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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il nome di Fonte di San Francesco, deriva dal fatto che nel 1202 San Francesco si fermato presso la fonte per dissetarsi e lavarsi le ferite prima di essere portato in catene al carcere di Perugia dopo la battaglia di Collestrada.

Le prime notizie relative alla costruzione della fonte, ci vengono tramandate da un manoscritto di Giuseppe Belforti, che la nomina già così nel 1297 e in cui ricorda che fu ordinato che si ristrutturasse la fonte: “in strada publica, qual vodit ad pontem S. Jannis in villa casa palie”.

Detta fonte è alimentata da una sorgente, una volta purissima e ricca di virtù salutari, proveniente dal soprastante Montevile che doveva far parte di un complesso termale romano.

Da una delibera del Consiglio Comunale del 8 maggio 1871, risulta che la fontana, nonostante fosse già stata restaurata nel 1700, era nuovamente in rovina, poiché si dice: che l'acqua è stata usurpata e la fonte demolita, venga rivendicata e ripristinata all'uso pubblico.

Informazioni sullo stato della conservazione

Dall’esame visivo, la fontana si presenta in discreto stato di conservazione.

Tutto il prospetto, costituito nella parte bassa in laterizi mentre nella parte sommatale intonacata, presenta un leggero annerimento, localizzato con maggiore intensità in circoscritte zone, è derivato da deposito superficiale di polvere e materiale incoerente trasportato dal vento oltre che da smog.

Tutto il prospetto è interessato da erosione del materiale lapideo con isolati fenomeni di disgregazione e distacco dello stesso. Allo stesso modo i tre bacini in travertino sono interessati dallo stesso fenomeno di erosione, come pure le formelle soprastanti raffiguranti protome antropomorfe

Sotto i tre rubinetti, in corrispondenza del paramento in laterizi, si nota uno sbiancamento del materiale lapideo con relativa formazione di patina biancastra generata da efflorescenza localizzata. Questa, in corrispondenza del bordo inferiore si presenta esfoliata specialmente dove il materiale risulta imbibito.

Contestualmente si nota la formazione di patina biologica si in questa zona, sia in corrispondenza dei bacini in travertino. La stessa patina, ma sotto forma di muschio, di colore verde chiaro e scuro, si nota nella parte intermedia all’altezza della zona in cemento, nella parte sommatale costituita in laterizi e nella parte inferiore all’altezza del grande bacino di raccolta dell’acqua (che si presenta vuoto come le tre vaschette) Il fondo della vasca è anch’esso interessato da deposito di microflora algale.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Sempre fruibile.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 18.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Gli interventi previsti per il restauro/manutenzione straordinaria dell'opera sono stati individuati in:

  • Stuccatura e microstuccatura in presenza della fessurazione.
  • Operazione di pulitura con idro sabbiatura a base di bicarbonato e magnesio ad acqua calda a bassa pressione pulizia generale prospetto e pavimentazione.
  • Trattamento di arresto ossidazione di elementi in ferro.
  • Formazione di bauletti testata al muro.
  • Trattamento finale protettivo impermeabile.
  • Impianto di illuminazione esterna.