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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Via Palazzuolo, una delle vie più autentiche di Firenze, popolata da artigiani e restuaratori, è sita nel quartiere di S.M. Novella e ha come termini la piazza Ottaviani (via dei Fossi) e via del Prato di Ognissanti. Lungo il tracciato si innestano: via del Porcellana, via Benedetta, via de' Canacci, via Maso Finiguerra, via dell'Albero, via Santa Lucia, via degli Orti Oricellari, via Bernardo Rucellai. La denominazione si sarebbe originata dalla presenza lungo il tratto di un palagetto anticamente della famiglia Del Bravo, poi incorporato nell'orto dei frati d'Ognissanti. "Di quel palazzetto disperso fra gli orti dei Vespucci e del convento d'Ognissanti, fra miseri casolari rurali, si ha notizia in una pergamena del 1395, dove si parla della 'vendita di palagetto o vero di casa, nel popolo di Santa Lucia d'Ognissanti, luogo detto il Palagetto dei Sovajoli o Vetriciaio'. Tutta la plaga dunque, veniva chiamata il Palagetto, da cui sarebbe derivato il nome di Palazzuolo. Emilio Baciotti, invece, avanza l'ipotesi che il nome di Palazzuolo derivi dal paese oltre Appennino, cioè da Palazzuolo di Romagna, feudo degli Ubaldini, che avrebbero avuto alcune proprietà da queste parti" (Bargellini-Guarnieri 1978). Tra le titolazioni precedenti sono attestate quelle di borgo di San Paolo (da via dei Fossi e via del Porcellana, dalla chiesa di San Paolo oggi San Paolino) e di via del Garofano che, ad esempio, nella pianta di Firenze delineata da Ferdinando Ruggieri del 1731, torna ad individuare sempre il primo tratto, mentre il restante appare già definito come via Palazzuolo. La strada ha molte case segnate da pietrini che documentano l'antica proprietà degli immobili da parte di istituzioni laiche e religiose.
Informazioni sullo stato della conservazione
il contesto di via Palazzuolo odierno registra una progressiva perdita del tessuto artigianale storicamente radicato nel luogo e al contempo ha determinato una profonda compromissione della condizione d’uso della città storica ispirata all’articolazione equilibrata di spazi di vita e funzioni produttive. La tipologia e le finiture architettoniche della strada sono profondamente alterati rispetto agli originali caratteri costituiti dai classici lastrici in pietra del tessuto urbano fiorentino oggi sostituiti da superfici in asfalto. L'edificato che si affaccia sulla via è a livello stradale contraddistinto da fondi abbandonati che necessitano di una riqualificazione consona ai valori storici (artigianato . commerco etc.) Le odierne condizioni di conservazione agevolano fenomeni di degrado urbano.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
spazio aperto fruibile senza limite orario
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA
RACCOLTA FONDI
Raccolta aperta
FASE ATTUATIVA
Raccolta fondi
IMPORTO 4.000.000,00 €
L'intervento è a totale carico di una Fondazione bancaria ai sensi della Risoluzione n. 87/E del 15/10/2015 dell'Agenzia dell'Entrate.
DESCRIZIONE INTERVENTO
Il progetto di riqualificazione di Via Palazzuolo rappresenta un intervento di restauro urbano che si sviluppa per oltre 500 metri da Piazza San Paolino fino all’innesto con Via il Prato, presso la Rotonda dei Barbetti. L’idea centrale è il ridisegno della via attraverso un’alternanza studiata di materiali: la Pietra macigno del lastrico fiorentino si intreccia a inserti in cemento architettonico, creando una trama materica che scandisce il percorso. Il disegno del suolo definisce gli spazi, separa idealmente le funzioni e restituisce eleganza e decoro all'intero asse viario. L’integrazione di arredi tipici dell’architettura urbana fiorentina, sedute e verde funzionale completa questa visione, restituendo una dimensione di vivibilità e sicurezza. Questo approccio si modella con flessibilità lungo lo sviluppo del percorso: dove la sezione lo consente, la sede stradale viene ridisegnata completamente a una sola quota con l’eliminazione dei marciapiedi rialzati, creando uno spazio fluido e accessibile che poi si ricalibra armoniosamente per integrare la presenza degli stalli di parcheggio e le necessità della viabilità residenziale. Il nuovo disegno del verde e delle aree di sosta si accompagnerà inoltre a una rinnovata qualità della luce, capace di valorizzare l’architettura e migliorare la percezione dello spazio pubblico. L’intervento permetterà una riorganizzazione consistente degli spazi andando a potenziare la socialità e la rigenerazione urbana del quartiere. L'occasione della riqualificazione architettonica permetterà inoltre un aggiornamento sostanziale delle reti di sottoservizi, garantendo e la massima durabilità dell'opera nel tempo. Ricapitolando si interverrà con consolidamento di tutta la struttura stradale, rimozione di superfetazioni incongrue, sostituzione di elementi degradati.
L'elenco dei lavori oggetto del restauro è ben confinabile nell'ordine della rimozione degli strati di usura stratificatisi nel tempo sul sedime stradale (asfalto, massicciate eseguite con tecniche e materiali impropri) e degli elementi che ostacolano la leggibilità della originaria arteria, come costituiti dalla stessa possibilità massicci di sosta di veicoli; a seguire la verifica ed il ripristino dell'efficienza dei sottoservizi primari quali condutture di alimentazione impiantistica e di convogliamento di acque meteoriche e reflue, quest'ultime spesso ancora in forma di manufatti tecnologicamente datati ma interessanti in ottica di conservazione almeno dell'originaria forma e tecnologia. A seguire l'integrazione di un lastrico in pietra di macigno locale a ricostituire gli originari caratteri materici, cromatici e tecnologici della viabilità con la riproposizione figurativa e filologica del disegno finalizzata alla ricostituzione dell'immagine del bene storico con gli strumenti tipici del progetto a scala urbana (marciapiedi, slarghi, aree di sosta, panche di via e spazi di arredo verde).”