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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il Palazzo, sede fin dal 1588 della Congregazione della Carità fondata agli inizi del ‘500 ed intitolata a San Filippo Neri dal 1622, nella sua forma complessiva è databile intorno alla metà del XVIII secolo; sviluppatosi sul sedime dell’ex convento delle Monache Convertire, rappresenta  nell’apparato decorativo della facciata, opera dell’architetto Pancrazio Soncini, un significativo esempio di linguaggio eclettico-liberty della seconda metà dell’Ottocento e conserva al suo interno interessanti apparati decorativi e arredi settecenteschi. 

Il palazzo, a due piani fuori terra oltre al sottotetto e al seminterrato, si sviluppa attorno a tre cortili interni: due che si aprono lungo l’androne d’ingresso ed il terzo, visibile dall’ex-farmacia, nell’impianto settecentesco adibito a giardino.  La facciata è caratterizzata da fascia marcapiano e marcadavanzale al piano primo, e da due ampie modanature rettangolari con rosoni circolari inscritti che definiscono verticalmente il modulo centrale, con sei assi di aperture e grande portone di accesso centinato, rispetto ai due moduli laterali, a due assi di aperture.

L’ingresso principale conduce all’interno di un androne voltato a botte, che prosegue in linea col portico interno del cortile, a tre campate, di cui la prima con volta a crociera.  A metà dell’ingresso parallelamente a via Cavestro si sviluppa il grande scalone in laterizio ad archi rampanti, decorato da cornici pittoriche di gusto ottocentesco. Esiste un secondo collegamento verticale, di minore importanza collocato all’estremità dell’edificio, si vicolo S.Tiburzio. Il piano nobile è concepito con una serie di corridoi con volte a crociera attorno ai cortili interni, da cui si raggiungono le varie sale e stanze, fino al 2002 occupate dalla pinacoteca Stuard. Al termine dell’androne, attraverso una serie di gradini, si accede attraverso una porta a vetri centinata alla parte più caratteristica dell’immobile, rappresentata dall’antica farmacia di S.Filippo Neri e dai locali contigui corrispondenti all’antico oratorio. Agli albori del XVII secolo la Congregazione infatti dava vita ad un vero servizio farmaceutico, fino alla fondazione e gestione in proprio nel 1670 di un a farmacia. Si tratta di un locale a pianta rettangolare, dove due grandi pilastri posti lungo l’asse longitudinale organizzano la copertura con volte a crociera, e che conserva l’elegante mobilio settecentesco in legno scuro. La farmacia rimase aperta al pubblico fino al 1966. Accanto alla farmacia, un piccolo ambiente a pianta quadrata ad est, accessibile direttamente da vicolo S.Tiburzio, che fungeva da suo vestibolo, come lo era stato un tempo dell’adiacente oratorio, interamente affrescato. 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni sullo stato della conservazione

L’edificio in oggetto è una struttura storica in muratura, con piano terra coperto da volte di varia geometria, piano primo coperto con solai piani in legno o in ferro, copertura a falde in legno e scale generalmente a volte rampanti in laterizio o in legno; l’attuale conformazione della costruzione risale nella sua sostanza alla seconda metà dell’ottocento, periodo al quale risale un consistente intervento di ristrutturazione degli edifici preesistenti.

Il complesso edilizio versa in un discreto stato di conservazione, ad eccezione delle coperture per le quali risulta necessario provvedere ad un complessivo intervento di sistemazione.

In generale si evidenziano però diverse lesioni localizzate, ascrivibili a situazioni di assestamenti pregressi, a particolari caratteristiche costruttive e alla presenza di diverse fasi realizzative, e anche legate in parte ad eventi sismici recenti (2012) o meno (1983). Pur non mostrandosi situazioni di rischio immediate, diverse delle lesioni maggiori sono state oggetto di interventi di presidio con opere provvisionali. Per alcune di queste si ritiene opportuno procedere nel breve ad interventi di ripristino e/o consolidamento, anche in presenza di attività o manifestazioni aperte al pubblico che possono interessare i locali stessi.

Risultano inoltre presenti alcuni ambienti dell’immobile, ad oggi non utilizzati e di elevato pregio, che necessitano di interventi di restauro e risanamento conservativo, volti non solo alla conservazione ma anche e soprattutto alla valorizzazione del bene: in particolare riveste priorità di intervento in tal senso il restauro dei locali dell’ex farmacia e dell’adiacente vestibolo affrescato.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

L'edificio è nelle sue parti utilizzate sede degli uffici amministrativi di Ad Personam - Azienda dei servizi alla persona del Comune di Parma, con apertura al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e il lunedì e giovedì anche dalle 15.00 alle 17.00. Gli spazi della ex-farmacia e dell'adiacente vestibolo sono visitabili su richiesta.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 25.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L'intervento proposto si pone l'obiettivo, con una attuazione in due fasi, del completo restauro del locale del vestibolo decorato che da accesso ai locali dell'antica Farmacia San filippo Neri. La prima fase di interventi, avviata nell'aprile 2018, vede l'attuazione della messa in sicurezza delle superfici affrescate del vestibolo, mediante velinatura con carta giapponese e resina acrilica e la riparazione delle lesioni murarie presenti, al fine di una riapertura al pubblico dei locali. Nel corso di questa prima fase di interventi si sta inoltre procedendo alla realizzazione delle indagini stratigrafiche, ai saggi e alle prove di intervento propedeutiche all'attuazione della seconda fase di restauro complessivo, che coporterà il consolidamento definitivo degli affreschi mediante iniezioni di boiacche di calce, la loro pulitura e la rimozione degli strati pittorici incongrui alla decorazione originale. Si procederà inoltre alla rimozione delle zoccolature in travertino posticce, poste su tutto il perimetro del locale e alla malta cementizia sottostante, che oltre a costituire elemento incongruo e non adeguato alle forme originali del vestivbolo, concorrono alla risalita di umidità sulle murature decorate.