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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L’edificio del Real Albergo dei Poveri è uno dei palazzi più grandi d’Europa e rappresenta un unicum nel panorama culturale, sociale e politico della città di Napoli. È situato nell’area del Centro Storico della città di Napoli, inserita, fin dal 1995, nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Unicum per la scala urbana, per la rigorosa ed intelligente tipologia, per l’originaria idea di auto-sostenibilità, ma anche per la decisione “reale” del committente, con lo scopo politico di dare un esempio, ma anche un messaggio sociale all’Europa illuminata del XVIII secolo. Iniziato su incarico di Carlo III, dall’architetto Ferdinando Fuga nel 1751, esso non fu mai terminato. I lavori furono definitivamente interrotti nel 1819, lasciando l’opera incompiuta, sia perché non realizzata rispetto a quanto originariamente previsto sia perché non terminata nelle parti in elevazione della chiesa centrale e dei volumi posteriori. La forma architettonica è estremamente articolata, caratterizzata da un’eccezionale scala monumentale, austera e sapiente ed una rigorosa articolazione fra spazi e connettivi che lo rendono flessibile e multifunzionale. Come una grande “macchina ad ospitare” i poveri, Fuga mette in atto una lucida distribuzione delle funzioni, a partire dall’avancorpo centrale, sede dell’amministrazione e della chiesa, e dai quattro cortili, destinati ad alloggiare i poveri. Le dimensioni dell’edificio sono a scala urbana: 110.000 metri quadrati coperti, oltre 10.000 metri quadrati di spazio non coperto, 750.000 metri cubi di volume. L’edificio è lungo 385 metri sul fronte di Piazza Carlo III, ha una profondità di 150 metri, i volumi sono alti da 42 a 15 metri. Gli spazi interni non coperti, tre grandi cortili quadrati, si estendono su una superficie complessiva di 20.000 metri quadrati, e sei piccoli cortili triangolari di circa 6.000 metri quadrati. 

Informazioni sullo stato della conservazione

L’edificio, rimasto incompiuto rispetto al progetto di Ferdinando Fuga, ha subito, nel corso dei secoli, significative alterazioni dell’impianto originario. Agli interventi di “completamento” dell’immagine dell’edificio, fanno seguito ulteriori trasformazioni e manomissioni causati da adeguamenti a differenti destinazioni d’uso, e diffuse azioni di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi di varia natura. Evacuato dopo i crolli che seguono il sisma, dichiarato inagibile, sebbene già vincolato ai sensi della L. 1089/1939, l’edificio cade nel più totale disinteresse, con un inasprimento, a seguito dei gravi danni e dei cedimenti strutturali riportati, di una situazione di degrado diffuso dovuto alla vetustà e soprattutto al conseguente abbandono: rifiuti e materiali senza qualità di ogni tipo negli ambienti, degrado generalizzato, spazi occupati abusivamente, amianto, crolli di orizzontamenti e murature, vegetazione infestante, materiali, partizioni e volumi messi in opera senza rispetto. Solo nel 1999 il Comune di Napoli, divenuto proprietario del bene, valutate le dimensioni dell’edificio e la complessità degli interventi, istituisce un ufficio ad hoc, per la valutazione dei procedimenti tecnico amministrativi finalizzati al recupero di questo patrimonio: gli obiettivi prioritari sono stati da subito orientati a riparare, proteggere e valorizzare un gigantesca architettura in stato di agonia, conoscere, per subito porre riparo alle azioni subite, salvaguardare da ulteriori eventi nefasti e dar rilievo al valore dell’edificio.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Attualmente diverse attività sono ospitate all’interno dell’edificio, in parte già destinato ad uso residenziale e per attività sportive (una palestra) e artigianali (un laboratorio di falegnameria). Alcune zone, su cui si è già intervenuti dal punto di vista strutturale, sono in attesa di interventi di riuso; in altre porzioni, ai primi interventi di consolidamento e messa in sicurezza hanno fatto seguito le prime installazioni di destinazione d’uso “pubblico” (uffici, aule, sala conferenza e biblioteca, spazio per mostre ed eventi provvisori). A causa del degrado di alcuni ambienti, però, la struttura è solo parzialmente utilizzata. Alcuni ambienti sono stati mostrati al pubblico in corso dei lavori, con specifiche attività di visite guidate delle aree di cantiere; su specifica richiesta inoltrata all’amministrazione sono state effettuate visite culturali ad allievi e tirocinanti di corsi universitari di specializzazione ed associazioni. Parte dell’edificio è aperto ai cittadini in occasione di spettacoli, eventi e di manifestazioni culturali.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 3.500.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La realizzazione degli interventi di restauro ad oggi terminati garantiscono la messa in sicurezza di oltre il 50% dei volumi esistenti e la immediata disponibilità di circa il 30% degli ambienti. Rispetto al grande edificio e ai lavori già effettuati sono state selezionate tre zone di intervento: 1. VOLUMI POSTICI (€ 2.000.000): una zona “posteriore” che versa attualmente in situazione di pericolo di crollo in particolare degli impalcati ai piani superiori, solai di cattiva qualità eseguiti dopo gli anni quaranta, in fase di crollo e che minacciano di investire le volte in tufo ai piani inferiori. E’ indispensabile adottare tutte le precauzioni per evitare l’aggravarsi del degrado ed effettuare interventi per rimuovere le cause di danno. 2. CORTILI TRIANGOLARI (€ 500.000): spazi accessibili direttamente da piazza Carlo III, e che possono essere aperti alla città come luoghi urbani di incontro, riflessione, gioco, sosta, alcuni dei quali sono stati già messi in sicurezza, necessitano di ulteriori interventi, attrezzature e dotazioni per l’apertura al pubblico. 3. Completamento impianti lotto B (€ 1.000.000): la zona centrale dell’edificio su piazza Carlo III sono stati già completati tutti gli interventi di eliminazione di superfetazioni, riconfigurazione architettonica, consolidamento e restauro delle superfici, nonché di predisposizioni impiantistiche e finiture. Necessita di ulteriori interventi di completamento dell’impiantistica che ne consentano l’immediato riuso con spazi flessibili, in termini di disposizioni impiantistiche, di localizzazione di funzioni specifiche (elementi di collegamento verticale, servizi igienici, locali tecnici) e di adozione di partizioni “a secco”