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Attività principali dell'istituzione

CHI SIAMO

Campsirago Residenza nasce nel 2008 come centro di ricerca e di produzione teatrale. Partendo dal teatro, ha ampliato il suo operare ad altre arti performative– performance site specific, teatro di figura, teatrodanza, musica per la scena - esplorando i linguaggi del contemporaneo e la relazione tra artista, spettatore e paesaggio.

Le compagnie stabilmente residenti sono ScarlattineTeatro, Pleiadi Art Productions, Riserva Canini, e Stradevarie. 

La residenza organizza tre festival, tra cui Il Giardino delle Esperidi, tiene percorsi di formazione rivolti a professionisti e alle scuole e opera promuovendo le arti performative in forte dialogo con i suoi abitanti e il suo territorio. Campsirago progetta in una dimensione glocale, creando sinergie tra i soggetti e le istanze locali e i network nazionali e internazionali di artisti che si occupano di politiche culturali, residenze creative e produzioni teatrali. Queste interazioni prendono forma concreta nella realizzazione di spettacoli originali, festival e convegni. Campsirago sostiene le compagnie residenti attraverso l’accompagnamento nel processo creativo, il finanziamento, la distribuzione delle opere e seguendo tutte le fasi della produzione e della comunicazione.

UNA RESIDENZA TEATRALE E CREATIVA NEL PAESAGGIO

La residenza è immersa nella natura e ha sede a Palazzo Gambassi, struttura del XV secolo nella frazione Campsirago del Comune di Colle Brianza, in provincia di Lecco. Il palazzo ha oggi una foresteria con 20 posti letto, una cucina con sala da pranzo, una sala prove, due palchi all’aperto, di cui uno nella corte interna, un laboratorio, gli uffici, un magazzino tecnico e 3.450 mq di terreno con alberi da frutto e un orto comunitario.

Campsirago è un antico borgo rurale a 670 metri di altezza sulla dorsale del Monte San Genesio (attore del 300 d.c., divenuto per la chiesa protettore del teatro), abitato da 37 persone e circondato dai boschi di gelso e castagno.

Il legame con la natura rappresenta un elemento imprescindibile della ricerca artistica in residenza ed è il cuore del festival delle Esperidi e di spettacoli di Teatro nel paesaggio prodotti dalla residenza.

La residenza ha inoltre una yurta in legno e cotone, dimora itinerante tradizionalmente usata dai nomadi nelle steppe dell'Asia centrale. Quella di Campsirago è la prima yurta-teatro costruita in Italia ed è a oggi una delle più grandi esistenti: con i suoi dieci metri di diametro può accogliere fino a 99 spettatori.

La residenza creativa si occupa di produzione multidisciplinare e ospita registi, drammaturghi, attori, danzatori, performer, land artist e tutte quelle figure che operano nel campo del teatro e della performing art. Campsirago vuole essere un luogo aperto, in cui confrontarsi e sperimentare nuove linee progettuali nella contaminazione tra diverse discipline.

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

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COSTO COMPLESSIVO 40.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Giardino delle Esperidi è un Festival di teatro, danza, musica e poesia nei borghi e sui sentieri del Monte di Brianza.

Un festival itinerante che si nutre di paesaggio, parte da una terra, dalle sue valli, dai borghi e dai boschi del San Genesio, per diventare luogo universale d’incontro. Il Giardino delle Esperidi Festival crea da quindici anni un connubio speciale tra Arte, nelle sue diverse forme e linguaggi performativi, Natura, che diventa palcoscenico e opera stessa, pubblico e comunità.

Gli spettacoli delle Esperidi vanno in scena su oltre dieci palcoscenici allestiti in location di grande bellezza architettonica e paesaggistica, che ogni anno si rinnovano accompagnando il pubblico alla scoperta del territorio. I luoghi del festival sono infatti i suggestivi paesaggi naturali, le meravigliose ville storiche eccezionalmente aperte al pubblico, le antiche cascine e le chiese secolari della Brianza. Nel corso delle sue quindici edizioni il festival ha interessato dieci comuni, ha messo in scena oltre trecento repliche, di cui settanta prime nazionali, ha ospitato e lanciato giovani compagnie da tutta Italia ed Europa.

Cuore de Il Giardino delle Esperidi Festival è il Teatro nel paesaggio, un genere di ricerca che oggi rappresenta uno dei filoni più innovativi del teatro contemporaneo. Ogni opera ospitata viene riadattata o creata appositamente per i contesti paesaggistici nei quali viene rappresentata, diventando così un evento unico e irripetibile.

La XVI edizione de Il Giardino delle Esperidi Festival, che si svolgerà dal 18 al 28 giugno 2020, porrà al centro delle proposte artistiche e teatrali grandi temi di forte attualità con l’obbiettivo di cerare, attraverso l’arte, un’occasione di riflessione: la centralità della nazione delle piante per la vita del nostro pianeta, l'importanza degli oceani, il ruolo fondamentale dell'arte e della riflessione scientifica per comprendere il presente e ricucire il rapporto strappato tra uomo e natura, tra uomo e pianeta.

Venezia in ginocchio sotto 2 metri d'acqua, l'Amazzonia e i boschi siberiani in fiamme, il lago d'Aral prosciugato, l'Isola di Pasqua disboscata e abbandonata sono l'emblema del fallimento dell’umanità che non riesce a proteggere il proprio pianeta. Siamo una piccola navicella spaziale in viaggio nell'immensità dell'universo e facciamo di tutto per dare fuoco ai motori, all'ossigeno che respiriamo, per svitare i bulloni che tengono unite le pareti, l'atmosfera, il pianeta.

Esistono però artisti, scienziati e soprattutto giovani che si stanno sforzando di fare conoscere quanto sta accadendo, di rendere l'umanità consapevole dell'enorme pericolo che tutti quanti corriamo. Ricucire l'infranto è ancora possibile forse, e le Esperidi 2020 si prendono l'onere e l'onore di parlarne, ospitando artisti, scienziati, giovani militanti, visionari in grado di restituirci uno sguardo differente sul nostro pianeta, sulla natura che lo abita e che lo ha reso vivibile, sul nostro possibile ruolo.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 30.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Giardino delle Esperidi Festival, nasce nel 2005 per portare nel territorio dell’Alta Brianza teatro di ricerca, musica, danza e poesia. Un evento speciale che si svolge da 14 anni creando un connubio unico tra Arte e Natura. Oltre 10 palcoscenici allestiti in location di grande bellezza architettonica e paesaggistica, che ogni anno si rinnovano accompagnando il pubblico alla scoperta del territorio.  

Cuore de Il Giardino delle Esperidi è il Teatro nel paesaggio, un genere di ricerca che trae le sue radici nell’antichità e che oggi rappresenta uno dei filoni più innovativi del teatro contemporaneo. Il Festival è oggi un punto di riferimento nazionale e internazionale dell’arte del Teatro Natura.

Il punto di forza caratteristico del festival è la capacità di valorizzare e fare interagire insieme territorio, arte e pubblico. Il territorio si fa palcoscenico ospitando opere site-specific. Il pubblico trova alle Esperidi un’incantata e rara magia in cui Natura, Arte e Bellezza si fondono.

QUANDO: 3 week-end (giugno/luglio)

DOVE: Alta Brianza - Lombardia

PRESENZE: 40.000 spettatori in 14 anni. Edizione 2018: 4000 presenze

COPERTURA MEDIATICA: Rai, Mediaset, Telelombardia, Radio Lombardia, Popolare Network, Circuito Marconi e radio e TV locali, La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Giorno, La stampa, Il Giornale, Libero, Avvenire, La Provincia di Lecco, Io Donna, Vanity Fair, Famiglia Cristiana.  

VERSO UN NUOVO TRIENNIO  

Si intende estendere il pubblico di riferimento attraverso una svolta di visione e struttura del Festival. La rafforzata centralità del territorio come interlocutore primo e macrodestinatario indica naturalmente come seconda sfida l’estensione del pubblico di riferimento e i suoi principali obiettivi.

 

Resoconto pubblico

Si è conclusa domenica 7 luglio la XV edizione de Il Giardino delle Esperidi Festival che, per tre lunghe settimane, ha portato nei comuni di Colle Brianza, Ello, Olgiate Molgora, Galbiate e sui suggestivi palchi all’aperto di Campsirago Residenza più di 70 artisti, 24 spettacoli - di cui 4 prime nazionali, 2 prime regionali e 3 anteprime – e cinque concerti.

 

Sono stati gli alberi, il loro respiro silenzioso, la forza delle loro radici, il nutrimento delle loro foglie, il riparo dei loro rami, insieme all’azione del camminare i due grandi temi della XV Edizione de Il Giardino delle Esperidi Festival, che si è svolta da venerdì 21 giugno a domenica 7 luglio. L’edizione 2019 ha valorizzato il tema ecologico, esplorato attraverso lo sguardo e la ricerca dell’arte performativa, e, insieme, ha dato visibilità a giovani compagnie di spicco nel panorama del teatro di ricerca italiano ed europeo (Teatro Elettrodomestico, Collettivo Amigdala, bologninicosta, bolognaprocess, Elena De Carolis, Chiara Ameglio, Filippo Maria Ceredi). Altra novità dell’edizione 2019 sono state le otto cene conviviali con gli artisti allestite nei luoghi degli spettacoli, nelle piazze dei paesi, nelle cascine e nei parchi.

Un percorso itinerante, ha portato il pubblico a vivere e riscoprire attraverso uno sguardo nuovo, quello dell’Arte, boschi, campi, antiche cascine e ville. Il Festival ha respirato nel Paesaggio, si è nutrito della sua natura, del suo cielo stellato, della sua Bellezza. Proprio nella relazione con il Paesaggio, ogni spettacolo è stato un evento unico, che è vissuto nell’istante del presente: il fruscio del vento tra gli alberi, le sfumature del cielo al tramonto, i suoni della natura, la luce che trasforma i colori, hanno nutrito e trasformato ogni rappresentazione, rendendola irripetibile.

La partecipazione del pubblico, quasi raddoppiato rispetto al 2018, è stata grandissima, tanto da aggiungere repliche straordinarie di tre spettacoli.

 

Il Giardino delle Esperidi 2019 si è aperto il giorno del solstizio d’estate con la prima nazionale di Berta_canto alla terra di e con Alessandra Pasi, dedicato a Berta Isabel Càceres Flores.

Il primo weekend ha racchiuso l’essenza e il cuore dell’edizione 2019: gli alberi, il cammino, l’ecologia e la relazione corpo-arte-natura. Ha dato inizio, sabato 22 giugno, all’esperienza di 16 ore consecutive nella natura, la prima nazionale di Alberi Maestri, performance itinerante di Pleiadi. A seguire Camilla Barbarito in concerto e la perfomance Alberi di Silvia Girardi, ispirata alla capacità di movimento delle piante e alla fotosintesi. La notte ad accogliere il pubblico nella yurta di Campsirago Residenza sono stati i sei musicisti del Collettivo Amigdala con Elementare, performance musicale vocale della durata di una notte. Con le prime luci della mattina Valeria Margherita Mosca, chef, forager di fama internazionale e direttore del Wooding Wild Food Lab, ha guidato il pubblico alla raccolta di erbe selvatiche. In tarda mattinata, nella yurta di Campsirago Residenza, un momento tout public con Angeli di terra di ScarlattineTeatro presentato in forma di studio. Al tramonto di domenica 23 giugno, nei prati della cascina di Figina sono andati in scena due spettacoli che hanno riproposto le caratteristiche salienti del Festival: il Teatro nel paesaggio, il cammino e la relazione tra performer e pubblico. Kodama di Marta Lucchini e Odisseo del Teatro del Lemming.Il lungo e intenso weekend si è chiuso con Bartleby, coproduzione Teatro Invito/Teatro della Cooperativa.

Venerdì 28 giugno Sista Bramini è tornata alle Esperidi con Viaggio di Psiche e Giuseppe Semeraro con Digiunando davanti al mare. A chiudere la serata la giovane compagnia bolognini costa ha presentato alle Esperidi l’anteprima studio di QUANDO_non c’era ancora niente ma c’era il tuo cuore.

Dopo la seconda replica della performance itinerante Alberi maestri, sabato 29 giugno è andato in scena lo spettacolo di figura L’altro giorno di Teatro elettrodomestico, nato dai corti d’animazione dell’argentino Pablo Noriega. A seguire Raptus di Rossella Dassu e il concerto live del musicista berlinese Chris Imler.

Ad accogliere il pubblico domenica mattina, in doppia replica straordinaria, Non ho l’età, la nuova attesissima opera tout public di Riserva Canini. Dal pomeriggio, il grande narratore e attore pugliese Luigi D’Elia ha portato in scena Cammelli a Barbiana, Don Lorenzo Milani e la sua scuola e lo spettacolo-concerto Preludi all’Amore.

L’ultimo fine settimana di Festival ha visto due prime nazionali, una prima regionale, la presentazione di uno studio, una giovane compagnia internazionale e due giovani performer acclamati dalla critica. Venerdì 5 luglio, a Villa Gola, la danzatrice Chiara Ameglio ha presentato il suo primo lavoro come coreografa e autrice, TRIEB_L’indagine. Nella splendida cornice di Villa Sommi Picenardi, ha debuttato in prima nazionale di Angst. Il dramma perfetto. di Giulietta De Bernardi. Sabato 6 luglio, il Festival delle Esperidi ha ospitato in prima nazionale Piccola patria di Lucia Franchi e Luca Ricci e  Between me and P. di Filippo Michelangelo Ceredi.

Domenica mattina, nella yurta, uno spettacolo multisensoriale dedicato alla primissima infanzia, Sisale di ScarlattineTeatro. Nel pomeriggio la quarta replica di Alberi maestri di Pleiadi. L’ultima serata della XV edizione de Il Giardino delle Esperidi Festival, domenica 7 luglio, si è tenuta, come di consueto, sui palchi sospesi di Campsirago Residenza. Antonello Cassinotti ha presentato BEUYS ovvero del territorio utopico dell'energia naturale di delleAli Teatro e ha debuttato in prima regionale Medea. Live in Corinth di e con Elena De Carolis, ispirato al romanzo di Christa Wolf. Ha chiuso il Festival la giovane compagnia belga bolognaprocess, finalista Premio Scenario Periferie 2019, con ANTICORPI – Studio, un viaggio-inchiesta in quattro paesi europei che racconta i giovani militanti neo-nazionalisti. La sera è proseguita con la musica di Luca Maria Baldini e i brani del suo nuovo album Before the moon.

 


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COSTO COMPLESSIVO 30.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019 si è tenuta la prima edizione di In Grigna! Festival: due giorni di trekking narrativi e spettacoli inediti, grandi nomi dell’alpinismo e della montagna, in uno dei luoghi più suggestivi della Grigna: il Rifugio Rosalba, con la straordinaria bellezza del suo paesaggio, scenografia mozzafiato di eventi in prima assoluta. Un weekend di appuntamenti culturali In Grigna!, itineranti e comunitari, per vivere e riscoprire la montagna attraverso la sua storia, l’emozione dell’arte performativa e la condivisione di un momento magico. Ospiti d’eccezione il giornalista e scrittore Marco Albino Ferrari con uno spettacolo itinerante e inedito, realizzato insieme agli (S)legati, lungo lo storico sentiero attrezzato della Direttissima e l’alpinista Maurizio Zanolla, in arte Manolo che ha incontrato il pubblico con lo scrittore Jacopo Merizzi. Insieme a loro altri 16 artisti con spettacoli e performance originali creati appositamente per l’evento o riadattati all’incredibile luogo naturale che li ha ospitati.

L’occasione si è proposta a 110 anni dalla nascita di Riccardo Cassin, uno dei più importanti alpinisti italiani, e in concomitanza della ristampa da Alpine Studio Editore del suo libro Dove la parete strapiomba, scritto nel 1958 al termine delle prime grandi imprese che lo hanno portato nell’Olimpo dell’alpinismo mondiale. Il festival si è inserito all’interno del ciclo di iniziative, a cura della Fondazione Cassin, di presentazione della nuova ristampa del libro. Insieme al focus tematico su Riccardo Cassin, il cuore del Festival è stato proprio la Grigna, montagna portatrice di storie e immaginari.

Obiettivo, riuscito, del festival alla sua prima edizione, è stato anche quello di rivalutare e comunicare il rifugio non solo come luogo di accoglienza e ristoro ma anche come spazio culturale aperto e condiviso. In Grigna! festival ha chiesto al pubblico e agli escursionisti di essere partecipi in prima persona e non solo spettatori. La particolarità dell’evento si è espressa inoltre nel fatto che gli spettacoli sono stati realmente opere site-specific, uniche e inedite perché create espressamente per il festival.

La partecipazione del pubblico è stata numerosa nonostante le previsioni climatiche incerte, e molto calorosa: l’apprezzamento del festival è stato infatti espresso da tutti i partecipanti, che hanno assistito con percepibile emozione agli eventi proposti. Sono state tantissime infatti le persone che sono salite al Rifugio Rosalba sabato e domenica per condividere un momento culturale inedito.

È stato Marco Albino Ferrari, giornalista, scrittore, sceneggiatore, fondatore e direttore di Meridiani Montagne, insieme a Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris, gli (S)legati, della Compagnia ATIR Teatro Ringhiera, a dare inizio sabato mattina al festival con Le montagne parlanti, uno spettacolo-narrazione itinerante lungo il sentiero della Direttissima, che collega il rifugio Porta al rifugio Rosalba e che transita nel cuore della Grignetta, tra le guglie più affascinanti e cariche di storie. Le prenotazioni per il trekking narrativo inedito sono esaurite già a fine di luglio, in due settimane dal lancio della comunicazione. Tutte le persone che hanno riservato hanno poi partecipato allo spettacolo itinerante che è stato un evento davvero unico. Il pubblico, dotato di caschi e imbraghi forniti da Kong, main sponsor dell’evento, è stato accompagnato in gruppi di sei persone dalle guide alpine di Orizzonti Verticali in un percorso scandito in tappe. Ad ogni stazione Marco Albino Ferrari e gli (S)legati hanno narrato le leggendarie storie della Grigna e dei suoi alpinisti. Davanti alla Torre Fungo, grazie all’acustica straordinaria che si crea in quel specifico punto incastonato tra le guglie, all’ora di pranzo, ha suonato il duo d’archi composto dal violoncellista Giorgio Casati e dal violinista Filippo Gianinetti.

La performance narrativa si è conclusa al Rifugio Rosalba con l’accoglienza del pubblico e la degustazione di formaggi offerta da Ciresa, main sposor.

Con l’incredibile luce del tramonto e un panorama mozzafiato, i danzatori Alice Beatrice Carino e Giuseppe Morello hanno portato in scena De rerum natura: una spettacolare performance site-specific nata dalla loro residenza artistica al Rifugio Rosalba. Uno spettacolo in prima assoluta che ha celebrato, attraverso il linguaggio della danza, il rapporto tra l’uomo e la montagna. Dato l’alto numero di spettatori presenti, lo spettacolo è stato replicato due volte per permettere a tutti di vederlo in totale sicurezza. Bellissimo è stato guardare le due repliche dall’alto del rifugio: la luce e le nuvole hanno creato una scenografia magica e in continua trasformazione.

Un momento di grande commozione e partecipazione del pubblico ha accolto Marta Cassin, nipote di Riccardo Cassin, che ha portato con palpabile emozione la propria testimonianza del celebre nonno alpinista, raccontato attraverso il suo ricordo diretto. Attesissima era anche la proiezione, in anteprima nazionale del corto documentario Il primo amore non si scorda mai (Italia, 12’) di Chiara Brambilla, omaggio a Riccardo Cassin e alla sua amata Grignetta, raccontata attraverso gli splendidi archivi della Cineteca del CAI che ritraggono un giovanissimo Cassin e la Grignetta ancora inesplorata degli anni Venti fino al primo dopoguerra.

La serata è proseguita con gli (S)legati e Marco Ferrari in scena con uno spettacolo-reading inedito: un emozionante racconto che ha dato vita all’incontenibile passione per la montagna e per l’avventura di Cassin, avvolta dalla suggestiva scenografia naturale della parete di roccia. Marco Albino Ferrari ha raccontato la prima spedizione nel 1958 alla vetta Gasherbrum IV e un episodio poco conosciuto ed emblematico: protagonista il capo spedizione Riccardo Cassin in una sbalorditiva caccia a uno stambecco. Un racconto affascinante e poetico accompagnato da letture dei suoi compagni di spedizione: Maraini, Mauri, Bonatti. Uno specchio dell’epoca d’oro del grande alpinismo, in di un’Italia uscita dalla guerra e alla soglia del boom economico, la narrazione della catena monutosa Karakorum nelle parole dei grandi alpinisti che per primi l’hanno scalata; un evento unico che ha visto per la prima volta insieme il grande giornalista di montagna con Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris in uno spettacolo creato appositamente per la prima edizione del festival.

A chiudere la giornata la compagnia teatrale Riserva Canini con il pluripremiato spettacolo di figura Talita Kum, per la prima volta rappresentato in un luogo unico e riadatto utilizzando la grande cupola geodetica montata per il festival. Il gioco d’ombre inedito e stupefacente insieme alla perfezione del gesto a ricreato quell’illusione perfetta che rende Talita Kum uno spettacolo magico e magistrale, acclamato dalla critica nazionale e internazionale.

Al termine della serata le guide alpine di Orizzonti Verticali hanno riaccompagnato parte del pubblico fino al Rifugio Carlo Porta, in una emozionante discesa sotto le stelle.

Il programma della domenica mattina è cominciato a valle, a Pian dei Resinelli, con la performance itinerante ed esperienziale Alberi maestri di Pleiadi e Campsirago Residenza: un percorso sensoriale e poetico nel bosco alla scoperta gli alberi, della loro stupefacente esistenza, complessità e intelligenza. Guidato da performer, il pubblico è stato accompagnato un’intensa esperienza sonora, drammaturgica e visiva attraverso la soglia in cui si incontrano l’universo umano e quello arboreo. Per l’occasione il percorso drammaturgico è stato riadattato al bosco intorno ai Piani dei Resinelli, per una replica site-specific unica.

Al Rifugio Rosalba si è esibito in concerto il Khora Quartet, eclettica e originalissima formazione che unisce la classicità degli archi alla sperimentazione di diversi generi e linguaggi musicali differenti.

Grandissima attesa infine per l’arrivo al Rosalba dei due grandi nomi dell’alpinismo italiano: dopo più di 30 anni Maurizio Zanolla e Jacopo Merizzi si sono rincontrati e sono saliti insieme al Rosalba per presentare insieme il libro di Manolo Eravamo immortali. Un emozionante incontro con il pubblico in prima assoluta, che ha visto per la prima volta dialogare insieme i due scalatori che hanno ricordando gli inizi, i progetti impossibili, le scalate più belle.

In Grigna! è a cura di Rifugio Rosalba e Campsirago Residenza. La prima edizione è stata realizzata in collaborazione con Fondazione Riccardo Cassin. Ha avuto il patrocinio del CAI Milano e del CNSAS Lombardo. Main Sponsor Ciresa e Kong spa; sponsor Garmont, DF Sport Specialist, DuLac, Sponsor tecnico Orizzonti verticali, Moovie. Media partner: La Provincia di Lecco, Lecco Notizie, Mountbnb, TeleUnica, Mount Live.