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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Si tratta di un ritratto dipinto ad olio su tela di autore ignoto (HxL cm 63x50) raffigurante san
Vincenzo Ferrer, conservato all’interno dei locali dell’Azienda Pubblica Beata Lucia di Narni.
Il santo è raffigurato come Angelo dell’Apocalisse, in abito domenicano (saio bianco e
mantello nero), con l'indice della mano rivolto verso il cielo e la fiamma dello Spirito Santo
ardente sul capo, con il libro della Bibbia aperto al versetto di Ap14,7: «Timete Deum et date
illi honorem quia venit hora judici eius» ('Temete Dio e dategli onore poiché è giunta l'ora del
suo giudizio'). Nato a Valencia intorno al 1350, Vincenzo si trovò a vivere al tempo del
grande scisma d'Occidente, quando i papi erano 2 e poi addirittura 3. Si trova al centro della
divisione che minaccia il vertice della Chiesa. Ancora giovane domenicano, era stato notato
da Pietro de Luna, legato del papa avignonese. Seguendo da vicino il cardinale, si rese però
conto che la Chiesa aveva più che mai bisogno del ripristino dell'unità e della riforma morale.
Incominciò allora la sua attività di predicazione. Nel 1394 il suo protettore, il cardinale de
Luna, divenuto papa con il nome di Benedetto XIII, lo nomina suo confessore, cappellano
domestico, penitenziere apostolico. Egli intensifica la sua attività ma nel 1398 si ammala e ha
una visione nella quale gli appare il Salvatore accompagnato da san Domenico e san
Francesco. Il Signore tocca la guancia del malato e gli ordina di mettersi in viaggio e
conquistare molte anime. Vincenzo lascia allora Avignone ed intraprende vere e proprie
campagne di predicazione in Spagna, Svizzera e Francia, in cui parla dell'Anticristo e del
giudizio finale. Contribuisce così in modo decisivo alla fine dello scisma e al miglioramento dei
costumi. Morì a Vannes nel 1419.
L’opera

Informazioni sullo stato della conservazione

L’opera si presenta in cattive condizioni conservative.
La superficie pittorica appare molto lucida ed ingiallita per la presenza di uno spesso strato di
vernice finale applicata al termine di un intervento di restauro, eseguito non recentemente
per tentare di ovviare a strappi e gravi problemi di tensionamento della tela, parzialmente
risolti con l’applicazione, in almeno due distinte fasi, di toppe sul retro del supporto, incollate
con legante di natura organica. Con questi interventi riconducibili ad almeno due distinte fasi
di restauro, si è scongiurato il progresso del degrado strutturale, provocato dalla perdita di
tensione del supporto e da una estesa lacerazione centrale, anche se l’opera ha mantenuto
un aspetto superficiale ondulato ed irregolare, con deformazioni provocate dal telaio ligneo di
sostegno. Il pigmento, a tratti lacunoso e sollevato, si mostra molto scuro, sporco e coperto
da uno spesso strato di vernice finale ossidata ed ingiallita, applicati nel corso dell’ultimo
intervento di restauro, che ha restituito un’opera cromaticamente alterata. La fascia laterale
sinistra appare interessata da estese cadute di colore, che hanno prodotto gravi lacune
sommariamente coperte con applicazione di pigmento di restauro. Il telaio ligneo parrebbe
essere quello originale e mostra deformazioni e fenditure suscettibili di riparazione.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Dalle 8,00 alle 13.00 dal lunedì al venerdì

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 2.530,00 €

 slide
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DESCRIZIONE INTERVENTO

Le cattive condizioni conservative in cui versa l'opera suggeriscono un intervento completo, con rimozione di tutte le sovrammissioni non originali applicate nel corso deggli interventi di restauro, leggera pulitura chimico - meccanica della pittura originale, foderatura del supporto e mantenimento del telaio ligneo,stuccatura delle lacune, verniciatira preliminare, reintegrazione pittorica e verniciatuta finale.


NOTE Intervento archiviato