I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La chiesa di San Francesco, con l’annesso convento, era uno degli edifici gotici di maggior importanza della città di Alessandria. Sfortunatamente, come altri monumenti medievali, ha subito nell’Ottocento vicende che ne hanno portato alla trasformazione, tanto che oggi difficilmente il visitatore che passi davanti all’edificio riesca a riconoscervi l’uso originario.

I lavori della chiesa dovettero iniziare allo scadere del XIII secolo e furono portati a termine nei primi decenni del Trecento.

L’interno è suddiviso in tre navate da slanciati pilastri a fascio sormontati da capitelli cubici smussati alla base, talvolta arricchiti da stilizzate foglie d’acanto e da decorazioni zoo-fitomorfe. La navata centrale termina in un abside quadrata, ricostruita alla fine del Settecento. Il mattone a vista caratterizza tutto l’aspetto esterno: dell’antica facciata sopravvivono soltanto le linee essenziali: unico elemento decorativo ancora esistente è il finestrone con ornato in cotto.

Con la soppressione degli ordini monastici e delle congregazioni regolari (1802) il complesso  divenne di proprietà demaniale e quindi caserma di cavalleria. In seguito a questo passaggio l’edificio sacro fu tramezzato in due piani (1816) per ospitare sia i magazzini che i dormitori delle truppe. Nel 1833 su ordine di Carlo Alberto l’intera struttura divenne caserma e ospedale militare. Dal 1919, a seguito della notifica da parte dell’allora soprintendente ai monumenti del Piemonte, Cesare Bertea, la chiesa venne annoverata tra i monumenti di notevole interesse storico e sottoposta a tutela.

Il complesso è poi stato acquisito dal Comune; i lavori di restauro che ne sono conseguiti hanno portato alla luce una decorazione policroma delle volte, con motivi ornamentali di grande bellezza, riconducibili a modelli di primo Trecento.

Informazioni sullo stato della conservazione

Le aree restaurate nella seconda metà del Novecento, ovvero il cortile, a cui si accede da via XXIV Maggio, e la zona “superiore” della chiesa, ovvero quella sopra al solaio d’inizio Ottocento, sono utilizzate, dopo la riapertura nel 2013, per visite guidate specifiche e per eventi come rappresentazioni teatrali, concerti e mostre temporanee. Essendo infatti collocato nel centro cittadino, il complesso risulta un luogo di facile accesso, con spazi ampi, un’ottima acustica e tutta la suggestione che un luogo così ricco di storia può donare alle attività culturali.

Le problematicità sono però notevoli: alla chiesa si accede soltanto tramite una scala “moderna” che necessiterebbe di lavori di ristrutturazione, tali che possano prevedere anche l’accesso per i disabili, oggi impossibile (elemento che limita fortemente le possibilità di utilizzare questo spazio).

Le parti non accessibili, seppure ampie e che consentirebbero numerose attività, sono oggi in uno stato di degrado notevole, iniziato dopo che sono stati condotti degli scavi archeologici per motivi di studio, senza tuttavia ripristinare l’accessibilità di molti locali in passato usati per esposizioni permanenti.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Attualmente l'apertura è prevista solamente per visite guidate specifiche e per eventi come rappresentazioni teatrali, concerti e mostre temporanee organizzate dall'Assessorato ai Beni e Politiche Culturali e alle Politiche Giovanili.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 650.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Questo progetto di valorizzazione fa capo anche all’idea di restituire alla città un sito medievale, che si va ad aggiungere agli unici ancora esistenti di Santa Maria di Castello e del Broletto di Palatium Vetus, puntando a creare un ideale itinerario medievale per il centro storico. Al fine di trasformare l’Ex Complesso Conventuale di San Francesco in un centro polifunzionale, aperto alla cittadinanza e capace di arricchire il territorio, sono necessari numerosi interventi:

I. accesso ai portatori di disabilità;
II. la creazione di un ulteriore ingresso per aumentare l’accessibilità del luogo;
III. rendere a norma di sicurezza gli accessi;
IV. l’installazione di un sistema di riscaldamento che permetta di utilizzare lo spazio tutto l’anno e non solo nei mesi estivi;
V. la creazione di spazi per attività pubbliche di tipo culturale e sociale;
VI. restauro e riqualificazione delle parti del complesso che ancora necessitano di lavori;
VII. rendere accessibile ai visitatori la cappella dedicata a San Francesco del 1213 che risulta essere il nucleo originario di tutto il complesso conventuale;
VIII. una volta adeguata la struttura, in occasione di specifici eventi, si prevede un collegamento con i Giardini Pittaluga, oggetto del progetto IdeAli tu! (http://www.culturaesviluppo.it/?page_id=4951) promosso dalla Compagnia di San Paolo, di cui il Comune di Alessandria è partner, che prevede di creare uno spazio autogestito e dedicato ai giovani, il che permetterebbe una riqualificazione, anche sociale, di una zona del centro cittadino.