I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali e dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i. L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Le due scenografiche tombe rupestri, site nella valle del fosso Acqualta, riproducono realisticamente la facciata di due tempietti greci del tipo distilo in antis. Unica testimonianza esistente a Norchia di tale genere funerario, le tombe presentano due fasi: una prima, risalente alla fine del IV o agli inizi del III sec., si caratterizza per la presenza di due portici distinti, segnalati da un finto colonnato e decorati con protomi umane negli spazi metopali; ad una seconda fase, attribuibile alla metà/fine del III a.C., è riferibile l’unificazione dei due portici e la realizzazione, sulla parete di fondo, di un unico fregio a bassorilievo, raffigurante un corteo di magistrati, sovrastato da armi appese e preceduto da un demone alato. Al di sopra si colloca un architrave a rilievo con fregio dorico stuccato e cornice a dentelli, sormontato da un timpano decorato con bassorilievi e inquadrato alle estremità da due volute a forma di testa di gorgone. E' assai probabile che i bassorilievi dei frontoni e del fregio fossero policromi. Si è osservata, infatti, la presenza di ocra rossa intorno ai personaggi e di blu egizio sull'arma di uno dei guerrieri.

La metà mancante del frontone della tomba di sinistra, asportata nel 1830, è conservata presso il Museo Archeologico nazionale di Firenze. I due monumenti, che hanno la piattaforma superiore in comune (18.12 m larghezza; 8 m profondità), potrebbero essere appartenuti alla stessa famiglia.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il sito occupato dalle tombe si presenta in parte coperto da una folta vegetazione. I rilievi del portico risultano quasi illegibili; i rilievi posti sulla parte più alta dei frontoni sono ancora leggibili, ma molto erosi. Le parti tufacee delle strutture archeologiche sono interessate dalla proliferazione vegetale di alghe, muschi e licheni. Il fregio con stucchi dipinti, attribuibile alla seconda fase della struttura, non è più visibile. Sono riscontrabili fenomeni di distacco, lesioni e perdita di frammenti superficiali del materiale originale.

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Aperte al pubblico.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 1.500.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto prevede le seguenti operazioni: 1. Allestimento di un ponteggio; 2. Pulitura meccanica delle superfici; 3. Prelievo di campioni; 4. Trattamento biocida; eliminazione manuale piante infestanti; 5. Sigillatura delle fessurazioni e stuccatura delle discontinuità con malta a base di calce; 6. Incollaggi di piccole parti distaccate; 7. stuccatura della parte superiore dei timpani con una malta plastica, reintegrazione e ripristino dei canaletti di scolo ; 8. Consolidamento del materiale tufaceo; 9. Protezione del materiale tufaceo: 10. Eventuale protezione con lastre di piombo. Protezione dell’intera superficie piana del colmo delle tombe col sistema detto “tetto verde”.