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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il Teatro Marittimo, uno degli edifici più noti e rappresentativi di Villa Adriana, è divenuto uno dei simboli della concezione architettonica innovativa dell’intero complesso residenziale realizzato a Tivoli dall’imperatore Adriano (117 – 138 d. C.). La costruzione, che prende il nome dai raffinati fregi figurati in marmo con soggetto marino delle trabeazioni, era costituita da un’isola artificiale, circondata da un suggestivo portico anulare, sulla quale sorgeva una vera e propria domus. Lo spazio interno, seppure ridotto e condizionato dalla pianta circolare, è stato sfruttato in maniera ottimale per realizzare tutti gli ambienti idonei alle esigenze dell’imperatore: atrio, cortile, portico per passeggiare, tablino, cubicula, impianto termale e perfino tre latrine ubicate negli spazi di risulta. La caratteristica più attuale di questa villa in miniatura, una sorta di residenza minore all’interno della residenza imperiale, è proprio la capacità di costringere e adattare lo spazio in senso estetico, mantenendo quelle caratteristiche di funzionalità e comfort che costituivano una componente essenziale per l’imperatore.

Informazioni sullo stato della conservazione

Un’impegnativa opera di restauro, svoltasi nel biennio 2014-2016 e inaugurata il 28 luglio 2017, ha affrontato una serie di problematiche relative alla di sicurezza e restituito piena leggibilità al Teatro Marittimo. Dopo un lungo periodo di chiusura è stato infatti reso percorribile il suggestivo portico anulare che circonda la domus privata sull’isola, evidenziando la bellezza delle soluzioni spaziali che si inseriscono, prediligendo spazi avvolgenti realizzati ricorrendo all’ordine mistilineo e coperture a volta di vario tipo, nel più innovativo filone della progettazione adrianea.

I materiali lapidei del Teatro Marittimo oggetto di questo progetto sono costituiti essenzialmente da colonne con capitello ionico in marmo cipollino a fusto liscio e in marmo pavonazzetto a fusto scanalato, come anche da elementi della trabeazione in marmo con decorazione figurata a rilievo; della trabeazione facevano parte anche alcuni elementi in travertino, originariamente rivestiti di lastre marmoree e/o di stucco, di cui numerosi frammenti sono poggiati a terra, nel portico anulare.

Tutti questi elementi sono già stati oggetto di restauro negli anni ’50 del Novecento, mirati a:

  • ricostruzione di una serie di colonne del porticato anulare dai diversi frammenti di fusto in marmo cipollino ritrovati sul posto, con ampie ricostruzioni, integrazioni e stuccature in cemento;

  • ricostruzione delle piattabande di laterizi sovrastanti il colonnato e riposizionamento della parte di trabeazione modanata in travertino, su cui si imposta la volta a botte, con reintegrazioni in mattoni e strisce di ferro, secondo la tecnica originaria;

  • ricostruzione delle colonne scanalate in pavonazzetto in stile ionico, basi, capitelli e di parti della trabeazione figurata in marmo bianco dell’edificio sull’isola, con ricostruzioni, reintegrazioni e stuccature in cemento bianco. Studi recenti hanno messo in evidenza che alcuni elementi dell’architrave sono stati riposizionati in maniera non corretta.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Tutte le informazioni sono presenti sul sito http://www.levillae.com/

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 130.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il restauro dei materiali in oggetto sarà finalizzato alla pulitura dei marmi (colonne, basi capitelli e trabeazioni), degli elementi in travertino (pertinenti alla trabeazione del portico anulare), dei pochi frammenti in marmo della zoccolatura che rivestiva il bordo della vasca in corrispondenza degli intercolumni e di tutte le porzioni reintegrate (cemento e laterizio) delle strutture murarie, al fine di determinare un significativo rallentamento dei processi di degrado - riconducibili sia a fattori interni (composizione e struttura del materiale lapideo e laterizio) che esterni (sbalzi di temperatura tra estate e inverno, infiltrazioni di acqua, presenza di biodeteriogeni, presenza di sali solubili, erosione dovuta a correnti d’aria) – e al contempo di offrire ai visitatori una migliore leggibilità di uno dei complessi più rilevanti e peculiari di Villa Adriana.