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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il castello, epicentro della signoria dei Baratonia, è uno dei più antichi del Torinese e risale alla seconda metà dell’XI secolo, quando il capostipite della famiglia, Vitelmo Bruno, era il più importante collaboratore della contessa Adelaide. Nell’arco di alcuni secoli i Baratonia – fregiandosi del titolo di visconti ormai disgiunto dalla carica pubblica e mantenuto per legittimare e consolidare le proprie ambizioni signorili – giunsero a controllare un territorio piuttosto vasto e rilevante, esteso dalla bassa valle di Susa fino alle valli di Lanzo, per decadere e infine estinguersi intorno alla metà del Quattrocento, in seguito alla morte di Tommaso e al matrimonio di sua figlia Eleonora con Guglielmo Arcour di Lanzo, che comportò il trasferimento a Fiano del centro di potere signorile.

Il nucleo del piccolo insediamento, sulla sommità della collina che domina la chiesa di S. Biagio di Baratonia, si estende per circa 1.200 mq, e conserva uno sviluppo murario di alcuni metri di altezza. È suddiviso in una decina di ambienti, attualmente semi-interrati dai crolli e nascosti dalla folta vegetazione.

I dati storici collimano con i manufatti recuperati negli scavi archeologici degli anni Settanta attualmente esposti nell’Antiquarium. Dalla cappella del castello, situata all’estremità orientale del complesso, sono stati recuperati frammenti della decorazione pittorica di fine XI secolo che raffigurano elementi anatomici e panneggi di abiti, iscrizioni e motivi decorativi a greca prospettica, e trovano confronti nella cappella di Sant’Eldrado dell’Abbazia di Novalesa. Dai saggi in altri ambienti provengono invece le numerose ceramiche da mensa e da cucina che risalgono alla prima metà del Quattrocento.

Il discreto numero e il grado di conservazione dei reperti lascia supporre che l’area del castello conservi tuttora buone potenzialità archeologiche per future ricerche.

L'Ente proprietario dell'area è il Comune di Fiano, ma la medesima è collocata sul territorio di Varisella. A tal proposito, si precisa che in data 25.02.2011 è stata stipulata apposita convenzione tra il Comune di Fiano ed il Comune di Varisella con la quale il Comune di Fiano ha autorizzato il Comune di Varisella ad effettuare a propria cura e spese tutti gli interventi che siano necessari per la conservazione e la valorizzazione del sito dell'antico Castello dei Visconti di Baratonia. 

Informazioni sullo stato della conservazione

Il castello di Baratonia versa attualmente in grave stato di degrado. Le murature perimetrali, realizzate in ciottoli disposti a spina pesce legati da malta, sono conservate solo parzialmente in alzato e si presentano fortemente infestate dalla vegetazione. In particolare, soprattutto in corrispondenza delle creste, si osserva la presenza di cespugli ed alberelli i cui apparati radicali rappresentano un grave fattore di decoesione delle malte compromettendo la stabilità delle strutture. Lo sviluppo della vegetazione è favorito da consistenti depositi di terra e dal ristagno delle acque meteoriche negli interstizi dei giunti. I leganti risultano inoltre indeboliti dal percolamento dell'acqua piovana attraverso le creste murarie e dall'azione meccanica esercitata dal gelo-disgelo. In aree localizzate della muratura sono stati individuati lacerti di intonaco, verosimilmente originale, la cui leggibilità è fortemente compromessa dallo sviluppo di colonie di muschi e licheni. Ai piedi delle strutture e nelle immediate vicinanze si osservano accumuli di ciottoli verosimilmente derivanti dal crollo dalle zone sommitali ed in parte dalle lacune che in alcuni punti intaccano la tessitura muraria.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il sito è un’area archeologica che sarà raggiunta da un percorso attrezzato, dotato di cartellonistica segnaletica ed esplicativa. Fa parte di un’ampia rete di interventi di valorizzazione turistico – culturale e naturalistica presente nella programmazione regionale avviata con i Piani Territoriali Integrati P.T.I. La realizzazione di una passerella all’interno del complesso permetterà invece di pianificare sistematiche campagne per il recupero integrale del sito, con interventi di pulizia dalla vegetazione, scavo archeologico e restauro nei singoli ambienti, offrendo inoltre la possibilità di programmare visite guidate ai ruderi del castello e ai lavori in corso, di effettuare stage per studenti e gruppi archeologici, di ampliare gli aspetti didattici legati all’Antiquarium e al territorio.

L'area esterna antistante il sito archeologico sarà sempre aperta al pubblico mentre l'accesso all'interno del sito stesso dovrà essere preventivamente concordato con il personale incaricato dal Comune di Varisella oppure con l'Associazione Amici dell'Ecomuseo della Val Ceronda. 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Procedure di Gara

COSTO COMPLESSIVO 25.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento, condotto secondo i principi del restauro conservativo, sarà mirato all’eliminazione dei fattori di degrado (in particolar modo rappresentati dall’azione svolta dalla vegetazione infestante) e al consolidamento delle strutture per favorire una più chiara lettura della tessitura muraria e consentire l’avvio del progetto di studio e recupero dell’intero complesso. Nello svolgimento dell’intervento si avrà cura di rispettare le caratteristiche dei materiali originali con un’opportuna attenzione nella formulazione delle malte e nel reimpiego, ove necessario, di elementi lapidei di risulta raccolti sul sito. L’intervento di restauro prevederà una prima fase di sommaria ripulitura e messa in sicurezza dell’area per consentire l’avvio delle successive attività. Verrà quindi effettuato un trattamento biocida secondo modalità differenti per le varie tipologie di specie infestati: per la microflora si procederà con l’aspersione a spruzzo e/o a pennello del prodotto biocida; per la vegetazione superiore si inietterà un erbicida negli apparati radicali. Trascorsi circa venti giorni, sarà possibile asportare manualmente con bisturi e spazzolini gli organismi necrotizzati, avendo cura di estirpare in modo capillare il maggior numero di apparati radicali. La fase successiva prevederà la pulitura delle superfici, con la rimozione dei depositi di materiali coerenti ed incoerenti depositati nelle cavità e negli interstizi mediante aria compressa a pressione moderata e l’eventuale rimozione di elementi distaccati o tendenti al distacco. La pulitura sarà quindi completata con il lavaggio ed un’ulteriore spazzolatura delle superfici. Si potrà quindi procedere con gli interventi di consolidamento di profondità mediante iniezione di malta idraulica a basso peso specifico, previa ricerca delle vie di fuga mediante iniezione di soluzione di acqua ed alcool e successiva sigillatura per evitare la fuoriuscita delle malte. Contemporaneamente si effettuerà sulle superfici esterne il rinzaffo delle malte in corrispondenza di lacune di medie-grandi dimensioni e la ricollocazione di elementi distaccati con l’impiego di un prodotto premiscelato a base di calce idraulica naturale. Nella fase successiva verranno svolti gli interventi di finitura superficiale con la stilatura dei giunti e la revisione delle creste sommitali impiegando una malta appositamente formulata a base di calce idraulica naturale e sabbia, simile ai leganti originali per colore granulometria e composizione. Per le creste murarie si provvederà inoltre ad una stesura delle malte che favorisca lo scolo delle acque meteoriche verso l’esterno impedendone il ristagno. L’intervento si concluderà con l’applicazione di un prodotto protettivo con funzione idrorepellente e traspirante addizionato di biocida. Data l’ubicazione in ambiente aperto delle strutture, si consiglia la programmazione di una manutenzione periodica a scadenza annuale