fondazione Teatro Metastasio ha sede a Prato e gestisce quattro sale teatrali: Metastasio, Fabbricone, Fabbrichino e Magnolfi.
Il Teatro Metastasio, che è la sede principale, è stato progettato da Luigi De Cambray Digny e finito di costruire nel 1830. Dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale è stato chiuso per lavori di ristrutturazione nel 1956 e riaperto nel 1964. La gestione fu data in esclusiva al Comune di Prato e la guida affidata a Montalvo Casini dal 1965 al 1986. Nel 1987 è nato il Consorzio Teatro Metastasio e nel 1994 è stata costituita la Fondazione Teatro Metastasio, e la direzione affidata a Massimo Castri. Successivamente il Comune di Prato iniziò a condividere la gestione con la Regione Toscana e la Provincia di Prato. Nel 1998 il Dipartimento dello Spettacolo ha riconosciuto la Fondazione Teatro Metastasio come Teatro Stabile Pubblico della Toscana. Dopo Massimo Castri si sono succeduti alla direzione Renato Borsoni, Massimo Paganelli, Massimo Luconi, Josè Sanchis Sinisterra, Federico Tiezzi e Paolo Magelli. Attuale direttore, da novembre 2015, è Franco D'Ippolito. Dal 2015 il Metastasio è riconosciuto dal Ministero per i beni e le attività culturali con la qualifica di Teatro di Rilevante Interesse Culturale.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


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COSTO COMPLESSIVO 50.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Lo spettacolo “L’armata Brancaleone” con la drammaturgia e regia di Roberto Latini, artista pluripremiato con il Premio Sipario 2011, Premio UBU 2014 e 2017, Premio della Critica 2015, sarà l’evento di apertura della Stagione teatrale 2021/22 del Teatro Metastasio di Prato.

L'ARMATA BRANCALEONE
drammaturgia e regia Roberto Latini
musica e suoni Gianluca Misiti
scene Luca Baldini
luci e direzione tecnica Max Mugnai
assistente alla regia Alessandro Porcu
con Elena Bucci, Roberto Latini, Claudia Marsicano, Ciro Masella, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Marco Sgrosso, Marco Vergani
produzione Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione

L’armata Brancaleone non è un film. Forse, non lo è mai stato.
L’amata Armata è qualcosa che nel tempo è riuscita in un altrove; ne è uscita più volte, e ci ha chiamati lì fuori, a raggiungerla, aspettandoci.
Lo spettacolo non tenta la trasposizione scenica del film, il teatro come linguaggio cercherà di intercettare le invenzioni linguo-grammaticali della sceneggiatura originale. Si tratterà di evocare un processo produttivo, non di trasferire sul palcoscenico il film.
Age e Scarpelli e Monicelli hanno inventato un’immaginazione.
Hanno convocato parole e le hanno rinominate, ribattezzate, nella grammatica aulicoburina di bambini adulti impegnatissimi nella serietà di un gioco antico e modernissimo.
L’Armata sembra avere uno spettatore ideale: noi bambini, al riparo dall’età, che inquadriamo ogni inquadratura dal nostro punto di vista.
Le scene saranno affrontate come pagine dalla letteratura contemporanea e questo è quanto di più stimolante può accaderci. Saremo in un’astrazione concretissima a favore del gioco serio che abbiamo imparato da film come l’Armata Brancaleone.
Per gli anni passati alla ricerca della parola senza le parole, a scavare tra il senso e suono, a cercare di toccarle le parole, tra il respiro e la capacità che hanno i grandi testi di tacersi, dopo i recenti Pirandello, Cantico dei Cantici, Goldoni, la maestria di Testori, arrivo a Brancaleone sperando di esservi ammesso come un bambino tra bambini che giocano in cortile.
Roberto Latini


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COSTO COMPLESSIVO 250.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima di essere accaduto. Rainer Maria Rilke

CONTEMPORANEA FESTIVAL è un progetto culturale che si sviluppa attraverso diverse direzioni con percorsi aperti ai numerosi ambiti delle arti della scena. Una proposta culturale intesa come momento di costruzione, di incontro, di sviluppo creativo, collegata a circuiti internazionali e parte della programmazione del Teatro Metastasio.
CONTEMPORANEA ha disegnato nei diversi anni della sua attività infinite traiettorie, costruendo reti, progettualità, strategie; ogni edizione si è caratterizzata per la ricerca di nuovi spazi di progetto, come spesso inediti, intrecciati e indisciplinati sono stati i linguaggi, le storie raccontate, le suggestioni offerte.

Un FESTIVAL come aggregatore di un'idea di cultura in continuo movimento, un luogo che raccoglie percorsi artistici, nazionali e internazionali, provenienti dalle diverse discipline, dove la trasversalità dei linguaggi caratterizza in maniera consistente la ricerca compositiva e le metodologie della visione. Un'idea complessa e articolata che non si ferma alla sola realizzazione dell'evento ma fonda le basi per costruire una nuova comunità, pronta a difendere le proprie conquiste, passo dopo passo, acquisizione dopo acquisizione.

Le numerose ospitalità internazionali, l'adesione a network europei, le diverse connessioni sul territorio, il dislocamento nella città, le collaborazioni artistiche, la qualità dei lavori, costruiscono una geografia ricca e complessa e potenziano la relazione e il legame, o la giusta distanza, tra l'opera e lo spettatore. Siamo certi che la situazione attuale e le necessità di questo tempo ci portano a ripensare il collegamento tra l'artista e il pubblico, tra l'opera e l'esperienza dello spettatore, tra il processo della creazione e il senso di comunità, chiedendo alle parti di assumere un diverso posizionamento, un movimento dall'interno a favore di una dimensione che possa rendere ancora presente il potenziale di trasformazione della scena, della cultura, dell'arte.


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COSTO COMPLESSIVO 50.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La programmazione jazz è sempre stata un tratto distintivo del Teatro Metastasio: fin dalla sua riapertura nel dopoguerra, avvenuta al ritmo swing di Louis Armstrong. Da allora è stato un susseguirsi di grandi stelle internazionali, che andavano a punteggiare, insieme ai concerti classici, la prevalente attività di prosa. La lista dei nomi è nota - da Duke Ellington a Sun Ra - e conferma che negli anni Sessanta e Settanta Prato e il Teatro Metastasio erano al centro di un'importante rete internazionale di concerti.

Si trattava però di una o due occasioni all'anno, non soggette ad alcuna logica di program­mazione, ma comunque in grado di intercettare alcune delle più grandi stelle del jazz.

È dal 1995 che la rassegna ha assunto un carattere sistematico, con il marchio Metastasio Jazz: una serie di concerti distribuiti nei lunedì di febbraio - quando il teatro è a riposo dalla sua attività istituzionale -, preceduti la domenica mattina da conferenze introduttive. Chi scrive tenne per due anni le conferenze, per poi essere chiamato nel 1997 alla direzione della rassegna. Inizialmente tutto ruotava intorno a un nucleo di tre promettenti musicisti: il pianista Stefano Bollani, il contrabbassista Antonio Licusati e il batterista Andrea Melani, che arricchivano le conferenze del mattino e poi fornivano la base d'accompagnamento per i solisti del lunedì sera. Il clamoroso successo di pubblico dei primi due anni sollecitava un progetto culturale di più ampio respiro. La trasformazione in Teatro Stabile rendeva ancora più logico l'orientamento alle produzioni e ai progetti pensati per il Metastasio. La rassegna si è così svi­luppata secondo una formula che ne ha segnato il crescente successo: dai tre ai quattro con­certi a febbraio preceduti da altrettante conferenze; programmi dipanati su tematiche mai pre­testuose ma in grado di stimolare la voglia di scoperta, la riflessione critica e la partecipazione emotiva del pubblico; produzioni originali o artisti in esclusiva; collaborazioni con altre istituzioni, dalla Scuola di Musica Verdi alla Società Fioravanti, al Museo Pecci, al Musicus Concentus di Firenze; mostre, attività convegnistiche, produzioni discografiche. Ad un tratto i concerti sono letteralmente raddoppiati, con i concerti aperitivo della domenica mattina - seguiti da un pub­blico fedele ed affezionato - a rendere ancora più ricca la rete di rimandi culturali tra i concerti. Metastasio Jazz è assurta a riferimento tra le rassegne jazzistiche italiane, segnalata dalla critica come il luogo dove si fugge dalle soluzioni preconfezionate, dove si scoprono artisti nuovi (si pensi al ruolo avuto nella conoscenza in Italia di Vijay lyer, oggi acclamato in tutto il mondo), dove il pubblico è disposto all'azzardo, dove la musica viene prodotta e ascoltata in condizioni, anche acustiche, ideali, dove - in buona sostanza - c'è un progetto culturale che coinvolge e diverte.


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COSTO COMPLESSIVO 400.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Teatro Metastasio di Prato ha istituito un gruppo di 15 artisti (GLA, Gruppo di Lavoro Artistico), cui vengono garantiti residenzialità, continuità di lavoro e studio e progettazione comune per un tempo medio-lungo, a fronte di una produzione plurale, finalizzata non solo al palcoscenico ma anche alla radio e alla tv.

Scritturati continuativamente per otto mesi da ottobre 2020 a maggio 2021, i dieci interpreti – Roberto Abbiati, Monica Demuru, Oscar De Summa, Ilaria Marchianò, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Arianna Pozzoli, Francesco Rotelli, Paola Tintinelli, Luca Zacchini – e  i 5 registi – Chiara Callegari, Massimiliano Civica, Roberto Latini, Claudio Morganti e Clio Saccà – sono al lavoro per allestire spettacoli di prosa (sperando sia presto possibile metterli in scena), registrazioni di radiodrammi, radio-melodrammi e di trasmissioni radiofoniche di “arte varia”, produzioni di pillole video e di uno sceneggiato televisivo in bianco e nero in quattro puntate.

La produzione radio del GLA è contenuta all’interno del progetto L’ARTE INVISIBILE, a cura di Rodolfo Sacchettini, e prevede 16 appuntamenti messi in onda dal novembre a aprile da Rete Toscana Classica fruibili anche sul sito del Met, sulle sue pagine social e sul suo canale youtube.

Radiodrammi e adattamenti radiofonici, divagazioni artistiche sul Rigoletto e serate di varietà radiofonico compongono il programma di produzione originale che contribuisce a recuperare e rinnovare una ricca, ma troppo spesso dimenticata, tradizione di composizione artistica pensata appositamente per la radio.

La produzione televisiva, METinTV(aPrato), coordinata da Giacomo Forte in collaborazione con Tv Prato, prevede pillole video, instant movie e uno sceneggiato in bianco e nero come negli anni’ 60.

Dopo aver già avviato e poi forzatamente interrotto la messa in onda di pillole promozionali per la presentazione degli spettacoli previsti nel cartellone fino a dicembre, a partire dal 16 novembre e fino alla fine di dicembre, ogni lunedì e giovedì alle ore 19, andranno in onda dodici puntate di Posto di Sblocco, format ideato dalla compagnia gli Omini che intercetta gli abitanti di Prato nelle vie cittadine per raccogliere sfoghi, mancanze e paure di questo tempo (successivamente visibili anche sul sito del Met, sulle sue pagine social e sul suo canale youtube).

Quattro puntate con cadenza mensile a partire da gennaio saranno poi la cornice dello sceneggiato Il giornalino di Maigret con la regia di Massimiliano Civica e la sceneggiatura di Armando Pirozzi, un lavoro che partendo dall’idea di una parodia dei vecchi sceneggiati italiani anni ’60, si immagina una inchiesta del Maigret di Gino Cervi nel collegio di Gian Burrasca, dove, tra l’altro, i bambini sono costretti a mettere in scena i racconti mensili del libro Cuore.


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COSTO COMPLESSIVO 350.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Con la realizzazione di questo progetto, che parte dalla constatazione del grande divario tecnologico fra i palcoscenici e gli allestimenti italiani e quelli europei, il Metastasio vuole rinnovare tecnologicamente i suoi spazi teatrali così da consentire ad artisti e tecnici di creare allestimenti contemporanei che utilizzino nuovi materiali (scenotecnici, illuminotecnici, fonici, video), nuovi strumenti e modalità di interazione, nuove attrezzature, con particolare attenzione alla sostenibilità energetica e ambientale. 

Il progetto ruota attorno ai teatri Metastasio e Fabbricone di Prato, dove le nuove soluzioni tecnologiche ed organizzative e i percorsi formativi verranno applicate, definendo un format replicabile per altri sistemi territoriali e altri contesti artistici.

Da un punto di vista tecnologico, il progetto identifica e sviluppa delle soluzioni basate sull’innovazione dei materiali e delle tecniche di riproduzione della luce e del suono che sono in grado di potenziare la scena e le possibilità espressive dell’attore. L’obiettivo è quello di riuscire ad utilizzare i risultati delle due componenti tecnologica e organizzativa/di formazione nel processo artistico, organizzativo e tecnico di una nuova produzione del Metastasio, costruendo così un “modello” da mostrare all’intera filiera produttiva dello spettacolo dal vivo e da presentare al pubblico, affinché possano verificarsi le condizioni di replicabilità in altri soggetti produttivi e di fronte ad altri pubblici. 

Le innovazioni introdotte nel processo creativo-produttivo renderanno possibili: l’utilizzo più ampio e differenziato dell’area palcoscenico; il miglioramento energetico dei teatri; processi gestionali più agilmente condivisibili fra i settori operativi; l’alleggerimento dei carichi di lavoro del personale tecnico; l’apertura del lavoro creativo artistico a linguaggi tecnologicamente avanzati; il miglioramento delle competenze tecniche e organizzativo-gestionali dei lavoratori dello spettacolo dal vivo; messinscene più aderenti all’immaginario contemporaneo dello spettatore.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


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COSTO COMPLESSIVO 1.000.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Le parole d'ordine dei prossimi mesi sono Agilità e Flessibilità, per far vivere ad artisti e spettatori non l'eccezionalità delle limitazioni, ma una diversa normalità. Senza gli artisti e gli spettatori non c'è ripartenza e per questo il MET propone loro un nuovo patto "spettatoriale" di cura e benessere, di piacere e bellezza. A cominciare dagli spazi che, dovendo riaprire con il distanziamento fisico, vedono limitata la capienza a circa un terzo: il Metastasio a circa 220 spettatori, il Fabbricone a circa 140, il Magnolfi a una trentita, mentre il Fabbrichino con la possibilità di accogliere una decina di spettatori non è, almeno in riparteza, sostenibile.

Il MET ha deciso di lavorare non sul tempo tradizionale della "stagione teatrale", ma su due blocchi di programma, un PRIMO MOMENTO settembre/dicembre 2020 e un SECONDO MOMENTO gennaio/maggio 2021 (che sarà illustrato a fine ottobre).  Il PRIMO MOMENTO partirà, come di consueto, con il festival Contemporanea e con la presenza nei festival italiani di NAUFRAGIUM, ABOUT LOLITA e LE GATTOPARDE. Al Fabbricone dall'8 all'11 ottobre arriverà NAUFRAGIUM di Sonia Antinori con Silvia Gallerano, poi al Magnolfi dal 22 al 25 ottobre debutterà in prima assoluta TUTTA LA VITA di Amor Vacui. Il primo spettacolo al Metasasio sarà DON JUAN, creazione per sedici danzatori dell'Aterballetto, coreografia del maestro Johan Inger e musiche di Marc Alvarez, dal 29 ottobre al 1° novembre. Torneremo al Fabbricone dal 4 all'8 novembre per OTTANTANOVE di Elvira Frosini e Daniele Timpano che saranno in scena, per la prima volta, con Marco Cavalcoli. Poi al Metastasio dal 12 al 15 novembre ritroveremo Massimo Popolizio con il suo bellissimo FURORE, dal romanzo di Steinbeck, seguito dal 26 al 29, per l'anno felliniano, da Valter Malosti che presenterà GIULIETTA di Federico Fellini nell'adattamento di Vitaliano Trevisan con la bravissima Roberta Caronia. Al Magnolfi toccherà a IPPOLITO CHIARELLO, l'ideatore del barbonaggio teatrale, pratica diffusa ormai in tutta Europa, aprire le Piacevoli Conversazioni dal 18 al 22 novembre con tre suoi spettacoli Fanculopensiero stanza 510, Club27 e il pluripremiato ed amato Mattia e il nonno, presentato anche tout public per il Met Ragazzi. A dicembre al Fabbricone dal 3 al 6 debutterà NON TRE SORELLE di Enrico Baraldi, regista neodiplomato vincitore del bando Davanti al Pubblico '20 e poi dal 10 al 13 dicembre al Metastasio un'altra proposta insolita, il PINOCCHIO delle marionette dei Colla, che vogliamo riunisca le generazioni davanti al miracolo di questa grande storia per tutti. L'anno si chiuderà al Fabbricone dal 15 al 20 dicembre con LE GATTOPARDE (l'ultima festa prima della fine del mondo) dal romanzo di Tomasi di Lampedusa e dal film di Luchino Visconti, con le ormai mitiche Nina's Drag Queens. 


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COSTO COMPLESSIVO 250.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il tempo è l’elemento che è stato costantemente al centro degli accadimenti di questo difficile periodo che abbiamo attraversato; certo, la pandemia non appartiene alla sfera del concettuale o dell’immaginario, è qualcosa di tangibile, tragico, spaventoso, mostruoso, ma possiamo affermare con una certa sicurezza che il racconto che ne è stato fatto ha un riferimento costante con le dinamiche del tempo.

C’è una condizione prima dell’emergenza sanitaria: troppo poco tempo a disposizione, quante volte ci siamo lamentati di non avere abbastanza tempo per fare tutto. Poi, il lockdown, tutto cambia: troppo tempo libero, siamo padroni di un tempo nuovo, infinito, quasi un horror vacui. Il punto è che abbiamo continuato ad agire quasi con le stesse modalità ma il nostro fare è stato palesemente senza senso, i nostri comportamenti sono risultati compulsivi e stereotipati, la sensazione è che abbiamo proseguito quasi per forza d’inerzia. Abbiamo agito secondo abitudini e consuetudini di cui però, nell’intimo, non ravvisiamo più il significato e le finalità.

Come non pensare oggi alla riflessione avviata nelle scorse edizioni, Vivere al tempo del crollo, con al centro della progettazione una profonda analisi che esaminava tutti quei processi creativi che osservano e analizzano la complessità del nostro tempo, un’intuizione che oggi stupisce anche noi stessi e che assume un significato profondo.

Contemporanea Festival_20 s’inserisce in un quadro decisamente diverso e imprevedibile, come eccezionale è la realtà che stiamo attraversando. Lo stato delle cose ci ha imposto uno sforzo di immaginazione straordinario, dove la nuova progettazione dei luoghi richiede una diversa modalità di fruizione e di comunicazione per accogliere gli spettatori in un nuovo paradigma spaziale. In questo quadro, fondamentale è stata l’attenzione rivolta alla capacità di riscrivere, produrre e reinventare il processo creativo da parte di tante artiste e artisti, a cui abbiamo affidato il compito di interpretare lo spazio della scena condizionato dai nuovi codici. Ancora una volta ci siamo affidati alla loro visione poetica e politica del nostro mondo, alla loro connaturata essenza di continuare a svolgere quella funzione di sguardo imprevedibile. Questi i protagonisti della prossima edizione: Milo Rau/IIPM, Davide Valrosso, Teatro delle Ariette, TPO/MET, Masako Matsushita, Olimpia Fortuni, Agrupacion Senor Serrano, Claudia Caldarano, Elisabetta Consonni, Kinkaleri, Greta Francolini, Giorgia Ohanesian Nardin, Vico Quarto Mazzini, Industria Indipendente, Luna Cenere, Trickster_p, Massimiliano Civica/MET, Sergio Blanco, Marco Chenevier, Alessandro Sciarroni, Laura Simi/Silenda. Gli incontri, i momenti teorici di approfondimento, le esperienze laboratoriali, le conferenze, i seminari di studio, le produzioni site specific, sono le azioni che ci guideranno per tutta la durata del progetto.


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Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 350.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Con la realizzazione di questo progetto, che parte dalla constatazione del grande divario tecnologico fra i palcoscenici e gli allestimenti italiani e quelli europei, il Metastasio vuole rinnovare tecnologicamente i suoi spazi teatrali così da consentire ad artisti e tecnici di creare allestimenti contemporanei che utilizzino nuovi materiali (scenotecnici, illuminotecnici, fonici, video), nuovi strumenti e modalità di interazione, nuove attrezzature, con particolare attenzione alla sostenibilità energetica e ambientale. 

Il progetto ruota attorno ai teatri Metastasio e Fabbricone di Prato, dove le nuove soluzioni tecnologiche ed organizzative e i percorsi formativi verranno applicate, definendo un format replicabile per altri sistemi territoriali e altri contesti artistici.

Da un punto di vista tecnologico, il progetto identifica e sviluppa delle soluzioni basate sull’innovazione dei materiali e delle tecniche di riproduzione della luce e del suono che sono in grado di potenziare la scena e le possibilità espressive dell’attore. L’obiettivo è quello di riuscire ad utilizzare i risultati delle due componenti tecnologica e organizzativa/di formazione nel processo artistico, organizzativo e tecnico di una nuova produzione del Metastasio, costruendo così un “modello” da mostrare all’intera filiera produttiva dello spettacolo dal vivo e da presentare al pubblico, affinché possano verificarsi le condizioni di replicabilità in altri soggetti produttivi e di fronte ad altri pubblici. 

Le innovazioni introdotte nel processo creativo-produttivo renderanno possibili: l’utilizzo più ampio e differenziato dell’area palcoscenico; il miglioramento energetico dei teatri; processi gestionali più agilmente condivisibili fra i settori operativi; l’alleggerimento dei carichi di lavoro del personale tecnico; l’apertura del lavoro creativo artistico a linguaggi tecnologicamente avanzati; il miglioramento delle competenze tecniche e organizzativo-gestionali dei lavoratori dello spettacolo dal vivo; messinscene più aderenti all’immaginario contemporaneo dello spettatore.


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Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 50.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La programmazione jazz è sempre stata un tratto distintivo del Teatro Metastasio: fin dalla sua riapertura nel dopoguerra, avvenuta al ritmo swing di Louis Armstrong. Da allora è stato un susseguirsi di grandi stelle internazionali, che andavano a punteggiare, insieme ai concerti classici, la prevalente attività di prosa. La lista dei nomi è nota - da Duke Ellington a Sun Ra - e conferma che negli anni Sessanta e Settanta Prato e il Teatro Metastasio erano al centro di un'importante rete internazionale di concerti.

Si trattava però di una o due occasioni all'anno, non soggette ad alcuna logica di program­mazione, ma comunque in grado di intercettare alcune delle più grandi stelle del jazz.

È dal 1995 che la rassegna ha assunto un carattere sistematico, con il marchio Metastasio Jazz: una serie di concerti distribuiti nei lunedì di febbraio - quando il teatro è a riposo dalla sua attività istituzionale -, preceduti la domenica mattina da conferenze introduttive. Chi scrive tenne per due anni le conferenze, per poi essere chiamato nel 1997 alla direzione della rassegna. Inizialmente tutto ruotava intorno a un nucleo di tre promettenti musicisti: il pianista Stefano Bollani, il contrabbassista Antonio Licusati e il batterista Andrea Melani, che arricchivano le conferenze del mattino e poi fornivano la base d'accompagnamento per i solisti del lunedì sera. Il clamoroso successo di pubblico dei primi due anni sollecitava un progetto culturale di più ampio respiro. La trasformazione in Teatro Stabile rendeva ancora più logico l'orientamento alle produzioni e ai progetti pensati per il Metastasio. La rassegna si è così svi­luppata secondo una formula che ne ha segnato il crescente successo: dai tre ai quattro con­certi a febbraio preceduti da altrettante conferenze; programmi dipanati su tematiche mai pre­testuose ma in grado di stimolare la voglia di scoperta, la riflessione critica e la partecipazione emotiva del pubblico; produzioni originali o artisti in esclusiva; collaborazioni con altre istituzioni, dalla Scuola di Musica Verdi alla Società Fioravanti, al Museo Pecci, al Musicus Concentus di Firenze; mostre, attività convegnistiche, produzioni discografiche. Ad un tratto i concerti sono letteralmente raddoppiati, con i concerti aperitivo della domenica mattina - seguiti da un pub­blico fedele ed affezionato - a rendere ancora più ricca la rete di rimandi culturali tra i concerti. Metastasio Jazz è assurta a riferimento tra le rassegne jazzistiche italiane, segnalata dalla critica come il luogo dove si fugge dalle soluzioni preconfezionate, dove si scoprono artisti nuovi (si pensi al ruolo avuto nella conoscenza in Italia di Vijay lyer, oggi acclamato in tutto il mondo), dove il pubblico è disposto all'azzardo, dove la musica viene prodotta e ascoltata in condizioni, anche acustiche, ideali, dove - in buona sostanza - c'è un progetto culturale che coinvolge e diverte.


NOTE Intervento archiviato


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Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 150.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Animato dalla stessa volontà esplorativa e pioneristica di Contemporanea Festival, il progetto del Teatro Metastasio dedicato alle nuove generazioni, Met Ragazzi, traccia una speciale connessione con la proposta del festival, mettendo in relazione i diversi ambiti di riferimento con un singolare processo di avvicinamento. Un progetto articolato che si dirama in percorsi aperti ai differenti aspetti delle arti della scena, cercando di indagare i linguaggi della rappresentazione attraverso l'interazione di autori e artisti provenienti da varie discipline. Met Ragazzi ha tracciato negli anni una linea indelebile nella storia culturale e civile di questo territorio e ha rappresentato un importante fattore di crescita e confronto per la comunità estesa di bambini, ragazzi, adolescenti, operatori, insegnanti e genitori.   

L'attività svolta ha permesso nel tempo di delineare un percorso originale nel quale si intrecciano sapientemente pratiche ed esperienze differenziate, un progetto incentrato sul rapporto tra Arte-Infanzia che ha acquisito competenze e originalità sempre più specifiche, rendendo la proposta unica nel suo genere. Veri e propri progetti d'arte di compagnie che hanno sviluppato una poetica rivolta al mondo dell'infanzia, resa possibile anche grazie al lavoro di artisti provenienti da diversi settori.

L'impegno costante di questi anni nel qualificare i programmi ha fatto maturare una sensibilità diffusa su tutto il territorio provinciale, rendendo questo appuntamento sempre più irrinunciabile per tutto il pubblico vasto.

La stagione 2019/20 ospita una selezione tra le compagnie più rappresentative della produzione nazionale: Crest, Aline Nari/Aldes, Factory Compagnia/Transadriatica Teatro, Teatro del Piccione, Kanterstrasse, Teatro Gioco Vita, Principio Attivo Teatro, Fontemaggiore/Occhisulmondo, Roberto Abbiati, Compagnia dei Somari, Teatro delle Briciole/Sotterraneo, Compagnia Teatrale Piccoli Principi, La Luna nel Letto, Teatro Sosta Palmizi/I Nuovi Scalzi, oltre alla tradizionale coproduzione tra la Compagnia TPO e il Teatro Metastasio.


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Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 250.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

In una definizione di qualche tempo fa, si affermava che il contemporaneo "è uno spazio temporale che si colloca tra il passato e il futuro rispondendo alle urgenze del presente". Sono convinto che questa definizione ben rappresenti l'idea che ha guidato la nascita e lo sviluppo di Contemporanea. Un progetto di festival che si è definito secondo le necessità dei diversi momenti e che dopo precedenti formati ha trovato nel 1999 la sua forma definitiva in Contemporanea Festival. Un lungo percorso di trasformazione che ha permesso negli anni di trovare un equilibrio permeabile tra il progetto artistico e la comunità diffusa di riferimento. Una proposta culturale integrata nella città, in dialogo tra luoghi e istituzioni, collegata a circuiti internazionali e da sempre parte strutturale, sguardo sul futuro della programmazione del Teatro Metastasio, perfettamente in linea con la vocazione storica di questo territorio quasi a diventarne un esempio prioritario, preso a modello. Un festival come aggregatore di un'idea di cultura in continuo movimento che raccoglie percorsi artistici, nazionali e internazionali, provenienti dalle diverse discipline dove la trasversalità e interdisciplinarietà dei linguaggi caratterizza in maniera consistente la ricerca compositiva e le metodologie della visione. Un'idea complessa che non si ferma all'evento, ma costruisce un'idea di comunità, che poi dovrà essere capace di difendere le proprie conquiste, passo dopo passo, acquisizione dopo acquisizione.

Contemporanea Festival19 compie vent'anni di storia, un traguardo inimmaginabile al principio di questo lungo cammino, forse oggi ancora più importante visto l'andamento dei nostri tempi. Quest'anno il festival prosegue la riflessione avviata nelle scorse edizioni Vivere al tempo del crollo; al centro della progettazione ancora una profonda analisi che tende a esaminare tutti quei processi creativi che osservano, analizzano, traducono la complessità del nostro tempo. In questa nuova edizione l'attenzione è rivolta in modo prevalente al pensiero delle donne, alla loro visione politica del mondo. Abbiamo affidato al loro processo creativo il compito di accompagnarci nella lettura di un tempo e uno spazio per noi intraducibile, perché composto da codici nuovi, lontani da stereotipi e condizionamenti culturali. Le artiste e gli artisti internazionali che hanno accolto il nostro invito sono: Rimini Protokoll, Marlene Monteiro Freitas, Agrupacion Senor Serrano, Joris Lacoste/Elise Simonet, Phia Mènard, Mallinka Taneja, Miet Warlop, Ooana Doherty, Cecilia Bengolea, Compagnie Didier Théron, oltre a artiste e artisti italiani: Annamaria Ajmone, Alessandro Sciarroni, Silvia Gribaudi, Daria Deflorian, Silvia Costa, Sara Leghissa, Rita Frongia, Elena Bucci, Francesca Macrì, Katia Giuliani, Elisa Pol, Chiara Bersani, Licia Lanera, Chiara Lagani, Ilaria Drago, Francesca Banchelli, Luna Cenere, Ginevra Panzetti/Enrico Ticconi, Gabriella Salvaterra, Claudia Caldarano, TPO.     


NOTE Intervento archiviato


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Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 1.000.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il cartellone 2019/2020 propone 32 spettacoli (dieci al Metastasio, nove al Fabbricone, tre al Fabbrichino e dieci al Magnolfi), con 16 nuove produzioni e 16 spettacoli ospiti.

Insieme agli artisti che hanno condiviso il nostro progetto culturale e la nostra attenzione verso il pubblico abbiamo pensato e progettato produzioni di grandi classici del teatro e della letteratura e di testi di nuova drammaturgia: vogliamo portare in scena il teatro di oggi trascinandoci dietro un pezzo di quello di ieri. 

MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI di Bertolt Brecht, regia Paolo Coletta con Maria Paiato

IL CASO W. regia Claudio Morganti, drammaturgia Rita Frongia con Isadora Angelini, Gianluca Balducci, Gaetano Colella, Massimiliano Ferrari, Rita Frongia, Claudio Morganti, Francesco Pennacchia, Luca Serrani, Gianluca Stetur, Paola Tintinelli

LA VALLE DELL'EDEN/I e II atto di John Steinbeck, regia Antonio Latella, con Michele Di Mauro, Christian La Rosa, Emiliano Masala, Candida Nieri, Annibale Pavone, Massimiliano Speziani, Elisabetta Valgoi

ANTIGONE di Sofocle, uno spettacolo di Massimiliano Civica con Oscar De Summa, Monica Demuru, Monica Piseddu, Francesco Rotelli, Marcello Sambati

GUARDA COME NEVICA 2. IL GABBIANO di Anton Cechov, regia Licia Lanera con Vittorio Continelli, Mino Decataldo, Alessandro Di Lernia, Josef Gjura, Marco Grossi, Licia Lanera, Fabio Mascagni, Giulia Mazzarino

LA PIAZZA ovvero l'arte del rimediare, testo Marco Bartolini e Fiammetta Perugi, regia Fiammetta Perugi, con Sebastiano Bronzato, Gabriele Giaffreda, Ermanno Rovella, Irene Vannell, Ilaria Zannotti - Progetto Davanti al Pubblico '19

NOSTALGIA DI DIO testo e regia Lucia Calamaro, con Cecilia Di Giuli, Simone Senzacqua, Francesco Spaziani, Alfredo Angelici

CHI RUBA UN PIEDE È FORTUNATO IN AMORE di Dario Fo, regia Giulia Gallo e Giovanni Guerrieri/ I Sacchi di Sabbia con Massimo Grigò, Alessia Innocenti, Annibale Pavone, Tommaso Massimo Rotella, Tommaso Taddei

CIRCO KAFKA da Il processo di Franz Kafka, regia Claudio Morganti con Roberto Abbiati

#PROMETEO di e con Oscar De Summa e con Marina Occhionero, Rebecca Rossetti, Luca Carbone

MACBETH, LE COSE NASCOSTE progetto e regia Carmelo Rifici con Alessandro Bandini, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Leda Kreider, Christian La Rosa, Maria Pilar Pérez Aspa, Elena Rivoltini

NEL PAESE DELL'INVERNO dai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, regia, adattamento e scenografia Silvia Costa con Silvia Costa, Laura Dondoli, My Prim

NAUFRAGIUM di Sonia Antinori, regia Daria Lippi con Silvia Gallerano, Sonia Antinori, Daria Lippi

OTELLO liberamente tratto da The Tragedy of Othello, the Moor of Venice di William Shakespeare,progetto e realizzazione Kinkaleri - Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco

L'ARMATA BRANCALEONE drammaturgia e regia Roberto Latini con Roberto Latini, Claudia Marsicano, Ciro Masella, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Marco Sgrosso, Marco Vergani, Enzo Vetrano

GIULIO di Valeria Raimondi e Enrico Castellani/Babilonia Teatri