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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L’edificio fu costruito nel XV secolo quale dimora di famiglia e nel 1576 passò dai Duchi di Savoia alla famiglia D’Oria, che lo trasformò in villa signorile realizzando interventi di restauro e ampliamenti che portarono il palazzo al suo massimo splendore: le sale vennero riplasmate ed abbellite, in particolare dell’ala a sud-ovest in cui sono ancora visibili i preziosi stucchi e i soffitti a cassettoni decorati.Nel sei-settecentesco gli interventi furono numerosi e soprattutto di alta qualità, alcuni attribuibili alla famiglia Casella, impegnata nella realizzazione delle sale del Castello del Valentino, e le sale finemente decorate localizzate ai vari piani. Gli apparati decorativi dell’ala nord (piano terra) potrebbero essere fatti risalire alla fase settecentesca, anche se alcuni elementi riscontrabili ne spostano la realizzazione all’Ottocento. Senza dubbio di fase ottocentesca sono le decorazioni presenti sui solai cassettonati al piano primo (manica nord). Alla morte del Marchese D’Oria tutta la proprietà e le aree di pertinenza furono messe in vendita e acquistata dai Fratelli Remmert, famiglia di industriali tessili che stanziò la propria attività nel Basso Canavese e Valli di Lanzo intorno alla metà dell’Ottocento, che nel 1909 misero il Palazzo a disposizione della comunità attuando una lottizzazione residenziale sul sedime dell’antico parco. A partire da questa data il Palazzo passò all’Amministrazione Comunale che lo fece diventare sede municipale, destinazione ancora oggi in parte attiva.Dopo il passaggio di proprietà e la nuova destinazione, l'edificio è stato oggetto di un’operazione di “abbellimento” probabilmente necessaria a fargli acquisire un’immagine esteriore maggiormente aulica, più consona al nuovo ruolo.Nel 1980 fu avviato il progetto per il restauro delle sale al piano terra da destinarsi a biblioteca civica.Di particolare pregio artistico, a piano terra della manica sud del palazzo, troviamo la Sala delle Armi e la Sala degli Stucchi.

Informazioni sullo stato della conservazione

Esternamente il Palazzo si trova in pessimo stato di conservazione: le facciate presentano numerosi fenomeni di degrado sia delle parti intonacate e tinteggiate che delle parti lapidee e lignee e sarebbe quindi necessario un importante intervento di tipo conservativo.Negli anni recenti alcune sale interne sono state sottoposte ad interventi di restauro, in particolare gli apparati decorativi della camera di Carlo Emanuele II e della sala consiliare (2002-2005).Sono in corso interventi di restauro in tre sale al piano terra della manica sud (Sala delle Armi, Sala degli stucchi e Sala ex-biblioteca), finalizzati al recupero e adeguamento di questi ambienti per poterli destinare ad ospitare mostre di carattere permanente e temporaneo.La sala denominata delle armi ha conservato nel tempo il proprio aspetto generale: l’unitarietà degli apparati decorativi e del soffitto si sono nel tempo mantenuti e la leggibilità è completa. La finitura a marmorino si è conservata anche grazie alla buona qualità di esecuzione.Tutte le pareti presentano danni dovuti agli utenti  oltre a mancanze puntuali e segni di ferri e chiodi.Il soffitto ligneo, a causa di infiltrazioni d’acqua, è in alcuni punti degradato e sono visibili tracce di pregressa umidità.La sala degli stucchi rispecchia nella sua totalità la fase settecentesca del palazzo, in essa sono presenti elementi originari che non sono stati pressoché alterati nel tempo fatta salva una ridipintura impropria che ne ha modificato l’aspetto cromatico, al di sotto della quale sono riconoscibili i caratteri originari.La qualità delle parti a stucco è ottima e soprattutto colpisce l’integrità completa dell’apparato che non risulta danneggiato e/o compromesso.La sala dell’ex biblioteca appare meno interessante delle due precedenti, almeno sotto il profilo artistico.Non vi sono particolari condizioni di degrado, il locale è in buono stato sia per quanto riguarda le murature che i serramenti esterni, ancora funzionali e adeguati.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Attualmente le tre sale oggetto di restauro non sono visitabili poiché delimitate come area di cantiere: a lavori ultimati esse ospiteranno la quadreria D’Oria, di cui fanno parte i ritratti della Famiglia D’Oria.

Gli orari di apertura saranno, pertanto, quelli adeguati a garantire una fruizione più adeguata del Palazzo ed avviare un processo di visitabilità più articolato e ricco.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 390.100,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Si tratta di un intervento di tipo conservativo, mirato al restauro degli apparati decorativi e alla riscoperta di quanto operazioni improprie di ridipintura hanno celato. Le linee operative principali saranno le seguenti: indagini puntuali, preconsolidamenti, puliture, integrazioni materiche, consolidamenti, integrazioni pittoriche e protezione. La sale delle armi ha un aspetto unitario che garantisce una corretta e generale lettura degli apparati, la completezza e il buono stato di conservazione delle decorazioni realizzate su finitura a marmorino permette un ottimo recupero. Il progetto prevede di intervenire sugli apparati ottocenteschi recuperando le cromie originali e consolidando la pellicola soprattutto sul soffitto. Le ridipinture incongrue saranno rimosse a vantaggio della riproposizione della corretta geometria architettonica delle aperture ottocentesche.Il soffitto, pur essendo integro e in buono stato, denota qualche problema sulla pellicola pittorica di finitura che è in più punti esfoliata e molto fragile. Si dovrà perciò intervenire prioritariamente con un intervento di riadesione e consolidamento prima di operare sulle cromie che comunque sono recuperabili. La sala degli stucchi, dai caratteri spiccatamente settecenteschi, ha mantenuto il proprio aspetto architettonico mentre le ridipinture monocromatiche realizzate nel tempo ne hanno fatto perdere l’aspetto policromo e la geometria dell’insieme.Il progetto prevede l’intervento mirato a rimettere in evidenza la decorazione settecentesca.La forte presenza di sali sulla volta richiederà operazioni mirate alla loro estrazione.Gli stucchi, ben conservati e integri, richiedo solo operazioni di pulitura e,dove dipinti, il recupero delle vecchie cromie.Le operazioni previste nella sala della ex-biblioteca sono prevalentemente di tipo edile: quella di maggiore rilevanza sarà la rimozione totale del soppalco in ferro realizzato negli anni Ottanta, che consentirà il totale recuperero del volume dell’ambiente.