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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il convento e la primitiva chiesa furono fondati dalle monache carmelitane scalze dell'ordine di Santa Teresa nel 1606 all’interno del palazzo degli Spinelli di Cirò a Pontecorvo, nel quale esse vennero dapprima ospitate, divenendone poi proprietarie. In seguito alle riforme imposte dal Concilio di Trento – che prescriveva che tutte le chiese conventuali avessero un’apertura sulla “pubblica via” – si diede avvio a un radicale intervento di ristrutturazione del primitivo impianto, su progetto di Cosimo Fanzago che riuscì magistralmente a realizzare, all’interno dei ristretti ambienti del palazzo Spinelli, una chiesa a croce greca allungata e una nuova facciata su strada. Più che una nuova facciata, in realtà, l’architetto bergamasco disegnò una vera e propria quinta scenica che serviva a celare la facciata dell’antico edificio nobiliare e a creare tra i due prospetti un atrio per l’ubicazione di un’imponente scala, indispensabile al superamento del salto di quota esistente tra il palazzo e la strada stessa. Il progetto fanzaghiano prevedeva una facciata di piperno – che avrebbe conferito molta più forza alla struttura – ma essa probabilmente non fu mai realizzata; l’attuale rivestimento di stucco si deve infatti a un intervento del 1709. A partire dal 1808, con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Gioacchino Murat, le monache carmelitane vennero allontanate dal convento che, nel 1820 fu affidato ai padri Barnabiti, per poi essere trasformato in collegio e successivamente in scuola municipale. Durante il terremoto del 1980 il complesso di San Giuseppe delle Scalze ha subito notevoli danni, che hanno richiesto, negli anni successivi, importanti interventi di consolidamento delle strutture e la realizzazione di una nuova copertura con capriate lignee. Le associazioni che utilizzano la struttura sono: Forum Tarsia, Archintorno, Mammamà, Duo Mimatto, Ramblas, Altra Definizione, Medici senza Frontiere e Scalzabanda.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il complesso monumentale non ha subito, nel corso dei secoli, significative alterazioni rispetto all’impianto originario, né sono presenti dissesti che richiedono seri interventi strutturali, quanto piuttosto un degrado diffuso dovuto alla vetustà e soprattutto all’abbandono degli ultimi anni. Ai gravi danni e cedimenti strutturali riportati durante il terremoto del 1980, infatti, ha fatto seguito un intervento di consolidamento statico negli anni ’90. Ad oggi, tuttavia, la chiesa è soltanto parzialmente utilizzata, a causa dello stato di abbandono e di degrado di alcuni ambienti. La sagrestia e gli altri locali annessi retrostanti l’Altare Maggiore, ad esempio, presentano evidenti segni di umidità di risalita e copiose infiltrazioni di acque meteoriche, da attribuire al deterioro dell’impermeabilizzazione dei sovrastanti lastrici solari, del sistema di canalizzazione delle acque meteoriche e al pessimo stato di conservazione degli infissi esterni in legno, alcuni dei quali divelti o privi di vetri. Abbandono e mancata irreggimentazione delle acque meteoriche, inoltre, sono anche la causa del grave stato di ammaloramento di intonaci, cornicioni, aggetti ed elementi decorativi della facciata principale della Chiesa, capolavoro del barocco napoletano a firma dell’arch. Cosimo Fanzago.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Attualmente, diverse attività socio-culturali vengono ospitate all’interno della Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo, a cura del coordinamento “Le Scalze” costituito dalle associazioni Forum Tarsia, Archintorno, Mammamà, Duo Mimatto, Ramblas, e Scalzabanda. A causa del degrado di alcuni ambienti, però, la struttura è solo parzialmente utilizzata. La navata della chiesa viene aperta periodicamente ai cittadini per eventi e manifestazioni culturali, mentre gli ambienti del convento annesso alla chiesa ospitano le sedi delle associazioni e le attività laboratoriali settimanali aperte agli abitanti del quartiere con un focus specifico sull’integrazione sociale. Visite guidate alla chiesa e al complesso monumentale vengono, inoltre, regolarmente offerte dalle associazioni. Il calendario delle attività è pubblicizzato in una bacheca affissa sul portale principale della chiesa ed è pubblicato sulla pagina facebook di “Le Scalze”.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 1.500.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto di restauro della chiesa prevede interventi volti ad eliminare pericoli imminenti e a scongiurare un ulteriore degrado progressivo dell’edificio. Alcune lavorazioni riguardano il rifacimento dell’impermeabilizzazione delle coperture, il ripristino del sistema di irreggimentazione delle acque meteoriche, la revisione del percorso delle tubazioni discendenti pluviali e fecali, il ripristino dei “bauletti” sui parapetti in muratura e la sostituzione degli infissi esterni in legno. Un altro intervento prioritario, inoltre, viene individuato nel restauro della facciata principale della chiesa. Per quanto riguarda gli ambienti abbandonati, si prevede la rimozione degli arredi e dei materiali depositati nel tempo, per poi rendere igienicamente idonei gli ambienti stessi ed effettuare interventi di verifica e consolidamento statico. Altro intervento previsto riguarda, infine, il rifacimento e la messa a norma degli impianti. Si può prevedere la suddivisione degli interventi in lotti autonomi, come di seguito riportato: Lotto 1 - impermeabilizzazione delle coperture e ripristino del sistema di irreggimentazione delle acque meteoriche; Lotto 2 - consolidamento statico degli ambienti abbandonati della chiesa; Lotto 3 - rifacimento degli impianti.