Immagini di STAGIONE DI PROSA, ALTRI PERCORSI, OPERETTA anno 2022
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Immagini di FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI
   
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Immagini di FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI

Il viaggio della stagione 2022/2023  della Fondazione Teatro Donizetti è avvenuto con le vele ancora gonfie della pienezza che abbiamo respirato nella scorsa stagione: il pubblico che, sera dopo sera, ha riempito le platee, i palchi, le gallerie con una partecipazione rara che ha stupito le compagnie e gli artisti ospiti. I tantissimi ragazzi e ragazze che abbiamo accolto. La voglia del dopo spettacolo che abbiamo iniziato a sperimentare al Teatro Sociale. I tanti progetti che sono finalmente potuti ripartire e ci hanno permesso di avviare modalità diverse di coinvolgimento delle nuove generazioni. La gioia di vedere il teatro abitato dai giovani dei corsi per attori, drammaturghi, illuminotecnici, fonici, macchinisti. Ritornare a sentirsi all’interno di una comunità e al servizio del suo territorio. Ripartiamo, dunque, con un bagaglio ricco di gratitudine e con tante sorprese da svelare durante il viaggio, perché la scelta è di continuare a proporre una varietà di linguaggi e di poetiche che spazino dai classici al contemporaneo, dagli assoli magistrali alle opere di grande respiro corale.

Stagione di Prosa al Teatro Donizetti

Grandi interpreti e grandi registi, fra i maggiori protagonisti del teatro italiano: i sette titoli in cartellone nella Stagione di Prosa al Teatro Donizetti si preannunciano come «una girandola di personaggi e vite, di testi antichi e moderni che entrano nelle nostre vite, regalandoci momenti di spensieratezza, ma anche spazi nuovi di incontro e di profonda riflessione», come osserva Maria Grazia Panigada.

La Stagione di Prosa prenderà il via, dal 13 al 18 dicembre 2022, con Silvio Orlando e la sua intensa interpretazione de La vita davanti a sé, tratto dall’omonimo romanzo di Romain Gary il cui protagonista, Momò, è un bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di un’anziana ex prostituta ebrea. Un romanzo commovente, attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia: Silvio Orlando conduce lo spettatore dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò, diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. L’attore napoletano, fresco premio David di Donatello, sarà accompagnato in scena da un gruppo di quattro musicisti.

A gennaio, dal 10 al 15, il palcoscenico del Donizetti accoglierà il primo di due grandi classici in cartellone, Il berretto a sonagli di Pirandello, e un grande attore e regista che tornerà a Bergamo dopo diversi anni di assenza: Gabriele Lavia.

Dal 31 gennaio al 5 febbraio sarà quindi la volta di Moby Dick alla prova di Orson Welles (tratto dal celebre romanzo di Melville), che il Teatro dell’Elfo presenta in un potente affresco corale, fatto di gesti e suggestioni visive. Regia di Elio De Capitani.

Ancora in febbraio, dal 7 al 12, un altro gradito ritorno: quello di Michele Placido ne La bottega del caffè di Goldoni per la regia di Paolo Valerio. Un allestimento leggiadro come una folata di vento in una piazzetta veneziana.

Sul versante femminile, Laura Marinoni e Elisabetta Pozzi si alterneranno nel ruolo delle due regine in Maria Stuarda di Schiller con la regia, per la prima volta a Bergamo per la Prosa, di Davide Livermore (dal 21 al 26 febbraio). E poi, Ottavia Piccolo, con i solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, racconterà la vicenda di Elda Pucci, sindaco di Palermo per un anno, confermando il suo sodalizio con Stefano Massini, autore del testo (dal 28 marzo al 2 aprile).

Chiuderà la stagione di Prosa, dal 18 al 23 aprile, Arturo Cirillo: con il suo stile scanzonato e ironico, il regista e attore proporrà un originale Cyrano de Bergerac che incontra Pinocchio e strizza l’occhio al varietà musicale, mantenendo la stralunata poesia di Rostand.

Altri Percorsi

Da sempre vetrina di diversi modi di fare ricerca teatrale, utilizzando molteplici mezzi e linguaggi espressivi, con i suoi sette spettacoli, tutti al Teatro Sociale con una sola eccezione, Altri Percorsi 2023 vedrà il ritorno, il 26 gennaio con matinée il giorno dopo, di ATIR con Supplici di Euripide, un testo scelto da tempo dalla compagnia, ma che oggi risuona ancor più potente e tragicamente vicino. In scena, per la regia di Serena Sinigaglia, sette attrici, Arianna Scommegna, Matilde Facheris, Maria Pilar Perz Aspa, Sandra Zoccolan, Francesca Ciocchetti, Giorgia Senesi e Debora Zuin.

Se ATIR è una compagnia che può dirsi di casa a Bergamo, Altri Percorsi ospiterà nel resto del suo svolgimento nuove realtà e nuove proposte per la stessa rassegna, ad iniziare da due compagnie under 35, Sotterraneo e Les Moustaches, poste in apertura e chiusura di programma. I primi, con Atlante linguistico della Pangea (19 gennaio), ci faranno esplorare il mondo delle “parole intraducibili”, vocaboli unici di una lingua che non esistono in altri idiomi ma che racchiudono una stratificazione di significati.

La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza di Les Moustaches (4 maggio) è, invece, uno spettacolo allo stesso tempo immaginifico e vero, surreale nelle visioni, ma concreto nei sentimenti. Racconta con poesia e delicatezza la storia di un ragazzo grasso che vive in una provincia gretta e rurale e che vuole diventare un ballerino.

Due gli appuntamenti in cartellone a marzo: il 2 con Dentro. Una storia vera, se volete di Giuliana Musso, spettacolo nato da un lungo approfondimento sul tema degli abusi in ambito familiare, tema trattato con rispetto, partecipazione e discrezione, ma anche con forte sincerità e denuncia; il 9 con Miracoli metropolitani di Carrozzeria Orfeo (9 marzo) che, con diversissimo registro a testimoniare ulteriormente la diversità di proposte di Atri Percorsi,  ci catapulterà all’interno di una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari.

In Altri Percorsi 2023 troveranno poi spazio due incontri con la cultura letteraria dell’Occidente: Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa, ispirato alle Metamorfosi di Kafka, con in scena il talentuoso danzatore-attore Lorenzo Gleijeses per la regia di Eugenio Barba, uno dei maestri del teatro di ricerca contemporaneo, di Julia Varley e dello stesso Gleijeses (27 aprile); Paradiso XXXIII, lettura dell’ultimo canto della Divina Commedia da parte di Elio Germano accompagnata dalla scrittura sonora di Teho Teardo e da una dimensione visiva avvolgente per la regia di Lulu Helbæk e Simone Ferrari, show and creative director nel Cirque du Soleil (16 febbraio al Teatro Donizetti).

Appuntamento con la Storia

È la sezione nata nella passata Stagione, fortemente voluta da Maria Grazia Panigada «nella consapevolezza che solo riflettendo sul nostro passato possiamo costruire un futuro migliore. Quattro spettacoli, storie di uomini che hanno qualcosa di epico e straordinario nel loro attraversare con coraggio il loro tempo e la loro vicenda umana. Che si tratti di casualità sorprendenti o di scelte politiche precise, in ognuno di loro resta la capacità di sapere cogliere il loro tempo e la forza di lasciare questo mondo migliore di come l’hanno conosciuto».

Il primo personaggio storico che si incontrerà in questo importante viaggio a ritroso nel tempo – tutti gli spettacoli sono previsti al Teatro Sociale - è Giacomo Matteotti, raffigurato da Maurizio Donadoni in Matteotti Medley, in particolare nei momenti del rapimento e dell’assassinio per mano fascista del deputato socialista, il cui impegno morale, civile e politico non va dimenticato (21 dicembre 2022).

A seguire, il 17 febbraio, Ascanio Celestini darà un nuovo saggio della sua abilità affabulatoria, serrata e visionaria in Museo Pasolini: un custode appassionato e preparatissimo, racconta la vita di Pier Paolo Pasolini e la parallela storia di Italia dall’inizio dell’era fascista fino al 1975, anno della morte del grande poeta, scrittore e regista.

Il 6 marzo, giornata dei Giusti, ascolteremo quindi da Alessandro Albertin, in Perlasca. Il coraggio di dire no, la storia di Giorgio Perlasca, commerciante di carni a Budapest che nel 1944, sfruttando straordinarie doti diplomatiche e un coraggio da eroe, riuscì a salvare in soli 45 giorni almeno 5.200 ebrei, evitandone la deportazione e la morte. Replica il 7, matinée.

Sempre al 1944 rimanda Diplomazia (lunedì 17 e martedì 18, matinée, aprile) e precisamente alla notte fra il 24 e il 25 agosto, quando il generale tedesco Dietrich von Choltitz ebbe l’ordine da Hitler di radere al suolo Parigi, di cui era governatore. Il console svedese Raoul Nordling in poche ore usò tutta la sua capacità di parola e di diplomazia per convincerlo a disobbedire e salvare la città. In scena Elio De Capitani e Ferdinando Bruni in un duello di bravura fra ragione e follia.

La Fondazione Teatro Donizetti è una neonata fondazione costituita nel 2014 con Sede in Bergamo.
La Fondazione non ha scopo di lucro, e non può distribuire utili. La Fondazione persegue, senza fine di lucro, la promozione della cultura e dell’arte, curando la diffusione dell’arte musicale e teatrale, stimolando i cittadini, ed in particolare i giovani, ad esperienze e percorsi culturali formativi e di crescita. La Fondazione si propone di promuovere, sostenere ed incrementare la crescita culturale e le attività del Teatro Donizetti, assumendo in via prodromica, il primario compito di riportare alla sua funzionalità il Teatro attraverso la cura dei necessari interventi di adeguamento strutturale.

La Fondazione si propone inoltre la promozione della prosa, della danza, della musica, della letteratura, della cultura e delle arti, secondo un percorso integrato di produzione, distribuzione, aggiornamento, formazione ed ospitalità. La Fondazione intende favorire relazioni con organismi nazionali ed internazionali onde promuovere e diffondere il patrimonio culturale della città di Bergamo e del suo Teatro.

La Fondazione sostiene il funzionamento e la gestione del complesso mobiliare ed immobiliare “Teatro Donizetti” e ne programma e realizza le stagioni teatrali, liriche e musicali, anche in collaborazione con altri Teatri od Istituzioni. La Fondazione può altresì svolgere altre attività, anche promozionali e complementari.


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