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Descrizione relativa all’oggetto

Nel 1587 Vespasiano strinse contatto con l'architetto vicentino Vincenzo Scamozzi, che l'anno seguente giunse a Sabbioneta con il progetto del teatro di corte. L'edificio costituisce il primo esempio di teatro dell'epoca moderna edificato dal nulla e non vincolato nelle struttura ad edifici preesistenti.

L'elegante architettura dell'esterno è divisa in due ordini da una cornice marcapiano su cui campeggia l'iscrizione latina "ROMA QVANTA FVIT IPSA RVINA DOCET" che declama come la città eterna sia il modello ispiratore di tutta la costruzione di Vespasiano.  

Lo schema interno richiama quello dei teatri classici: il semicerchio con le gradinate della cavea, l'orchestra rettangolare e il palco sopraelevato con la scena fissa privo di arcoscenio.

  Gli affreschi furono realizzati da artisti della bottega di Paolo Veronese come dimostra la bella loggia, popolata da personaggi del tempo, dipinta immediatamente sotto la copertura che ricorda gli affreschi di Villa Barbaro a Maser. Gli stucchi della loggia furono modellati da Bernardino Quadri e dalla sua equipe di stuccatori veneziani tra il luglio e l'ottobre del 1589.

Durante le rappresentazioni i gentiluomini prendevano posto sulle gradinate, mentre le dame nella loggia. Il loggiato è composto da dodici eleganti colonne in stile corinzio sormontate da una trabeazione mistilinea su cui poggiano altrettante statue di divinità olimpiche. Sulla parete di fondo sono dipinte nicchie in cui capeggiano statue monocrome di imperatori romani. Al centro, nel luogo in cui sedeva Vespasiano, l'imperatore Tito Flavio Vespasiano sembra porgergli la corona di lauro per consacrarlo novello imperatore della "nuova Roma", appellativo attribuito a Sabbioneta nel Cinquecento.  

Dopo la morte di Vespasiano il teatro subì svariati utilizzi che ne snaturarono la struttura. Dalla fine del Settecento fu trasformato dapprima in caserma e poi in magazzino, vennero smantellate la scena fissa e rifatta la copertura. Nel ventennio fascista fu addirittura trasformato in cinematografo. Solo negli anni Cinquanta del Novecento, per interessamento delle Belle Arti di Verona, fu rifatta la gradinata in legno, il palco sopraelevato e fu risistemato il pavimento. Negli anni Ottanta furono restaurati i dipinti e gli stucchi mentre nel 1996 fu montata l'attuale scena fissa ad imitazione di quella originale.

Attualmente il teatro è utilizzato per concerti di musica antica e per convegni.

Informazioni sullo stato dell'oggetto

Il Teatro necessita di una serie di interventi conservativi quali:

  • Consolidamento strutturale dai danni del sisma 2012 (tali intervento è in corso di realizzazione);
  • conservazione delle superfici interne ed esterne. Le esigenze principali consistono nella pulitura degli intonaci, la ripresa degli stessi nei punti di distacco, la sostituzione di porzioni di intonaco incompatibili per materiale ed alcuni interventi di dettaglio sugli apparati decorativi quali affreschi, stucchi e materiali lapidei. Il restauro delle superfici è attività prioritaria e propedeutica all'implementazione del nuovo allestimento.
  • Sono state rilevate su alcune porzioni di muri del piano terra un diffuso e continuativo degrado dovuto all'umidità di risalita.

Adeguamenti impiantistici luci, audio, proiezioni ecc…

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 429.167,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto del Teatro all'Antica prevede una serie di interventi conservativi quali:

  • Consolidamento strutturale dai danni del sisma 2012