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Attività principali dell'istituzione

Umbria Jazz, nato nel 1973, è riconosciuto in campo internazionale come il più importante festival jazz italiano, ed è tra questi l'unico che possa vantare numeri da grande evento popolare.

Accanto alla sua identità di manifestazione di alta qualità votata alla diffusione del jazz, da alcuni anni ha consolidato anche un’immagine attrattiva per un pubblico molto più vasto e non specialistico. Merito della scelta di aprire ad artisti pop e rock - sempre garantendo un livello indiscutibile di eccellenza musicale - e della formula che ambienta i concerti nel cuore dell'acropoli di Perugia, in uno scenario storico di grande impatto e valore storico-architettonico e naturalistico. La formula attuale ha esordito nell’edizione 2003. È stata definita la manifestazione dei "tre festival in uno", tre festival legati però tra loro da una idea di fondo: portare a sintesi le diverse anime di Umbria Jazz e ripercorrere la sua storia rendendola nel contempo attuale e al passo coi tempi.

 

Umbria Jazz organizza da oltre 30 anni, durante il festival, e in collaborazione con il Berklee College of Music di Boston, le clinics per giovani musicisti.

 

Da 26 anni ha un’edizione invernale, sempre in Umbria ma ad Orvieto, che ha raggiunto un successo indiscusso e si è meritoriamente ritagliata un proprio posto nel calendario dei Festival cui non si può mancare.

 

Umbria Jazz ha con il suo marchio organizzato concerti, o veri e propri festival, negli Stati Uniti, Brasile, Argentina, Cina, Giappone, Sudafrica, Serbia, Australia per promuovere la cultura italiana, il jazz italiano e il territorio con le sue eccellenze.

 

UJ è membro di IJFO, l’associazione dei migliori e più importanti Jazz Festival al mondo (tra gli altri: Montreux, London, Instanbul, Montreal in Canada e Monterey in California).

 

Nel 2017 il Festival è stato riconosciuto manifestazione di assoluto prestigio e di interesse nazionale con legge dello Stato (L. 211/2017).

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 300.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Con l’edizione del 2024 Umbria Jazz inaugura un nuovo ciclo, ma in continuità con la formula del cinquantesimo anniversario celebrato lo scorso anno, e senza mai derogare dalla ricerca della qualità.

Il cartellone è un mix di grandi nomi e giovani emergenti, di pop star e jazzmen ortodossi, di musicisti italiani e altri provenienti da tutto il mondo, di musica per grandi spazi e situazioni più raccolte, di concerti gratuiti (la maggior parte) ed eventi a pagamento. Ai concerti fanno da contorno, ma con pari rilevanza, attività di didattica musicale (i corsi della Berklee di Boston), iniziative dedicate ai bambini (UJ4KIDS) e un Talent per eleggere il vincitore del Conad Contest.

La formula del festival, confermatasi vincente negli ultimi trent’anni, propone in linea con le edizioni passate, una full immersion nella musica, avendo come cornice l’acropoli perugina. Il programma comincia a mezzogiorno con la sfilata della marching band e si conclude a notte fonda nella raccolta dimensione del jazz club. Dalle strade del centro, si passa per la Galleria Nazionale dell’Umbria, il teatro Morlacchi, Piazza IV Novembre, i Giardini Carducci, Via dei Priori, la Terrazza del Mercato Coperto, fino all’arena Santa Giuliana.

L’ARENA SANTA GIULIANA è lo spazio delle rockstar: il grande Lenny Kravitz, la leggenda senza tempo dei Toto, la migliore Black Music del genio Nile Rodgers con i suoi Chic. È anche la sede del concerto inaugurale di Vinicio Capossela in ricordo di Sergio Piazzoli, suo grande amico, a dieci anni dalla morte del promoter perugino.

Inoltre, una corposa rassegna di voci femminili di grande attualità: l’inglese Raye vincitrice di ben sei Brit Awards; l’islandese Laufey che si è portata a casa un Grammy; l’africana Fatoumata Diawara, portavoce di un continente giovane in grande ascesa; la star americana della vocalità jazz Veronica Swift; Lizz Wright, songwriter e cantante dalla voce che richiama, è stato scritto, “il bourbon invecchiato in botti di legno”.

Il jazz non manca mai all’arena: sono di scena i Gil Evans Alumni, per un creativo remake delle grandi band condotte da Evans, anche a Umbria Jazz, negli anni 70-80: titolo, “Gil Evans Remembered”; il quartetto all star Chris Potter, Brad Mehldau, John Patitucci e Jonathan Blake; Hiromi con la sua elettrizzante band Sonicwonder.

I suoni del continente sudamericano trovano spazio con i cubani Roberto Fonseca e Chucho Valdes, che celebra i 50 anni di storia degli Irakere; la star brasiliana Djavan; la spettacolare Pacific Mambo Orchestra.

Capitolo a sé sono Cha Wa, eredi della cultura dei Mardi Gras Indians di New Orleans.

Inutile, infine, presentare Richard Galliano, amatissimo dal pubblico italiano, che torna con il New York Tango Trio.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


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FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 100.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Quest’anno è tornato a Perugia il Virginia State Gospel Choir, che ad una imponente presenza scenica (30 elementi sul palco) unisce un altissimo livello musicale. Il Virginia State Gospel Choir è tra i cori più attivi e rinomati della scena gospel. Fondato nel 1971, è composto da giovani musicisti laureati alla Virginia University e da solisti di riconosciuto talento che provengono da vari ambienti musicali. Il loro successo internazionale arriva nel 1992 quando James Holden ne diventa il direttore artistico: da allora il coro attraversa con i suoi concerti gli Stati Uniti per poi spopolare anche in Europa. Successivamente il coro si arricchisce della presenza di un musicista d’eccezione, Perry Evans, che guida la formazione verso ancora più elevati standard di qualità.

Sotto la sapiente guida di Evans, il Virginia State Gospel Choir, pur con profonde radici nel gospel tradizionale, allestisce uno show più giovane e moderno e dal forte impatto visivo. Il loro repertorio propone un gospel fortemente influenzato da sonorità afroamericane, rhytm&blues e soul per creare un’ atmosfera che unisce spiritualità e ritmo, sentimento religioso e gioia di vivere.

 

Umbria Jazz ha portato nei suoi festival molti cori, cercando di scegliere il meglio della scena statunitense, ma non bisogna mai dimenticare il senso più profondo della musica religiosa americana, che va al di là dei contenuti puramente artistici e affonda le radici nella spiritualità del popolo Nero americano.

 


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FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 350.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Da tre anni la sezione ternana di Umbria Jazz ha trovato la collocazione definitiva in un weekend di fine estate. Umbria Jazz Weekend del 2023 si è svolta dal 14 al 17 settembre con una formula diversa da quelle degli altri eventi del “sistema” Umbria Jazz, una formula che si è caratterizzata per la gratuità di tutti gli eventi. Ventidue dei cinquantacinque concerti in cartellone si sono svolti in piazze e vie del centro, con due escursioni nella Cascata delle Marmore. Gli altri nei locali della città. Gli spettacoli in piazza sono stati realizzati come un richiamo, nell’anno del cinquantesimo anniversario di Umbria Jazz, alla formula originaria del Festival, che è nata come un evento in piazza e gratuito. I locali sono invece un legame e un segnale di continuità con la vivace vita culturale e sociale della città.

Come è nella natura e nella storia di Umbria Jazz, si sono voluti coniugare due aspetti: proporre buona musica e far crescere la conoscenza del jazz, e della musica in generale, da un lato; promuovere il territorio con il turismo di qualità, dall'altro, presentando l'Umbria come una regione che conserva, anzi rafforza, la sua tradizionale immagine di grande polo culturale.


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Fine Lavori

IMPORTO 150.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

UMBRIA JAZZ WINTER # 29 

A ORVIETO (28 DICEMBRE - 1° GENNAIO)

Con Umbria Jazz Winter in programma dal 28 dicembre al primo gennaio si è rinnovata la magia della buona musica nell’acropoli di una delle più̀ belle città dell’Umbria. Il tratto distintivo del Festival resta l’equilibrio tra cultura e turismo, fondamentali tasselli del mosaico che descrive l’elevata qualità̀ della vita che la città della Rupe e il suo territorio possono offrire a visitatori e residenti. 

Umbria Jazz Winter si conferma evento di punta della stagione turistica invernale a livello nazionale, sia per la sua storia (nel 2023 si festeggia il trentesimo anniversario) sia per la formula che poggia sul cartellone intrigante non meno che sul fascino e sull’accoglienza (inclusa la buona cucina e il vino di nobili tradizioni) di una città d’arte come Orvieto. 

Per l’edizione di quest’anno il filo rosso del cartellone è stato all’insegna della grande qualità̀ musicale. In un certo senso, Umbria Jazz Winter #29 può essere considerata come un ritorno alla identità̀ del Festival delle prime edizioni, con proposte originali e rivolte ad un pubblico che vuole esplorare aspetti meno frequentati del jazz ma non per questo meno attrattivi. 

Come sempre, la formula ha previsto concerti dalla tarda mattinata a notte fonda nel cuore del centro storico di Orvieto. Il fatto che quasi tutti gli artisti siano stati residenti ha dato al pubblico la possibilità̀ di scegliere ogni giorno il proprio itinerario.
I concerti si sono svolti in due edifici strategici nel patrimonio architettonico della città: il Palazzo del Capitano del Popolo, con la Sala dei 400, e il Teatro Mancinelli. Location d’eccezione è in realtà̀ anche il centro storico di Orvieto, ideale teatro dei Funk Off e dei loro festosi cortei. 

Evento clou è stato il concerto gospel nel Duomo il pomeriggio di Capodanno, Giornata Mondiale della Pace. Dopo la Messa uno dei più̀ celebrati cori degli Stati Uniti ha cantato brani del repertorio religioso afroamericano. Il gospel è di per sé un messaggio di pace e fratellanza, e rappresenta la profonda religiosità̀ delle comunità̀ cristiane degli Stati Uniti. 


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Fine Lavori

IMPORTO 800.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Nell’estate del 1973 manifesti sui muri dell’Umbria annunciavano un nuovo evento. Si chiamava Umbria Jazz: le location erano piazze e parchi; i concerti erano gratuiti; il festival era itinerante (ogni sera, una città diversa).

La formula di Umbria Jazz 2023 - 50th Anniversary è l’ultima, ad oggi, delle tante che si sono succedute negli anni. Nei suoi tratti generali esordì nel 2003 ed è stata consolidata, aggiornata e migliorata con il passare delle edizioni. Il crescente successo dell’ultima fase di Umbria Jazz si deve anche a questa formula che al suo esordio fu definita dei “tre festival in uno”, per descrivere tre diverse angolazioni, sia ambientali che artistiche, che nella loro sintesi restituiscono la complessità e la storia di una manifestazione con alle spalle una vita di mezzo secolo.

Il primo festival è quello dell’arena Santa Giuliana, dove sono ospitati i grandi eventi, di jazz ma non solo, che richiamano il pubblico più numeroso. Il secondo festival è quello del teatro Morlacchi, riservato al jazz e ai jazz fan, che nella dimensione raccolta e con l’acustica del teatro trovano lo spazio ideale per godersi la loro musica preferita.

Una nicchia particolare, in questo contesto, è quella della Galleria Nazionale dell’Umbria, location prestigiosa perché contenitore della più preziosa collezione d’arte dell’Umbria, in cui trovano una perfetta ambientazione le proposte più esclusive: un jazz, verrebbe da dire, “da camera” per una piccola audience di intenditori.

Il terzo festival è quello delle piazze, dunque all’aperto e gratuito. A Piazza IV Novembre, presente in ogni edizione del festival a partire dalla prima, si sono poi aggiunti, ormai da molti anni, i Giardini Carducci. È il legame con la Umbria Jazz delle origini: la musica per tutti, anche con generi popolari, come colonna sonora di una atmosfera di festa.

Il programma dell’Arena non ha bisogno di presentazioni Bob Dylan, Herbie Hancock, Stefano Bollani, Somi, Kyle Eastwood, Mika, Brad Mahldau, Branford Marsalis, Rhiannon Giddens, Snarky Puppy, Ben Harper, Stewart Copeland, Paolo Conte e Joe Bonamassa.

 Il pianoforte è il protagonista dei concerti al Teatro Morlacchi e alla Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria.


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Fine Lavori

IMPORTO 160.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Umbria Jazz 22 (8-17 luglio) è tornata alla formula del 2019 lasciandosi alle spalle due anni di cancellazioni (2020) o edizioni ridotte (2021).

Umbria Jazz in questi due anni non è rimasta certo ferma, ha organizzato comunque decine di concerti, ma non è stata la stessa cosa. Ora si è ricominciato.

Il film dell’estate dell’Umbria e dell’Italia ha ritrovo la sua soundtrack.

I numeri: 260 eventi in dieci giorni, undici diverse location (non contando il centro storico percorso dalla marching band), 90 band per un totale di circa 500 musicisti.

Tanto jazz, e molto altro, perché il Festival per vocazione è aperto ad un pubblico eterogeneo: chiunque può trovare il “suono” più adatto ai propri gusti.

La formula è rimasta quella che si è progressivamente affinata negli ultimi vent’anni: Arena Santa Giuliana come main stage serale per i grandi eventi, con “sconfinamenti” anche nell’area del pop/rock; concerti pomeridiani al Teatro Morlacchi per il grande jazz: il paradiso dei fan puristi; Galleria Nazionale dell’Umbria (due set, alle ore 12.00 e alle 15,30) in una raffinata dimensione cameristica per location e cartellone; club notturno in via della Viola con resident band e jam session. Lo stesso spazio è aperto per i concerti serali, tra i quali le performance dei vincitori del LetterOne Rising Stars Jazz Award.

Sono tornati anche i concerti gratuiti all’aperto, con una novità: oltre ai tradizionali palchi in Piazza IV Novembre e ai Giardini Carducci, se ne è aperto un altro in Piazza Matteotti, tutto dedicato allo swing. Umbria Jazz ha incentivato la sua identità festaiola e di manifestazione inclusiva, non solo per conoscitori. Del resto Umbria Jazz è nata così, nel 1973: musica nelle piazze e gratuita.


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Fine Lavori

IMPORTO 300.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Umbria Jazz Weekend dal 15 al 18 settembre a Terni.

 I quattro giorni di musica in città sono stati un successo: quasi 2.000 paganti nei tre concerti all’Anfiteatro Romano e grande afflusso nei club della città, sempre al completo per i lunch, dinner, aperitivi e dopo cena, con oltre diecimila presenze complessive, che hanno creato la classica atmosfera festivaliera di Umbria Jazz.

Sono andati in scena 17 band (una in meno di quelle annunciate a causa del forfait per indisposizione di Fabrizio Bosso), quasi tutte residenti, per un totale di circa cento musicisti e 44 eventi.

Come è nella natura e nella storia di Umbria Jazz, si sono voluti coniugare due aspetti: proporre buona musica e far crescere la conoscenza del jazz, e della musica in generale, da un lato; promuovere il territorio con il turismo di qualità, dall'altro, presentando l'Umbria come una regione che conserva, anzi rafforza, la sua tradizionale immagine di grande polo culturale.

La formula di questa edizione, frutto dei progressivi aggiustamenti apportati a quelle precedenti, è stata la più articolata e soprattutto la più vicina all’idea di una città che per quattro giorni vive di musica. Dopo le opportune verifiche e le conseguenti modifiche, questa è risultata la formula che meglio rispecchia i tratti identitari di Umbria Jazz.

Si è sempre ascoltata ottima musica: dai sold out delle serate con protagonisti Mario Biondi e Christian De Sica al soul di JP Bimeni, rivelazione di questa edizione.

Nei club del centro che hanno animato le vie della città in questi quattro giorni si sono esibiti: Accordi Disaccordi e Good Fellas tra musica gipsy e swing, Mauro Ottolini con due progetti, i pianisti Olivia Trummer e Lorenzo Hengeller, il quintetto con Jim Rotondi e Piero Odorici e i quartetti di Rosario Giuliani e Gianni Cazzola, Angela Mosley con i Blu Elements.

Apprezzate anche le nuove sonorità di Andrea Belfi, Xylouris White, Antonio Raia e Renato Fiorito, Ponzio Pilates e Five Angry Men.

I Funk Off infine apprezzatissimi per la loro esibizione on stage e alla Cascata delle Marmore, in uno scenario naturale unico.


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Fine Lavori

IMPORTO 100.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Orvieto è tornata ad essere, dopo lo stop forzato dello scorso anno, la vetrina
invernale dell’Umbria con quel mix di cultura, spettacolo e turismo che rappresenta
un tassello imprescindibile dell’identità regionale. A conferma del grande richiamo
della manifestazione i dati degli alberghi del territorio hanno registrato
un’ottima affluenza nei giorni del festival.

Oltre 4.500 spettatori paganti per gli eventi in programma al Teatro Mancinelli, al Museo Emilio Greco, alla Sala Expo di Palazzo del Popolo e al Palazzo dei Sette, con un cartellone che per qualità̀ è stato all’altezza della tradizione della manifestazione, con eventi esclusivi ed artisti di assoluto livello.


Del festival si è parlato e commentato molto su Radio Monte Carlo, radio ufficiale
del festival e sui social: quasi 500mila le impression su Facebook, con oltre 2.500
reazioni e quasi 7.000 quelle su Instagram, con un incremento notevole dei contatti
nella settimana dal 27 dicembre al 2 gennaio.


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Fine Lavori

IMPORTO 200.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Dieci giorni di concerti, dal 9 al 18 luglio con un’anteprima l’8, tre location, l’Arena Santa Giuliana, il Teatro Morlacchi e il club all’Hotel Brufani, gestite secondo le modalità e precauzioni necessarie in questo periodo che speriamo sia di uscita definitiva dall’emergenza sanitaria.

Il main stage dell’Arena, con il consueto Restaurant stage, e un programma degno delle migliori edizioni. Grandi nomi come Stefano Bollani, Brad Mehldau, Wynton Marsalis, Angelique Kidjo, Paolo Fresu, Enrico Rava, Fred Hersch e molti altri.

Il Teatro Morlacchi interamente dedicato, con un concerto al giorno nel pomeriggio, alle orchestre jazz: un vero e proprio festival nel festival.

Circa 150 musicisti provenienti da tutta Italia a manifestare la vitalità e la creatività del movimento jazzistico nazionale.

Una edizione importante come segnale di ripresa della vita sociale e culturale, bruscamente interrotta dalla pandemia, e come ripartenza del settore turistico che rappresenta una voce importante dell’economia regionale. In questi ambiti Umbria Jazz ha da sempre svolto un ruolo determinante più volte sottolineato dalle istituzioni e dai media.

Da non dimenticare inoltre l’impatto positivo nel mondo del lavoro dello spettacolo, da oltre un anno fermo: il festival coinvolge infatti centinaia di professionisti tra tecnici, addetti alla sicurezza, hostess, autisti, addetti alla ristorazione e ovviamente musicisti.

Umbria Jazz punta ad intensificare il proprio impegno green con una più profonda attenzione all’impatto ambientale.

Da anni UJ si è distinta per la promozione e l’utilizzo di bioplastiche compostabili per le forniture dell’area food e di energia certificata 100% pulita. In linea con la crescente sensibilità ecologica Umbria Jazz punta ad aumentare la sua vocazione verde in sinergia con il territorio che ospita la manifestazione, il cuore verde d’Italia. In quest’ottica si pone la volontà di inserire all’interno del festival per le prossime edizioni uno “spazio” di riflessione e confronto su un argomento che raccoglie sempre più interesse e che coinvolge direttamente tutti gli abitanti del pianeta, senza distinzioni di sorta. La volontà di UJ è quella, nel suo piccolo, di creare un momento che esula dal palinsesto più prettamente artistico, ma che ha, e avrà sempre più in futuro, rilevanza assoluta e imprescindibile.

 

 


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Fine Lavori

IMPORTO 300.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

UMBRIA JAZZ WEEKEND

TERNI 16-19 SETTEMBRE 2021

La pandemia ha impedito il regolare svolgimento delle ultime due edizioni di Umbria Jazz Spring, ma è stato fatto di tutto per confermare, quest’anno, l’appuntamento ternano. Pur con diverse (e inedite) date ed un altro titolo.

Ecco quindi il weekend lungo in programma a Terni dal 16 al 19 Settembre per riallacciare il filo di un evento che ormai fa parte stabilmente del “sistema” Umbria Jazz che ha trovato una consolidata articolazione territoriale nell’itinerario Terni-Perugia-Orvieto.

Sono quattro giorni pieni di musica: 10 location, 62 eventi, 18 band e circa 90 musicisti sulla scena.

Il clou del festival è ambientato nell’Anfiteatro Romano, dove si svolgeranno i quattro spettacoli serali. Intensa è la programmazione nei locali, che ospiteranno concerti pomeridiani e serali. Infine, una location d’eccezione: la Cascata delle Marmore dove si esibiranno, domenica 19 Settembre, ore 11.30, i Funk Off.

Nell’Anfiteatro il pianoforte occupa un ruolo speciale: dal duo Rita Marcotulli/ Dado Moroni si va al piano solo di Danilo Rea con Fiorella Mannoia special guest, fino alla star Monty Alexander, giamaicano di nascita e newyorkese di adozione. Pianista, oltre che cantante e songwriter, è anche Sergio Cammariere, alla guida di un ottimo quintetto jazz.

Si cambia registro e genere con due band di caratura internazionale, i cubani El Comitè, ed il gruppo funky di Ida Nielsen, bassista danese che ha fatto stabilmente parte degli ultimi progetti di Prince.

Infine, l’estro di Mauro Ottolini, uno dei musicisti più originali del jazz italiano, che con Bix Factor rende omaggio al leggendario Bix Beiderbecke, stella effimera quanto drammatica del jazz degli anni venti. Un genio che visse troppo poco.

Nei Cluble band ospiti sono: Accordi Disaccordi, un trio di musica Gipsy tra jazz e swing, un genere che rimanda alla figura di Django Reinhardt; l’elegante duo

Francesca Tandoi, pianoforte e voce, e Stefano Senni, contrabbasso; il sestetto di Michael Supnick, che ripercorre i fasti della swing era non facendosi mancare neppure una coppia di ballerini; il progetto “Modalità Trio e Duet”, che ruota attorno alla figura di un personaggio carismatico del jazz italiano, Massimo Moriconi, con Nico Gori e Ellade Bandini (Modalità Trio) e la cantante Emilia Zamuner (Duet); il quartetto di Daniele Scannapieco, sassofonista ai vertici della scena italiana, con alle spalle una lunga carriera cominciata negli High Five al fianco di Fabrizio Bosso, e con Mario Biondi; il sestetto guidato dal trombonista e arrangiatore Roberto Rossi e dal sassofonista Piero Odorici, con ospite speciale il trombettista francese Stephane Belmondo, Riccardo Biseo, Alessandro Bravo e Angelo Lazzeri, Angela Mosley, Don Antonio e Alessandro de Florio.

I Funk Off, che ormai sono una sorta di cartolina illustrata di Umbria Jazz, presenti a tutte o quasi le edizioni, accoglieranno il pubblico alle Cascata delle Marmore.


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IMPORTO 250.000,00 €

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JAZZ IN AUGUST

Perugia, 7 - 10 Agosto.

CHE RIPARTENZA SAREBBE SENZA LA MUSICA

La Fondazione Umbria Jazz non si è mai rassegnata, nemmeno nel periodo del lockdown, e ha continuato a credere che, nel più assoluto rispetto delle norme di sicurezza ed in linea con le disposizioni delle autorità sanitarie e delle istituzioni, fosse comunque doveroso ricominciare a produrre musica. Anche quest’anno.

Cancellata l’edizione 2020 in programma per luglio (a proposito, arrivederci al prossimo anno: Umbria Jazz 21, 9-18 luglio) la cui complessità era incompatibile con la realizzazione, ha costruito una manifestazione che per livello artistico è del tutto degna del marchio UJ.

Lo spazio: Piazza IV Novembre

È un evento dedicato esclusivamente al jazz italiano, che ormai da anni occupa un posto di rilievo nei cartelloni di Umbria Jazz. È però la prima volta (con la sola eccezione della manifestazione di Assisi quattro anni fa per raccogliere fondi per i terremotati) che ai musicisti italiani è riservato l’intero programma. Questo, soprattutto per contribuire a rilanciare e sostenere il movimento del jazz tricolore che ha pagato un prezzo pesante all’epidemia con la forzata inattività. Oltre ai musicisti, almeno altre 250 persone lavoreranno alla realizzazione della manifestazione, tra tecnici, maschere, servizio d’ordine, personale di palco, e saranno coinvolte aziende in qualità di fornitori.

Nello stesso tempo, non si vuole rinunciare, nemmeno in un anno così difficile e drammatico, a giocare il ruolo che il jazz, la musica, la cultura hanno sempre avuto di motore del turismo, della vita sociale e dell’immagine stessa dell’Umbria a livello internazionale. Torneranno le belle notti perugine di Umbria Jazz, ma intanto vogliamo dare la colonna sonora alla ripresa del nostro territorio.

 LA PIAZZA

Piazza IV Novembre, cuore della vita civile e religiosa della città (vi affacciano il Palazzo dei Priori e la Cattedrale di San Lorenzo, idealmente collegate dalla Fontana Maggiore) è anche il cuore di Umbria Jazz. Qui il palco è stato sempre presente, fin dalla prima edizione del 1973. La storia di Umbria Jazz è passata per la piazza, e, a proposito di storia che continua, vale la pena ricordare che quest’anno Gianluca Petrella porterà in Pazza IV Novembre la sua Cosmic Renaissance ispirata alla musica e alla figura di Sun Ra, che in quella stessa piazza suonò nel ‘73.

 IL PROGRAMMA

 venerdì 7 agosto

21,30 GRETA PANETTIERI QUARTET + ospite MAX IONATA

23,30 THE GOOD FELLAS GANGSTERS OF SWING

sabato 8 agosto

19,00 NICO GORI SWING TENTET

21,30 STEFANO BOLLANI

23,30 FUNK OFF ON STAGE

domenica 9 agosto

19,00 MAURO OTTOLINI OTTOVOLANTE ORCHESTRA

“Tributo a Fred Buscaglione”

21,30 ENRICO RAVA SPECIAL EDITION SEPTET

23,30 FUNK OFF ON STAGE

 lunedì 10 agosto

19,30 GIANLUCA PETRELLA COSMIC RENAISSANCE

22,00 DANILO REA / FABRIZIO BOSSO JULIAN OLIVER MAZZARIELLO

00,00 FUNK OFF ON STAGE


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IMPORTO 50.000,00 €

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DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Perugia, Chiostro del Rettorato dell’Università degli Studi

Umbria Jazz, in collaborazione con l'Università degli Studi di Perugia,  presenta

“Two for Tree and Orchestra” con Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura e Orchestra da Camera di Perugia

Il 19 luglio 2020  in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, è  stato organizzato nel Chiostro di Palazzo Murena, sede del Rettorato dell’Università degli Studi: “Two for Tree and Orchestra” con Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura, e l’ Orchestra da Camera di Perugia.

 “Two for tree”  è un progetto davvero peculiare e speciale che Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura hanno voluto creare ad hoc, compenetrandosi vicendevolmente in una chiara filosofia “green” fortemente condivisa.

Una sorta di concerto-evento suonato fra e sugli alberi da due autentici specialisti di un suono davvero naturale, capace di sposarsi in maniera simbiotica con i suoni della natura tout-court.  

I due solisti hanno suonato  posizionati ad alcuni metri di altezza, sopra i rami del cedro al centro del chiostro, un albero storico la cui età stimata è di 150 anni, e sotto di loro l’Orchestra li  ha accompagnati eseguendo

composizioni originali dei due noti jazzisti. L’esibizione ovviamente è avvenuta nel rispetto della pianta e del luogo, dove la musica si è sposata idealmente con la storia, l’ambiente, la natura e la scienza.

Un concerto-evento, eccezionale dunque non solo per le questioni legate alla situazione odierna e per i messaggi di positività di cui si fa promotore, ma anche per la sua sostanza.

Paolo Fresu, tromba, flicorno, effetti

Daniele di Bonaventura, bandoneon

Orchestra da Camera di Perugia


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IMPORTO 200.000,00 €

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UMBRIA JAZZ WINTER # 27 ORVIETO 28 Dicembre - 1° GENNAIO

Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.

I numeri dicono molto, di Umbria Jazz Winter in programma dal 28 dicembre al primo gennaio, ma non abbastanza.

Due sono i tratti identitari della manifestazione orvietana presenti anche quest’anno come in tutte le precedenti ventisei edizioni.

Il primo. Musica di generi diversi ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale.

Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Poche città come Orvieto, frutto di una complessa e affascinante stratificazione di tremila anni di storia, si prestano così bene a questa operazione, che si traduce nella formula che ha fatto di Umbria Jazz una manifestazione dal fascino unico.

 Musicalmente, Umbria Jazz Winter cerca di tenere insieme due diversi caratteri, solo apparentemente antitetici ma che, al contrario, riescono a intrecciarsi tra loro con il risultato di dar vita a un prodotto inimitabile. Da un lato, UJW è un festival che si rivolge a un pubblico esperto, curioso, interessato a fruire di una musica che richiede impegno e attenzione. Dall’altro, l’atmosfera festaiola che contraddistingue il periodo di Capodanno comporta anche una colonna sonora divertente, adatta a tutti, magari ideale per fare da sfondo a occasioni conviviali. In Umbria Jazz Winter cultura, turismo, arte del buon vivere si sommano e si con-fondono.

Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti e si possono ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.

 In programma, tra gli altri, l’omaggio a Mina e ai Beatles, John Scofield, Paolo Fresu, Joe Locke, Joel Ross, Danilo Rea, Warren Wolf, Rosario Giuliani e molti altri.


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Fine Lavori

IMPORTO 400.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

UMBRIA JAZZ SPRING # 2

Si è conclusa a Terni la seconda edizione di Umbria Jazz Spring, dopo il numero zero sperimentale realizzato due anni fa.

Un’edizione che ottiene un chiaro successo dal punto di vista musicale: il Festival ha infatti ospitato musicisti di assoluto rilievo legati a vario titolo alla Black Music, genere musicale che ha fatto da filo conduttore dell’intero cartellone, composto quasi esclusivamente da concerti gratuiti. Precisa, in questo senso, la volontà della Fondazione Umbria Jazz, di concerto con le Istituzioni, di rendere il più accessibile possibile il festival.

Un risultato incoraggiante di presenze, che può essere migliorato soprattutto in termini di spettatori paganti. Ma il dato molto positivo di pubblico e di ambiente ottenuto con i club e con i Gospel segnala le potenzialità di UJ Spring
e dà un segnale significativo alla città.

Molto apprezzati musicalmente sono stati Roosevelt Collier, il “Jimi Hendrix” della pedal steel guitar, Thornetta Davis, da Detroit, che della Motor City è considerata l’indiscussa regina del blues, i New Orleans Mystics, Angela Mosley, e ovviamente il gospel, con il Virginia State Gospel Choir, che ha creato un’atmosfera unica al Santuario di San Francesco.

Importante anche la presenza di musicisti italiani, che da anni interpretano questo genere con classe e originalità: Flavio Boltro, i Quintorigo, i Licaones, Amedeo Ariano in trio e nel progetto Triplets, e Massimo Moriconi, in Modalità trio e Duet, Successo anche Anat Cohen, clarinettista dalla grandissima cultura musicale con un ensemble particolarissimo di dieci elementi e Dena De Rose, che si iscrive nella gloriosa tradizione delle pianiste/cantanti che hanno avuto un ruolo importante nella storia del jazz.

I Funk Off, infine, hanno, come sempre, creato un clima di festa per le strade della città, con il pubblico che ha particolarmente apprezzato le incursioni alla Cascata delle Marmore in uno scenario naturale unico.

 

In sostanza, Umbria Jazz Spring ha dimostrato di avere grandi potenzialità ed ha fornito in questa edizione gli elementi su cui lavorare. 

Un lavoro di aggiustamento, insomma, che deve essere condotto in sintonia con tutte le componenti cittadine in modo che Terni si appropri sempre più di UJ Spring e ne faccia una grande opportunità culturale e di attrazione turistica

 

 


NOTE Intervento archiviato


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IMPORTO 2.000.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Umbria Jazz 19: appuntamento a Perugia, dal 12 al 21 luglio 2019

Il Festival Umbria Jazz produce un complesso di eventi che – per qualità e quantità di concerti, per durata musicale nell'arco della giornata, per la diversità degli gli spazi, per la varietà di generi musicali, per il contesto storico-monumentale, per numero di spettatori – non ha eguali nell'ambito delle manifestazioni jazzistiche italiane: l'intero centro storico della città, con le sue vie, piazze, chiese, monumenti, diventa palco e sfondo; non solo gli appassionati o gli spettatori, ma l'intera popolazione che lo anima - cittadini e turisti - si trovano al centro dell'evento.

Quarantacinque anni di attività, milioni di spettatori, migliaia di concerti, molte migliaia di musicisti: Umbria Jazz è una manifestazione dedicata interamente, e con amore smisurato, alla musica più importante nata nel novecento, il jazz, e con il jazz anche tanti altri generi che da esso sono derivati. Il pubblico presente nei dieci giorni della manifestazione a Perugia ne testimonia la qualità: una media che supera i 30.000 spettatori paganti, circa 450.000 i visitatori specifici della manifestazione (ovvero quelli che si riversano in centro storico esclusivamente o principalmente per attendere ai concerti, inclusi quelli gratuiti), il 45% dei quali proviene dall’estero. Sono numeri che ne fanno il più importante festival jazz Italiano e tra i più importanti, non solo in Europa ma nel mondo. Gli stessi numeri fanno di Umbria Jazz un asset strategico delle Istituzioni che la compongono.

Il programma artistico annuale prevede un mix di musicisti italiani e stranieri che coinvolge l’eccellenza del jazz e di altri artisti di area pop-rock, proponendo talvolta anche progetti speciali di contaminazioni tra il jazz e altri generi (memorabile il concerto di Sting con l’Orchestra di Gil Evans, o quello di Stefano Bollani insieme all’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia con la direzione del M° John Fiore, o ancora il connubio artistico tra Tony Bennett e Lady Gaga che ha visto uno tra i più grandi crooner mondiali duettare con la star del pop sul repertorio dei grandi classici del jazz) finanche con la musica elettronica.

Oltre 250 concerti in 10 giorni, a pagamento ma anche gratuiti, dal mattino a tarda notte.

Ma Umbria Jazz è anche altro: da 33 anni durante il festival si tengono a Perugia in collaborazione con il Berklee College of Music di Boston e con il Conservatorio di musica corsi di formazione che hanno permesso a migliaia di giovani musicisti italiani e provenienti da tutto il mondo di perfezionare il linguaggio e la cultura jazz.


NOTE Intervento archiviato