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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Le due sculture in bronzo patinato rappresentano le due divinità di Giove e Giunione. Poste su un piedistallo circolare le statue sono riconoscibili dagli attributi dell’aquila e del pavone, collocati rispettivamente sul lato destro della figura maschile e su quello sinistro della figura femminile.
Nati probabilmente come terminazioni per alari i due bronzetti replicano un'invenzione riferita a Girolamo Campagna, che mostra la figura divina, sia maschile che femminile, con indosso una bandoliera e un tessuto drappeggiato sui fianchi.
Bronzetti simili sono noti in diversi esemplari che variano nei particolari e nell'identità della divinità ritratta; la tipologia, la resa anatomica e la qualità di fusione non consentono di attribuire la coppia di sculture a Girolamo Campagna (1549 – 1625), quanto piuttosto ad un artista della sua cerchia operante a Venezia tra la fine del XVI, che ne replica i modelli con buon risultato.
Informazioni sullo stato della conservazione
La statuetta di Giove (inv. 1561) presenta evidenti segni di corrosione attiva, visibili sotto forma di bubboni di corrosione e macchie biancastre pulverulente localizzate. Queste alterazioni, oltre a compromettere l’estetica dell’opera, progrediscono rapidamente causando danni irreversibili. Tali fenomeni si verificano più frequentemente quando l’oggetto non è protetto dalla polvere igroscopica e viene conservato in ambienti con un’elevata umidità relativa, pari o superiore al 55%.
Anche la statuetta di Giunone (inv. 1614) presenta tracce di corrosione localizzata, visibili nelle sue anfrattuosità sotto forma di depositi biancastri.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Da martedì a domenica: 9.00 - 19.00.
Lunedì chiuso.
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA
RACCOLTA FONDI
Raccolta aperta
FASE ATTUATIVA
Raccolta fondi
IMPORTO 6.032,40 €
DESCRIZIONE INTERVENTO
L’obiettivo dell’intervento è duplice: da un lato, stabilizzare i fenomeni di corrosione attiva presenti sulle due statuette; dall’altro, migliorare l’aspetto estetico compromesso dalle alterazioni. L’operazione prevede inoltre la pulitura e la protezione delle superfici.
La tecnica di pulitura impiegata sarà adattata al materiale, allo stato di conservazione dell’oggetto e alla durezza e lo spessore degli strati di corrosione da eliminare. La pulizia degli strati di corrosione che ricoprono localmente la superficie originale verrà realizzata principalmente in modo meccanico, sotto lente binoculare attraverso abrasione con bisturi. Gli strati di polvere e eventuali protezioni con vernice o cera saranno eliminati utilizzando un pennello morbido e bastoncini di cotone imbevuti di solventi.
Le zone alterate dalla corrosione che necessitano di un’integrazione potranno essere riempite con resina epossidica colorata con pigmenti naturali. Si prevede successivamente una stabilizzazione mirata e circoscritta. Le statuette saranno protette da un sistema multistrato concepito per fungere da barriera agli agenti inquinanti, all'ossigeno e all'umidità.
A restauro utlimato le due sculture saranno collocate in una vetrina di nuova creazione ad alto standard qualitativo, attualmente non in essere, in grado di garantirne la protezione e lo stato conservativo nel tempo, evitando che si ripresenti il rischio che si ripresentino in futuro eventuali fenomeni di degrado pericolosi per la sicurezza e la stabilità delle opere.