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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Ritenuto di età romana, questo ponte di eccezionale struttura, forse tardoantico, o probabilmente “bizantino”, sembra essere collegato con il vicino Castello di Zumelle (forse di origine tardoantica) e con la viabilità verso il Praderadego, un valico ritenuto da alcuni, senza prove sicure, sul tracciato della via Claudia Augusta, ma più probabilmente una scorciatoia di ritorno nel Feltrino degli antichi zattieri del Piave: questo angusto percorso sembra poi che in età tardoantica sia stato trasformato in poco più che in una mulattiera, a partire probabilmente dal VI secolo d.C., quando i Bizantini forse lo riutilizzarono allo scopo di creare un sicuro collegamento del Trevigiano con le fortificazioni di Mel, Feltre, Arten e i loro territori. A prova di ciò parlerebbero le discusse ascendenze bizantine del Castello di Zumelle e dei piatti d’argento bizantini del Castello di Arten (probabile bottino di un ufficiale bizantino intorno al 533 d.C.) e di Castelvint di Mel (forse bottino di un alto personaggio bizantino), nonché nelle vicinanze di quest’ultimo, il rinvenimento di due monete anch’esse bizantine e dei tempi di Giustiniano I: un follis  degli anni 545-546 e un tremissis databile tra il 555 e il 565 d.C.

La tecnica costruttiva sicura e precisa e l’impronta generale dell’insieme inducono a pensare, con tutte le cautele del caso (e sempre in attesa di ulteriori riscontri) che siamo in presenza di un ponte forse tardoantico, se non “bizantino” e dell’età di Giustiniano, almeno per certi confronti con simili manufatti del VI secolo presenti in area orientale: una tale appartenenza, se ulteriormente verificata, potrebbe essere confermata anche dai ritrovamenti “bizantini” appena menzionati, avvenuti in gran parte nel territorio di Mel.

Per concludere possiamo affermare che numerose e differenziate sono le strutture di attraversamento presentate nel suo percorso dalla via Claudia Augusta per andare da Altino fino al Danubio (ponti di vario tipo ed importanza, guadi, traghetti, pontes longi): esse in ogni caso cercano di risolvere nel modo più semplice ed immediato i complessi problemi presentati dagli ostacoli via via incontrati nel suo procedere dalla Valle Padana alle regioni danubiane superando le aspre e difficili valli delle Alpi. Sempre tuttavia è avvertita l’esigenza di rispondere a precise ed imprescindibili esigenze di collegamento sia con l’ambiente circostante, sia con la viabilità locale e interregionale. Ciò peraltro avveniva dando pienezza infrastrutturale soprattutto al ponte: soltanto esso infatti segnava in maniera inconfondibile il paesaggio e, con la sua perentoria evidenza, dava significato all’utilitas, al decor e alla magnificientia di Roma nei territori conquistati.

Tratto dagli Atti del Convegno Via Claudia Augusta "Un’arteria alle origini dell’Europa: ipotesi, problemi, prospettive" - Feltre, 24–25 settembre 1999 (Vittorio Galliazzo)

 

Informazioni sullo stato della conservazione

Premesse

Questo progetto preliminare prevede gli interventi di restauro strutturale di un piccolo ponte sul Torrente Forada, posto nei pressi del ponte della Strada Provinciale n.1 della Sinistra Piave nei pressi della frazione di Bardies, in Comune di Mel.

Il ponte, attualmente inutilizzabile, è tra i manufatti più antichi della Provincia di Belluno, ha struttura in pietra, ad un solo fornice a tutto sesto, con una luce d’imposta di m 5.91 ed una larghezza originaria di m 5.14.

Stato attuale

La struttura è stata realizzata in muratura di pietrame, tessuti in modo incerto e con la sola ghiera d’arco in conci squadrati, e riempimenti  che sono in opus cementicium nella zona del fornice vero e proprio, ed in materiale sciolto nelle zone contermini, nei tratti di accesso al manufatto.

Allo stato attuale, a causa delle erosioni del torrente, ma soprattutto a causa della mancanza di manutenzione, il manufatto è allo stato di rudere, con la perdita praticamente completa della ghiera e del paramento lapideo di monte, di una parte della struttura interna del fornice, di porzioni diffuse del paramento murario di valle, di tutto il muro di contenimento della strada di monte, lato ovest, con l’asportazione del materiale di riempimento fino alla messa il luce del muro di contenimento di valle e di un setto trasversale interno che divide il sacco murario vero e proprio dal riempimento sciolto.

Sulla struttura sono poi cresciuti alberi e cespugli, si sono accumulati detriti ed immondizie trasportate dal torrente.

Nonostante questa grave situazione mantiene una grande importanza sia sotto il profilo storico che sotto il profilo ambientale.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il bene è fruibile senza limitazione di orario.

 

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 150.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Interventi previsti: Questo progetto prevede soli interventi di restauro strutturale, con interventi di consolidamento che consentono l'eliminazione delle condizioni di vulnerabilità delle strutture e di ricostruzione degli elementi necessari a garantire la conservazione del manufatto. Interventi preliminari: Si dovrà preliminarmente provvedere alla pulizia del manufatto dalla vegetazione e dai materiali del torrente, regimare provvisoriamente le acque e successivamente puntellare le strutture nelle porzioni in fase di crollo. Interventi sulle murature: Saranno innanzitutto consolidate le murature esistenti, con iniezioni di materiale legante nelle parti a sacco e tirantature carotate in corrispondenza delle lesioni. Saranno ricostruite in pietrame le porzioni murarie crollate, nelle parti indispensabili alla conservazione del manufatto ed indicate nei grafici allegati, ma sarà ricostruita in laterizio la ghiera d’arco di monte, conservando l’unico elemento lapideo in sito, e la struttura interna del fornice fino al contatto con la parte conservata. Interventi di protezione dal torrente: Sarà necessario ricalibrare leggermente il corso del torrente per permettere un deflusso omogeneo in corrispondenza del ponte; sarà consolidata la protezione di monte verso est, in muratura di pietrame, e sarà ricostruita in pietrame la protezione di monte verso ovest, ora scomparsa; non sembrano viceversa necessari interventi di sottomurazione del ponte vero e proprio.